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Piemonte, Negro (As.tro): 'Gioco a rischio, mentre lotta al Gap è ferma'

  • Scritto da Redazione

In vista della manifestazione di Torino del 18 marzo, Mario Negro (As.tro) invita la Regione ad eliminare l’efficacia retroattiva del distanziometro e ad attuare norme sul Gap.


"Il 18 marzo 2021 dalle 10 alle 12.30, i lavoratori del gioco legale manifesteranno in piazza Castello a Torino per sensibilizzare le Istituzioni piemontesi e l’opinione pubblica sul grave stato di difficoltà che sta attraversando il settore.
L’obiettivo principale della manifestazione sarà quello di rappresentare e denunciare gli effetti del game over causati dai limiti imposti all’offerta di gioco legale e chiedere una modifica urgente della legge regionale del Piemonte.
Per questo motivo faccio un appello a partecipare numerosi – e nel pieno rispetto delle precauzioni dettate dall’emergenza sanitaria- alla manifestazione: sarà l’occasione per mostrare alle istituzioni regionali che, quando si parla di gioco, si parla anche di una realtà fatta di migliaia di persone che, in Piemonte, sono costrette a lottare per difendere il proprio diritto al lavoro".

Così Mario Negro, presidente onorario dell'associazione As.tro, in vista della manifestazione per la modifica della legge regionale sul gioco del Piemonte, in programma giovedì nel capoluogo.
 
In Piemonte la situazione è molto grave come stiamo denunciando da oltre 3 anni: la previsione dell’applicazione retroattiva delle legge regionale 9/2016 ha determinato e continuerà a determinare conseguenze devastanti sulla tenuta delle imprese del gioco legale del Piemonte (mediante apparecchi e raccolta fisica delle scommesse) e sul relativo bacino occupazionale.
Gravi sono anche le conseguenze sulla salvaguardia della legalità.
Tali effetti negativi, abilmente nascosti nella relazione valutativa del gennaio 2021 redatta dagli uffici regionali, non sono controbilanciati da alcun beneficio in termini di lotta alle dipendenze del gioco d’azzardo", prosegue Negro.
 
GLI EFFETTI OCCUPAZIONALI - La Cgia di Mestre (rapporto sugli effetti della L. 9/2016 presentato nel mese di ottobre 2020) ha prudenzialmente stimato che l’applicazione retroattiva del cosiddetto “distanziometro” ha già comportato la perdita di 1.700 posti di lavoro.
Questo dato non tiene ancora conto delle perdite occupazionali che riguarderanno le sale da gioco e le sale scommesse, la cui chiusura coatta, iniziata nel maggio 2019, entrerà pienamente a regime quest’anno: per tale settore la Cgia di Mestre prevede che l’applicazione del “distanziometro” metterà seriamente a rischio ulteriori 1.738 posti di lavoro.
L’Eurispes ha addirittura stimato una perdita complessiva di 5200 addetti.
 
SPOSTAMENTO DELLA DOMANDA VERSO L’OFFERTA ILLEGALE - La Cgia di Mestre, sulla base dei dati della Guardia di Finanza, ha evidenziato che: i soggetti verbalizzati per violazione delle normative che disciplinano l’offerta di gioco sono passati dai 284 del 2016 a 799 nel 2019, con un incremento del 181 percento. Il tasso di positività dei controlli è tendenzialmente in crescita. In forte crescita è, rispetto al 2016, il numero degli apparecchi sequestrati; l’imposta evasa recuperata (che, dato il regime fiscale e di controlli riguardanti il gioco legale, non può che essere ricondotta al “nero” del gioco illegale) è passata da 477 mila euro del 2016 a oltre 4,5 milioni di euro nel 2018.
Ad ulteriore conferma che l’inibizione dell’offerta legale di gioco determina lo spostamento della domanda verso l’offerta illegale vi sono le dichiarazioni rilasciate alla commissione parlamentare Antimafia dal direttore della Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, il quale ha lanciato l’allarme che durante l’anno 2020 (nel corso del quale le attività di gioco mediante apparecchi e la raccolta delle scommesse sono rimaste chiuse, a livello nazionale, per circa nove mesi) "il volume di gioco illegale ha superato i 20 miliardi di euro. Una cifra colossale che di colpo fa indietreggiare l’Italia a 20 anni fa".
 
NESSUN EFFETTO NELLA LOTTA ALLA LUDOPATIA - La relazione valutativa presentata dalla Regione nel gennaio 2021 evidenzia una lieve decrescita dei pazienti in cura presso i Serd che non può essere ricondotta alla legge 9/2016 perché tale tendenza si è evidenziata già a partire dal 2015 (quando ancora non esisteva la legge) e non ha subito accelerazioni per effetto dell’entrata in vigore della legge.
 
LA RACCOLTA DI GIOCO È CRESCIUTA NONOSTANTE LO SPEGNIMENTO DEGLI APPARECCHI - I dati della Adm relativi al periodo 2016-19 (lo stesso periodo preso in esame dalla Regione nella relazione valutativa) evidenziano un aumento della raccolta complessiva di gioco pari a 421 milioni di euro.
"Alla luce di queste evidenze chiediamo a gran voce che il consiglio regionale prenda atto del fallimento di una norma il cui unico effetto evidente è quello di creare disoccupazione mediante lo smantellamento di un intero comparto economico legale all’interno della regione.
Una classe politica che si rispetti non può perdere neanche un solo giorno per provvedere a eliminare l’efficacia retroattiva del distanziometro e a dare invece concreata attuazione a quella parte della legge 9/2016 dedicata agli interventi educativi e di prevenzione sociale, rimasti completamenti inattuati", conclude Negro.
 
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