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Gioco online, l’importanza del marketing responsabile

  • Scritto da Laura D'Angeli
  • Published in Generale

Il punto di vista di Laura D'Angeli sul marketing e la comunicazione responsabile per il gioco online.

Quando penso al gioco online senza comunicazione mi viene in mente una persona con gli occhi bendati che entra in una stanza e che afferra il primo oggetto che gli capita oppure che inciampa magari facendosi male.

Nel nostro caso il consumatore entra in internet e non essendo guidato da nessuna forma di comunicazione fa dei tentativi per capire dove giocare e magari non sapendo dove andare, va a sbattere su siti di gioco illegale e potrebbe farsi anche molto male, perché alcuni siti illegali magari non gli restituiscono le vincite o gli clonano la carta.

Questo è solo uno degli effetti, quello più visibile (è il caso di dire) della mancanza della comunicazione. Utilizzo la parola "comunicazione" e non "pubblicità" in quanto il concetto di divieto che è stato inserito nel recente decreto legge Dignità riguarda tutte le forme di interazione con il potenziale consumatore.
 
Proviamo ora ad immaginare cosa succederà ad un potenziale consumatore di scommesse. Il consumatore sta guardando un evento in Tv e decide di scommettere. Da qui partono diversi scenari ne esploriamo qualcuno. Nel primo caso il nostro consumatore è un giocatore abituale che (considerando lo smartphone come second screen) molto probabilmente aprirà l’app con cui gioca di solito e farà la sua scommessa comodamente seduto sul suo divano. Ma se il consumatore non è un giocatore abituale o addirittura non ha mai giocato cosa farà mai? Cercherà su Google e dalla ricerca “al buio” potrebbero apparirgli anche uno o più siti illegali che lo attirano per il processo di registrazione più rapido (solo mail e carta di credito) e per la promessa di fantastici bonus, e poi...
 
 
Ma se invece al consumatore fosse data la possibilità di conoscere, di essere informato preventivamente sull’offerta di gioco legale, sui rischi connessi al gioco d’azzardo, su come è opportuno approcciare il gioco in modo sano, senza rilanci di bonus e promozioni, senza eccessi?
 
 
Credo che sia interesse di tutti tutelare i minori e limitare i casi di disturbo da gioco d’azzardo, però credo anche che sia necessario adottare gli strumenti più appropriati per farlo. Chiudere completamente la comunicazione del gioco non serve ad eliminare i problemi e soprattutto non rappresenta una forma di tutela del consumatore. Il consumatore può essere tutelato solo se adeguatamente informato, ad esempio, attraverso l’uso di specifici strumenti come: il “marketing responsabile o sociale”, l’educazione nelle scuole (per i minorenni) e la formazione dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta sui temi del Dga.
 
 
Ma proviamo ad immaginare un mondo con una comunicazione responsabile che ha a cuore la sostenibilità sociale del messaggio.
Che cosa vuol dire comunicare con responsabilità? Diverse sono le possibili declinazioni del concetto. Proverò a darne qualcuna. Il marketing responsabile potrebbe significare lo sviluppo di una comunicazione ad esempio: istituzionale e di brand (ovvero di presentazione delle caratteristiche principali dell’azienda in termini di valori, mission e vision); che descriva le misure disponibili per un gioco responsabile (limiti di gioco, di spesa, autoesclusione, etc. ); che educhi il consumatore al primo acquisto (con tutorial); che educhi il consumatore a comprendere le differenze tra un sito legale e quello illegale; che spieghi come funziona il prodotto di gioco ed i suoi rischi.
 
 
In conclusione per il settore dei giochi sono tanti gli interventi che possono essere realizzati per contrastare il gioco minorile e il Dga, ma tutto parte dalla corretta informazione e comunicazione. Informare ed educare sono gli imperativi del marketing responsabile. Salviamo la comunicazione responsabile come diritto di informazione del consumatore.
 
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