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Iaccarino (As.Tro): 'Calo occupazione spaventoso in Piemonte, auspichiamo tavolo di confronto'

  • Scritto da Ca

L'intervento di Armando Iaccarino (Centro studi As.tro) nel webinar che ha presentato lo studio della Cgia di Mestre sul gioco legale in Piemonte. 

 

 

“Ancora una volta le analisi della Cgia di Mestre danno la misura del gioco pubblico come vero settore economico e quando in molti lo analizzano questo approccio manca spesso.  Assolutamente e drammaticamente preoccupante è il calo dell’occupazione. Sono numeri caratterizzati da una logica prudenziale notevole e non tengono conto di molte categorie del settore come concessionari, manutentori e altri. L’obiettivo, ora, è aprire un tavolo di confronto per uscire dalle logiche proibizionistiche in Piemonte”.

E’ l’intervento di Armando Iaccarino, presidente del Centro Studi As.tro nel corso della presentazione dello studio Cgia Mestre “Il gioco legale in Piemonte”, un webinar organizzato con il sostegno dell'associazione degli operatori del gioco lecito e di Sapar, associazione nazionale gestori giochi di Stato. 

Sempre analizzando i dati rilevati dalla Cgia di Mestre, Iaccarino è colpito dal fatto che “dal 2016 al 2019 la riduzione abbia sfiorato il 70% e in proiezione con la chiusura delle sale potrebbe anche crescere. La legge avrebbe dovuto ridurre l’offerta di gioco ma non l’ha fatto. E la riduzione dell’occupazione è strabiliante in senso negativo”.

La legge del Piemonte presenta due livelli di censure forti a livello tecnico giuridico e di metodo. “La retroattività, l’eccesso di luoghi sensibili e l’aggiunta di altri luoghi ancora da parte dei Comuni, sono tutti elementi che mascherano una politica di carattere squisitamente proibizionista. Pervicacemente si è tenuto fuori dal confronto il mondo del gioco legale che non ha potuto partecipare alla risuluzione del problema che la legge aveva come obiettivo, che era quello della lotta al gioco patologico”.

Qualcosa, secondo Iaccarino, si può ancora fare: “E’ possibile immaginare un sistema distributivo diverso e altre misure di prevenzione e formazione oltre che l’aumento di tecnologia, tutti elementi possibili per ridurre effettivamente il gioco patologico ma senza il settore del gioco legale non è possibile mettere in campo tutte queste soluzioni. L’auspicio è che il Piemonte possa diventare un laboratorio dove confrontarsi realmente col gioco reale. Invece continuiamo ad essere considerati figli di un Dio minore”.
A maggio 2021 si completa la legge, gli operatori che prospettive possono avere? “Dobbiamo riuscire ad aprire un tavolo di confronto e cambiare la percezione,  non stupisce nessuno che davanti alla scuola ci sia un tabacchi che vende alcol e sigarette ma preoccupa che ci sia una sala slot dove tra l’altro i minori non possono e non vengono fatti entrare”.

 

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