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CdS sconfessa Trga Bolzano: 'Sì a chiusura sala gioco'

Il Consiglio di Stato ribalta ordinanza con cui il Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Bolzano ha riconosciuto il 'danno grave e irreparabile' derivante dalla chiusura di una sala gioco.

Menttre si attende l'esito del ricorso per revocazione sull'effetto espulsivo della legge provinciale di Bolzano sul gioco il Consiglio di Stato torna ad esprimersi in materia, stavolta in maniera sfavorevole all'esercente di una sala.

I giudici infatti hanno deciso di accogliere il ricorso proposto dal Comune di Bolzano per la riforma dell'ordinanza cautelare con cui il Tribunale regionale di giustizia amministrativa altoatesino - come già fatto nei mesi scorsi -  a giugno ha dato ragione al gestore riconoscendo “la configurabilità, nelle more del giudizio, del pericolo di danno grave e irreparabile” determinata dall'intimazione di chiusura dell’esercizio da parte del Comune.

 

“Ai sensi dell’art. 20, co. 4 della legge provinciale n. 10/2016, l’autorizzazione all’esercizio delle sale giochi ubicate entro la fascia di 300 metri da siti sensibili scadono automaticamente decorso il termine fissato dalla detta legge”, ricorda il Consiglio di Stato nell'ordinanza appena pubblicata.
 
Per i giudici non ci sono “consistenti elementi di fumus boni iuris alla luce del consolidato quadro giurisprudenziale, costituzionale e amministrativo in tema di legittimità dei distanziometri dai siti sensibili previsti dalla legislazione regionale e delle province autonome” e “sulla base di un bilanciamento degli interessi in conflitto” prevale “l’esigenza di protezione delle fasce deboli dal rischio della ludopatia rispetto agli interessi di natura economica prospettati dall’appellato”.
 
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