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Regolamento gioco a Siena, As.tro ed Egp: 'Rivedere i luoghi sensibili'

  • Scritto da Redazione

As.tro ed Egp inviano le loro osservazioni sulla proposta di regolamento sul gioco del Comune di Siena.

Osservazioni e proposte, che spaziano dagli orari alla definizione dei luoghi sensibili, per proseguire con le attività di somministrazione. Le hanno inviate al Comune di Siena, che è in procinto di approvare la proposta di “Regolamento per l’esercizio del gioco lecito” e che, nei giorni scorsi, ha avviato una fase di concertazione che vede il coinvolgimento anche delle associazioni di categoria, As.tro e Egp, che hanno così accolto l'invito lanciato dall'ente.
L’auspicio di Assotrattenimento e dell'associazione Esercenti giochi pubblici è che il dibattito avviato in questa fase di concertazione dal Comune di Siena possa continuare per arrivare alla creazione di un tavolo di lavoro permanente: sarebbe una grande opportunità per mettere a fattor comune le rispettive esperienze ed indirizzarle nella ricerca di soluzioni che consentano di contemperare l’esigenza di tutela della salute pubblica con gli interessi imprenditoriali ed occupazionali.

I LUOGHI SENSIBILI - Per quanto riguarda la definizione di luoghi sensibili, secondo le due associazioni la ratio dovrebbe essere quella di evitare la vicinanza degli apparecchi da gioco a luoghi frequentati da soggetti particolarmente vulnerabili da un punto di vista economico, sociale e psicologico. Non si comprende come sia quindi possibile rinvenire tali caratteristiche nelle discoteche, nelle biblioteche e
nei musei.
A maggior ragione non si comprende l’inclusione tra i luoghi sensibili delle stazioni ferroviarie e dei terminal di autobus, tenuto anche conto che si tratta di luoghi frequentati da tutte le tipologie di persone.
Alla luce delle indicate argomentazioni le associazioni propongono di escludere dalla categoria dei luoghi sensibili le discoteche, le biblioteche, i musei, le stazioni e fermate ferroviarie e i terminal di autobus di linee urbane ed extraurbane.

GLI ORARI - Nell'evidenziare che "non è in alcun modo dimostrato che la riduzione dell’orario comporterebbe benefici in termini di riduzione dei fenomeni di dipendenza legati al gioco che, al contrario, numerosi studi hanno dimostrato essere del tutto inefficace se non addirittura controproducente", As.tro ed Egp pongono "l’evidenza del danno economico che ricadrebbe sugli operatori del settore in presenza di limitazioni orarie particolarmente penalizzanti.
Una soluzione che si presenta idonea a contemperare l’esigenza di tutela della salute pubblica con gli interessi imprenditoriali ed occupazionali coinvolti è quella contenuta nell’Intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata Governo – Regioni – Enti Locali in data 17 settembre 2017 in cui è previsto un limite massimo di sei ore per l’interruzione dell’offerta di gioco pubblico".

LE ATTIVITA' DI SOMMINISTRAZIONE - Tale disposizione riguarda gli esercizi aventi come attività prevalente quella di somministrazione di alimenti e bevande ed imporrebbe che le attività di gioco si svolgessero in locali separati da quelli dedicati alla somministrazione, con differenziazione delle rispettive sedi, dell’apparato organizzativo e del personale.
"Questa norma regolamentare, se approvata, sarebbe viziata da illegittimità in quanto la legislazione nazionale prevede la possibilità di installare apparecchi da gioco negli esercizi autorizzati ai sensi dell’art. 86 del Tulps aventi come attività principale quella della somministrazione di alimenti e bevande (nel rispetto delle norme
che limitano il posizionamento e il numero degli apparecchi installabili in rapporto alla superficie) ma non prevede la necessità che l’attività di gioco si svolga in locali separati e tantomeno con personale diverso da quello addetto all’attività principale.
Nella sostanza, l’approvazione di tale disposizione regolamentare impedirebbe, di fatto, l’installazione di apparecchi da gioco nei locali di somministrazioni di alimenti e bevande autorizzati ai sensi dell’art. 86 del Tulps, la maggior parte dei quali non dispone di ulteriori locali da destinare all’attività di gioco e non sarebbe in grado di sopportare i costi per l’assunzione di ulteriore personale da impiegare esclusivamente per tali attività".

As.tro ed Egp suggeriscono infine "l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga, oltre ai rappresentanti delle istituzioni comunali, le associazioni di categoria e i soggetti impegnati (in ambito sociosanitario) nella prevenzione e la cura della dipendenza da gioco.
Sarebbe una grande opportunità per mettere a fattor comune le rispettive esperienze ed indirizzarle nella ricerca di soluzioni che consentano di contemperare l’esigenza di tutela della salute pubblica con gli interessi imprenditoriali ed occupazionali".

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