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Gaming retail: buona la ripartenza, a giugno 2021 meno slot e Vlt ma raccolta in crescita

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Al primo giro di boa dalla ripartenza delle attività di gioco si possono tracciare i primi bilanci: positivi, anche se relativi.

 

Sono dati incoraggianti quelli che scaturiscono dall'analisi condotta da GiocoNews.it sulle reti dei principali concessionari italiani di gioco pubblico rispetto alla ripartenza dei locali dopo la pandemia.

In particolare, secondo le stime relative alla raccolta degli apparecchi da intrattenimento nel primo mese di (graduale) ritorno alle giocate, il quadro che emerge, in maniera estremamente sintetica, è quello di un minor numero di apparecchi attivi rispetto alla precedente ripartenza del 2020, ma che riceve un maggior numero di puntate.


Si tratta, evidentemente, di numeri parziali e di stime non ancora del tutto uniformi, tenendo conto del progressivo sblocco dei locali che, stavolta, è avvenuto di regione in regione, sulla base della “colorazione” di ogni singolo territorio: avvenuta a partire dallo scorso 31 maggio, quando a ripartire per prime sono state Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna, seguite poi da Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto, dal 7 giugno e da altre cinque regioni dal 14, mentre le restanti regioni hanno dovuto attendere il 21 giugno, fino ad arrivare all'ultimo caso della Valle d'Aosta, tornata alla “normalità” soltanto nell'ultima settimana di giugno. Come del resto, tuttavia, anche al termine del precedente lockdown del 2020, non si era avuta l'immediata ripartenza di tutti i territori, con la maggioranza delle regioni tornate a giocare dal 15 giugno, mentre alcune, come il Lazio, hanno fatto rialzare le saracinesche delle sale da gioco solo il mese successivo.
 
LE STIME - Guardando però le rilevazioni relative al mese di giugno 2021 e confrontandole con quelle di giugno 2020, ciò che è emerge è che le Awp attive a livello nazionale risultano sostanzialmente in linea, con il 42 percento circa della rete rispetto al 40 percento dell'anno precedente, mentre il numero di giocate segue un trend ben diverso: mentre a giugno dello scorso anno si registrava un calo medio di circa il 54 percento rispetto allo stesso periodo nel 2019, a giugno del 2021 emerge invece un aumento di circa il 19 percento.
Scenario simile, ma con numeri ancora più accentuati per le Vlt, per le quali la ripartenza è accompagnata da un numero molto maggiore di terminali attivi rispetto all'anno precedente, con il 45 percento circa della rete tattiva contro il 29 percento di giugno 2020, e con il trend delle giocate completamente invertito, dal circa -52 percento dello scorso anno al +54 percento circa del mese scorso.
 
BUONA LA SECONDA - Segnali, quindi, incoraggianti, per gli operatori del gioco terrestre, che hanno disperatamente bisogno di tornare a fatturare per poter affrontare tutti gli oneri (enormi) della ripartenza e gli i strascichi provocati dal prolungato lockdown: anche se il dato, probabilmente, è da ritenere “drogato” da una serie di fattori che caratterizzano la ripartenza di ogni tipo di attività e la propensione alla spesa dei consumatori. Numerosi studi a livello internazionale, infatti, rilevano come il perdurare del lockdown abbia permesso alle famiglie (in media) in tutto il mondo, di accumulare risorse avendo diminuito i consumi, consentendo così a gran parte dei cittadini di avere a disposizione denari maggiori in questa fase che con tutta probabilità verranno riversati nel tempo libero e nelle attività di intrattenimento tra le quali, appunto, rientrano anche i locali di gioco, anche per via delle ripetute restrizioni e privazioni che fanno sentire ancor più il bisogno di svagarsi. Tuttavia, questa situazione di “benessere” è comunque da ritenere probabilmente “apparente” e quindi destinata a tornare a livelli pre-pandemia già nei prossimi mesi, man mano che si tornerà verso una situazione di (nuova) normalità.
Nel frattempo, però, gli operatori del gioco possono “raccogliere” ciò che di buono emerge da queste prime settimane di ripartenza, visto che è sempre meglio un aumento “apparente”, piuttosto che una riduzione vera e concreta.
 
 
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