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SPECIALE ONLINE, Fraternali e Manusardi: 'Così cambia il gioco ai tempi del Covid-19'

  • Scritto da Cesare Antonini
  • Published in Generale

Nell'era del Covid-19 il Digital subirà una vera accelerazione? Gli esperti Samuele Fraternali e Andrea Manusardi analizzano gli scenari per il gioco online.

Come cambia e cambierà il gioco a distanza dopo l'emergenza Covid-19? Il tema è al centro di uno speciale sull'online pubblicato sul numero di maggio della rivista Gioco News. Ad affrontare la "questione" sono Samuele Fraternali, direttore dell'Osservatorio Gioco Online e Digital del Politecnico di Milano, e Andrea Manusardi, customer interaction & monitoring research manager presso Doxa.

FRATERNALI: "BOOM DI ONLINE E MOBILE, LAVORARE SU FIDELIZZAZIONE DEI FLUSSI" - C'era un volta la ricerca sul gioco online e mobile scritta dal pool di ricercatori del Politecnico di Milano. Un osservatorio permanente sull'andamento di questo segmento del gaming che ora vede a capo Samuele Fraternali. “Purtroppo le analisi quantitative sono ferme al 2018 per la complessa situazione politica e non abbiamo accesso a dati nuovi, freschi di ricerca – spiega il direttore, ma mai disperare – tuttavia seguiamo sempre i giochi ma soprattutto il canale Digital e tutti i mercati connessi ad esso”.
L'idea è quella di capire come sta evolvendo il gioco online (e quello mobile) nei mesi di lockdown, che hanno generato, intanto, maggiore raccolta, specie a marzo 2020: “Tutti i mercati digitali hanno visto un'accelerazione del consumatore verso questi settori in questa fase di chiusura del retail – spiega Fraternali – in effetti sono cadute barriere di varia natura che allontanavano l'utente dai mercati online come la fiducia nel digitale , la sicurezza percepita e associata che era ancora molto bassa o anche la capacità di muoversi nel web. Molti fra quelli che pensavano fosse sempre migliore il live rispetto all'online e che non avevano mai provato questi canali si sono trovati costretti a farlo e li hanno apprezzati. Tutti questi ostacoli sono stati annullati. Il consumatore ha voluto o ha dovuto abituarsi al digitale”.
Si ha un'idea dei dati?
“In determinati settori si è avuto un impatto esponenziale. Nel gioco sicuramente, senza dati precisi alla mano, un boost verrà vissuto nel poker soprattutto e nel casinò. Le scommesse, senza eventi, hanno subito un freno”.
Superata questa fase di “obbligo”, quando tornerà una pseudo normalità il consumatore rimarrà fedele al digitale? “Secondo le nostre proiezioni, se si è passati da 1 a 10 nei consumi digital nella cosiddetta Fase 1, al ritorno alla vita normale o a qualcosa di simile, si registrerà un calo ma magari si spenderà 5. Si tornerà anche all'esperienza fisica a patto che sia come prima del Covid-19. In ogni caso l'emergenza avrà fatto da volano per lo sviluppo di questi servizi che l'utente abiliterà in vari momenti della sua vita”.
In specifico sul gambling? “Va analizzata la reazione in queste fasi da prodotto a prodotto – prosegue Fraternali – ovviamente i giochi più legati al mondo fisico soffrono anche sul digitale. Altri possono essere replicati più fedelmente e più facilmente. I consumatori da slot da bar, ad esempio, non si sono spostati in massa sul gioco online”.
Nella Fase 2 di convivenza col virus assisteremo a un calo ma graduale? “In questo momento avremo ancora molte limitazioni agli spostamenti e anche noi cittadini un po' per abitudine un po' per timore nella nuova fase ci auto-imporremo delle abitudini che rispecchieranno quelle della Fase 1. Per questo immaginiamo un calo iniziale per poi assestarci sempre su una crescita dei prodotti digital”.
Abbiamo spesso analizzato il momento dicendo che è un'occasione unica per coltivare le pool dei players dei concessionari 'punto it': “La fidelizzazione sarà fondamentale – concorda il direttore dell'osservatorio sui giochi online e sul digital – il problema è la grande limitazione nelle attività marketing che ha imposto il decreto Dignità quindi il gambling online sarà penalizzato rispetto ad altri settori. Non si può aggredire il consumatore. Una comunicazione responsabile deve essere primaria e giocherà un ruolo importante, non si possono commettere altri errori. Di sicuro si attiveranno promo royalty e one to one con l'utente e il consumatore finale durante la loro esperienza di gioco. Un'offerta molto diretta, costruita ad hoc mentre si sta già giocando. Le aziende dovranno valorizzare al massimo quegli elementi che possano rendere sempre più gradevole l’esperienza digitale”.
Sono arrivati anche tanti nuovi clienti e non solo chi ha rispolverato vecchi account: “Bisogna capire i nuovi utenti come si approcciano al gioco. Comprendere le preferenze di questi players e cosa li ha avvicinati al gioco. Un'azione di questo tipo – conclude Fraternali - può indirizzare in maniera assai efficace le leve della comunicazione e tenere i consumatori nel canale online”.
 
 

MANUSARDI: "LOCKDOWN HA ACCELERATO PROCESSI IMPRESCINDIBILI PER SOCIETÀ DI GAMING" - Il Covid-19 ha penalizzato, ma non ha fermato, il lavoro fondamentale di un istituto come Doxa. Per capire ancora meglio il topic di questo speciale abbiamo chiesto lumi ad Andrea Manusardi, customer interaction & monitoring research manager proprio presso questo istituto di ricerca: “Siamo in smartworking da subito da quando è stata avviata l’emergenza. In Lombardia abbiamo iniziato molto presto ma siamo sempre stati operativi. Ovviamente tranne le attività che coinvolgevano il canale fisico visto che sono state impossibili le interviste ai negozi e ai vari punti vendita per l'emergenza coronavirus e il lockdown”.
Quali sono gli effetti sul settore del gioco pubblico, settore che seguite molto da vicino? “È una situazione che ha impattato tantissimo e che lascerà degli strascichi importanti, è una cosa evidente agli occhi di tutti – analizza Manusardi - se parliamo del mercato del gioco la situazione non è delle più semplici. Tagliando tutti i giochi si è verificata una gravissima situazione di cassa. Tutti stanno cercando di mantenere la liquidità, molte aziende stanno consumando le ferie o hanno adottato misure come la cassa integrazione”.
C'è il gioco online a consolare, ma come sarà la riapertura? “Con la ripresa il mondo dei giochi tradizionali potrebbe riprendere in tempi abbastanza veloci. L’online è fortemente legato alle scommesse ed è molto dipendente dal fenomeno sport. Capirete che mancando i campionati mancano i mercati e quindi la 'materia prima'”.
La vostra percezione non è così esaltante sul web? “Sì anche il canale online ha subìto tantissimo rispetto al retail e per colpa delle scommesse – prosegue Manusardi – di sicuro le aziende pure online sono più agili rispetto a quelle che operano su entrambi i canali che sono assai massacrate dai primi Dpcm. I casinò online in termini di spesa hanno un ruolo importante ma se andiamo a vedere i players di betting e di casinò è un confronto impari con le scommesse. Il poker ha vissuto un momento di rinascita e come intrattenimento visto che l'utente aveva poche alternative, è tornato ad essere frequentato”.
Una soluzione può essere la multicanalità? “Per le aziende è fondamentale e ora dovrà essere sempre più utilizzato e spinto dalle stesse società. Alla ripartenza i punti vendita avranno comunque delle limitazioni e per questo è fondamentale traghettare e supportare il passaggio all’online dei consumatori perché non tutti hanno le stesse capacità. Sono ancora tantissimi gli utenti che non sono così evoluti dal punto di vista digitale. Per questo – prosegue Manusardi – chi ha un canale fisico può sfruttarlo per cercare di avvicinare il giocatore al digital. Fisico e remoto dovranno integrarsi sempre di più e chi saprà farlo meglio avrà dei benefici”.
Per il settore digital è un ottimo momento: “Ovviamente con le costrizioni messe in atto c'è stata una crescita notevole, lo smartworking, ad esempio, si è spinto molto in avanti e tanti cittadini si sono dovuti confrontare con strumenti e con pratiche con cui non avevano confidenza. Lo sforzo delle aziende è stato fondamentale per invitare e guidare questa fase di transizione. Adesso gli operatori dovranno snellire le procedure e semplificare i passaggi perché per determinati target diventa fondamentale – spiega Manusardi - è un grande momento di cambiamento e la gente deve sforzarsi anche a fare la spesa online. Per questo il digital da mercato di nicchia è passato a strumento decisamente più diffuso”.
In questa fase poteva crescere anche il nuovo settore degli esports? “È ancora un fenomeno di nicchia – analizza Manusardi - l'utente tradizionale si trova più a suo agio col virtual betting che con i videogiochi competitivi. È un fenomeno soprattutto giovanile. Avrà una crescita nel tempo ma non sarà il principale driver di sviluppo. Per i target più tradizionali credo che le virtual betting possano avere maggiore presa. Perché riproduce fenomeni in essere. Mancando il fattore di competenza e a quel momento la scommessa virtuale può sostituire un po’ di più le tradizionali rispetto agli esports. Lo stop del campionato, tra l'altro, ha rallentato anche le squadre virtuali”, conclude.
 
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