Ottima prestazione di Wally, che fa suo il Gran Premio Milano nell'apertura del fine settimana di corse all'ippodromo Snai San Siro Galoppo di Milano.
Scritto da Redazione GiocoNews
All’ippodromo Snai San Siro Galoppo di Milano sabato 26 giugno è andato in scena un degno antipasto del convegno di domenica imperniato sul Gran Premio di Milano. La 37esima giornata di corse ha proposto agli appassionati alcune prove di grande tradizione e qualità: su tutte il Premio Bersaglio, la Listed per i velocisti sui 1200 metri posta in chiusura di pomeriggio e abbinata alla scommessa Tris/Quarté/Quinté.
C’era attesa nel rivedere all’opera The Conqueror dopo il flop nel Tudini: accolto un po’ tiepidamente dagli appassionati (almeno a vedere la quota in salita) per le insidie che la corsa gli tendeva (steccato scomodo e chili da rendere a tutti), il portacolori della scuderia New Age si invece è prontamente ripreso lo scettro, e lo ha fatto alla sua maniera, sciorinando parziali importanti nei primi mille metri di gara che gli hanno permesso di conquistare il comando e impedito ai rivali di avvicinarlo.
Nell’ultimo furlong The Conqueror ha logicamente appesantito l’azione, ma Dario Vargiu in sella aveva fatto bene i conti e l’allievo di Alduino e Stefano Botti alla fine ha mantenuto ancora una testa di vantaggio su un sorprendente Mitrandir: estremo outsider, l’allievo di Luca Sorbino ha “rischiato” di fare la festa al favorito (e di rendere felice qualche temerario che lo aveva appoggiato a 100/1) finendo fortissimo lungo lo steccato. Bene è finita al terzo posto Crushing Power, ma dall’ungherese era lecito attendersi una prestazione di rilievo dopo le precedenti belle performance sulle nostre piste. Sopran Vesuvio e Sphere of Fire hanno capeggiato il gruppo all’inseguimento di The Conqueror sin dalle prime fasi: in definitiva hanno retto bene il ritmo tagliagambe del vincitore, il maschio di Leonardo Ciampoli chiudendo ancora al quarto posto mentre la portacolori della Razza Latina è stata battuta di misura per il quinto posto da Capitan Magnum. L’atteso I Am Magnetic non è riuscito invece a migliorare dal centro del gruppo e ha mollato la presa nell’ultimo furlong.
Una monta “diabolica” di Fabio Branca dietro il successo di Bull Fighter nel Premio Trenno, l’HP sui 1800 metri che rappresentava l’altro pezzo forte del pomeriggio. Il destino del portacolori di Massimo Vannini, chiuso senza spazio ai 400 finali e con un muro di rivali davanti, sembrava segnato, ma il jockey sardo non si è perso d’animo, il varco ha continuato a cercarlo e alla fine se lo è trovato ai 250 finali: e l’allievo di Mario Migheli ha risposto alla grande piazzando uno scatto con il quale ha stampato il coraggioso Trita Sass, leader dal via, che per tutta la retta aveva respinto il pressing di Ranger In Paradise e già pregustava la vittoria. Quarto posto per Heartfield, progredito bene al largo, su una corsia “libera” da problemi di traffico ma rimasto un po’ sul passo nei 100 finali.
La dirittura era naturalmente il palcoscenico della finale del San Siro Sprint, sui 1200 metri: presentato in forma-super da Giorgia Lamberti (che lo aveva dichiarato in grande salute nelle sempre preziose interviste pre-corsa) è stato Chill Gioffry con Federico Bossa ad aggiudicarsi la ricca moneta: partito bene nonostante la gabbia larga, il figlio di Arcano ai 300 finali ha aggredito Galpo, battistrada dal via, lo ha sopravanzato e si è mantenuto in vantaggio sino in fondo. Galpo è rimasto in quota al secondo, terzo a contatto ha concluso Alwaysahed.
E in pista dritta, sempre sui 1200 metri, si sono disputate anche le due maiden per i giovanissimi. Nel Premio Bellagio si è presentato molto bene il debuttante Camerlengo: da No Nay Never e Lady Cleo, il portacolori della scuderia del Giglio Sardo con in sella Dario Vargiu ha disposto abbastanza agevolmente dei rivali vincendo con piglio promettente. Il leader Luke Skywalker ha provato a reggere l’attacco del rivale ma ha pagato lo sforzo perdendo anche il secondo posto ad opera di You Are Beeautiful, altro debuttante presentato da Endo Botti e da seguire alla prossima uscita sul probabile progresso. L’atteso Io Soprano non ha saputo cambiare passo ed è terminato in gruppo.
Il team di Luciano Vitabile sta facendo molto bene in particolare in tema di velocità: una conferma è arrivata da Shemoon, che alla terza uscita della carriera ha centrato la prima vittoria siglando il Premio Laglio, la maiden per le sole femmine di 2 anni: ad agevolare il compito della portacolori della scuderia Genets una prima parte di gara molto veloce della quale hanno fatto le spese le animatrici, in primis l’attesa Rugiada Preziosa, rimasta sul passo ai 400 finali: Cristal Wind per varchi, Bluma e Shemoon sono passate al penultimo furlong e la figlia di Sea The Moon, con Silvano Mulas in sella è stata quella che ha prodotto le battute migliori.
Il Premio Nobili Giugi e Lorenza Strada, tradizionale prova per le sole amazzoni, ha aperto il sabato di San Siro. Soddisfazione doppia per Beatrice Riverditi che ha centrato la prima vittoria della carriera in sella al proprio portacolori Barbizon Plaza: il figlio di Pounced ha vinto la lotta per il comando sull’altro front-runner Allimac, ha allungato in retta e seppure stanco nel finale ha chiuso ancora in chiaro vantaggio. Allimac invece non ha cambiato passo e nel finale è stato superato da Mati Megabyte, finito bene nei 200 finali.
La prima metà di questo 2021 è stata estremamente proficua per Sonniende. Nel Premio Cengalo, l’handicap sui 2600 metri per cavalli di 3 anni e oltre, l’ospite toscano presentato da Marco Amerio ha centrato il quarto successo dell’annata: attrezzato per questo tipo di distanze, perfettamente affiatato con il bravo Stefano Raimondo Saiu, il portacolori di Domenico Marras si è posizionato alle spalle del battistrada Shamando, lo ha superato ai 400 finali e poi nell’ultimo furlong ha saputo reagire bene all’attacco violento portato da Jacaranda, che si è dovuta adeguare al secondo posto, mentre Siang con bel recupero da fondo gruppo è emerso al terzo.
I RISULTATI DEL GP DI MILANO – Domenica “speciale” all’Ippodromo Snai San Siro di Milano, con il clou del programma il Gran Premio di Milano Gr. 2. Superfluo ricordare l’importanza di questa corsa per l’ippica italiana: basta scorrere l’albo d’oro, zeppo di campioni che hanno fatto la storia del nostro sport. E anche in questa nuova veste, accorciato ai 2.000 metri, il Gran Premio Di Milano mantiene intatto tutto il suo fascino, per la città e per tutti gli appassionati italiani. Quella di domenica è stata un’edizione “vera” che in pista ha rispecchiato pienamente i valori dei suoi protagonisti. Ha vinto infatti il cavallo più forte e più titolato, Wally: già valido a 3 anni, il francese ha fatto un ulteriore progresso con il passaggio d’età vincendo un Gruppo 3 a Saint-Cloud e poi comportandosi benissimo nel Prix D’Ispahan Gr.2 dove è terminato quarto a ridosso di un cavallo del calibro di Skalleti. Il suo allenatore Jean-Claude Rouget lo considera un cavallo da prove di Gruppo 2 in Francia, con la prospettiva però di renderlo competitivo anche ai massimi livelli. Intanto lo standard attuale è bastato e avanzato al portacolori del signor Jean-Pierre Barjon per dettar legge a San Siro: Cristian Demuro lo ha tenuto coperto nelle retrovie in scia a Nubius fino ai 500 finali, poi il grigio ha mosso avvicinandosi ai primi per piazzare uno scatto che non ha lasciato scampo a Grocer Jack. Il vincitore dell’Ambrosiano un po’ a sorpresa ha provato a correre da leader, ha imposto ritmo regolare e non ha mosso un ciglio quando Attimo Fuggente lo ha affiancato all’interno in retta: Marco Casamento sapeva che il rivale era alle sue spalle e ha atteso le mosse del francese per tentare l’allungo, ma contro la progressione di Wally c’è stato poco da fare, anche se il tedesco ha lottato come un leone ed è rimasto in quota.
Attimo Fuggente non ha saputo replicare all’allungo dei due rivali ai 400 finali: nell’ultimo furlong sono poi emersi i limiti di tenuta del portacolori della Incolinx che, esausto, è stato rimontato da Thunderman, tornato sul passo, e anche dal redivivo Masterwin, autore di una prestazione finalmente confortante, mentre l’altro ospite Nubius si è spento a traguardo lontano.
Cristian Demuro è stato il grande protagonista del pomeriggio milanese firmando un triplo d’autore. Nel bottino di giornata il nostro top jockey ha messo anche il Premio Del Giubileo, il Gruppo 3 sui 2000 metri in pista grande per le femmine anziane con un’altra allieva di Rouget, American Bridge. Un pò snobbata nei pronostici della vigilia forse a causa di una prova di rientro non esaltante, la francese è tornata ad esprimersi ai suoi massimi livelli e per le rivali non c’è stato scampo: la portacolori della White Birch Farm si è messa sulle gambe a centro pista ed è uscita alla grande alla distanza, sorvolando nei 150 finali la battistrada Stex e l’altra tedesca No Limit Credit che intanto avevano dato vita ad un bel testa a testa in dirittura, alla fine risolto per il secondo posto dall’allieva di Andreas Suborics su Stex che però ha combattuto sino in fondo correndo in progresso rispetto alle ultime sortite italiane. Daring Light ha chiuso quarta su Elisa Again, la prima delle nostre, stavolta però mai in corsa per la vittoria.
Ha destato quasi una sensazione di smarrimento la prestazione di Windstormblack nel Premio Primi Passi Gr.2. La vittoria del favorito era ampiamente nei preventivi dopo le due eclatanti vittorie romane, ma l’allungo con il quale ai 300 finali il cavallo di Sebastiano Guerrieri e Melania Cascione si è staccato dai rivali ha lasciato a occhi sgranati e bocca spalancata pubblico e addetti ai lavori per potenza e facilità di azione: Gabriele Cannarella (alla prima pattern della carriera) si è limitato a richiederlo a braccia nell’ultimo furlong ma più che altro per… far rombare il motore, perché gli avversari erano ormai lontani e strabattuti. Quale è la reale caratura del figlio di Brazen Beu, sarà forse il Papin (prossimo obiettivo annunciato e sicuramente legittimo, a questo punto) a svelarlo. È bene restare con i piedi per terra, soprattutto con i 2 anni, ma di puledri così se ne sono visti pochi in questi anni. La corsa degli “altri” è stata vinta da Baghed, che ha sopravanzato chiaramente The King’s Horses.
Ad aprire il grande pomeriggio è stata la tappa italiana della Milano Uae President Cup Stakes, il Gruppo 2 per i purosangue arabo nel quale Hayyan si presentava nel ruolo di chiaro favorito vantando titoli nettamente superiori ai rivali di giornata. Ma forse anche per la scarsa andatura nella fase iniziale, il portacolori della Yas Horse Racing Management non è sembrato perfettamente a suo agio. Bravo è stato Ioritz Mendizabal a conquistarsi subito la posizione migliore possibile, schienato dietro Arion che era andato a scortare il battistrada Antares De Ma: la corsa si è accesa in retta, dove Arion ha aumentato il pressing passando in leggero vantaggio ai 400 finali, ma uno strepitoso Antares del Ma è stato capace di rientrare al rivale e tornare in vantaggio: a quel punto è entrato in azione il grande favorito, che ha pure deviato verso l’interno e nonostante qualche difesa di carattere alla fine ha fatto valere la maggiore classe. Solo una lunghezza però sul traguardo per una vittoria più sofferta del previsto, anche perché si è dovuto attendere l’esame della giuria, che ha poi lasciato invariato l’ordine di arrivo con Arion terzo su Ghurat Al Zaman.
Il primo successo del pomeriggio Demurino lo aveva ottenuto in sella a Fambrus nella Coppa D’Oro, la Listed sui 3000 metri. Secondo nell’edizione dello scorso anno, il portacolori di Stefano Botti si è imposto al termine di un duello a fruste alzate piegando di misura Northsea Star, con il quale era progredito da fondo gruppo a metà retta superando ai 200 finali il favorito Baptims, poco reattivo nonostante avesse gestito liberamente il ritmo. La proverbiale “cattiveria agonistica” di Cristian Demuro ha permesso al figlio di Oasis Dream di mettere il muso davanti al rivale. Più indietro Vernasca ha rimontato Baptism per il terzo posto: Presidential Sweet è rimasta un po’ sul passo ai 400 finali, l’ospite Lord of The Alps si è eliminato scartando sulla prima curva quando era al comando.
Tradizionale prova di preparazione alle Oaks, per esigenze di calendario da quest’anno spostata dopo il “Derby rosa”, il Premio Baggio ha visto la vittoria di Zanfogna: la portacolori della scuderia del Giglio Sardo aveva dato del filo da torcere a Eulaila a Roma nel Mario Coccia, ma nell’Incisa non aveva reso secondo le attese. Oggi ha trovato uno svolgimento di corsa lineare, con la battistrada Ginger Breed che si è presto spenta in retta lasciando in lotta La Gualtiera e Burattina: sulle due, in testa a testa dai 300 finali, è però piombata la figlia di Footstepsinthesand che nei 100 finali ha saputo cambiare ulteriormente marcia ed è passata chiaramente. Perfetto Dario Vargiu in sella, ottima la 3 anni di Alduino Botti che forse sui terreni scorrevoli rende al meglio, mentre La Gualtiera alla fine è riuscita a respingere Burattina per il secondo posto.
A chiudere il bel pomeriggio all’ippodromo Snai San Siro Galoppo di Milano il Santiago Soto Sprint, la tradizionale volata intitolata al grande jockey sui 1200 metri, abbinata alla scommessa Tris/Quarté/Quinté. Confermando il già valido rientro, Travelling Well è riuscito a venire a capo dell’agguerrita opposizione: subito in prima linea ai lati di Secret Risk, ben dosato da Fabio Branca, il portacolori della Grizzetti Galoppo ha aumentato il pressing passando in leggero vantaggio ai 300 finali e ha poi saputo tenere botta sino in fondo sottraendosi all’agguato di Directory, mentre Secret Risk è rimasta in quota al terzo posto. Quarto a ridosso Ovvio su Storm Part, progredito lungo lo steccato.
ULTIMO MERCOLEDÌ ALL’IPPODROMO SNAI SAN SIRO CON IL GP D’ITALIA, IL MANTOVANI, IL PREMIO ESTATE E IL DE MONTEL – Dopo la bella ed entusiasmante giornata del Gran Premio di Milano di domenica scorsa, è in programma questo mercoledì la penultima giornata della stagione primavera-estate all’ippodromo Snai San Siro Galoppo di Milano. Sono sei le prove a partire dalle ore 17:25 fino alle 20:30 circa (ingresso gratuito e senza prenotazione), tra le quali spiccano il Gran Premio d’Italia – Tattersalls (5^ corsa) preceduto dal Premio Gino e Luciano Mantovani (2^), il Premio Estate – Memorial Arturo Brambilla (3^) e il Premio Giuseppe De Montel (4^). Ma vediamo, nel dettaglio, tutta la programmazione della 39^ giornata.
PRIMA CORSA – PREMIO ANGERA – Si apre la giornata di corse in maniera tranquilla con i 2 anni per una vendere sui 1.400 metri di pista media. Innanzitutto andrà valutata sul mercato la posizione del debuttante Iskandal, evidentemente da collocare il prima linea in caso di responso positivo, ma alla vigilia la scelta pende tra due elementi che hanno esordito in maniera senza dubbio positiva in categoria superiore, Corpophorus e BE STRONG, con quest’ultimo preferito per aver già provato la distanza, la curva e la pista. Cosentina dal canto suo ha già colpito a questo livello e può replicare e la stessa Verba Volant, che curiosamente è sempre arrivata terza nelle quattro corse disputate, ha le sue brave carte da giocarsi.
SECONDA CORSA – PREMIO GINO E LUCIANO MANTOVANI – E’ dalla 2^ corsa che si comincia a fare sul serio con la prima delle quattro listed del programma, il Gino e Luciano Mantovani, appuntamento classico per le femmine di 2 anni sui 1.500mt di pista media. Da Roma sale Is Arutas che ha fatto subito centro al debutto in bello stile, ma un’impressione ancor più suggestiva l’ha marcata FRECCIA, che, come suggerisce il nome stesso, è andata molto forte nella sua vittoriosa esibizione con chiarissime indicazioni di poter offrire ancora molto di più. In quell’occasione aveva battuto nettamente una verdissima Amalaura, la quale ha subito fatto vedere di avere appreso in fretta, siglando con notevole autorità la volta dopo e covando ora giustificate ambizioni di rivincita. Daisy Dei Grif e Little O’ Kelly sono seconda e terza nel Crespi e affrontano la distanza con speranza ed ambizione.
TERZA CORSA – PREMIO ESTATE – MEMORIAL ARTURO BRAMBILLA – Tocca ai 3 anni con l’Estate, listed sul miglio di pista grande da qualche anno intitolata ad Arturo Brambilla. La valutazione della vigilia è decisamente problematica, con linee e riferimenti che si intersecano tra loro spesso contraddicendosi, anche se il Wopart nella versione del terzo posto del Parioli può forse guadagnarsi un lievissima preferenza sui vari Bjorn, Lord Bay, Mordimi, Convivio, Cantocorale, tutti vicinissimi e tutti in grado di puntare ora al bottino pieno. Ma contro tutti questi e ad una quota che sarà senza dubbio golosa ed invitante, si può tentare la risoluzione a sorpresa in rosa, seguendo MEMO DE L’ALGUER, che ha corso con onore anche fuori distanza nelle Oaks e il cui piazzamento nel Regina Elena è stato sottovalutato, ma ottenuto contro cavalle probabilmente più forti dei coetanei.
QUARTA CORSA – PREMIO GIUSEPPE DE MONTEL – Torna le generazione più giovane con il De Montel, la divisione al maschile della listed sui 1.500 metri di pista media, con un’edizione decisamente accattivante. Per capire il tono della contesa basti considerare infatti che sei degli otto al via arrivano tutti da una vittoria convincente, con un paio di questi che lo hanno fatto anche con un risalto addirittura superiore, Il Sindacalista e FILMET, già valutati con prospettive future di grande spessore, e con il secondo citato che merita la nomination per la sua ottima genealogia. Il bello è che non finisce qui perché anche Mohawk Warrior e Some Respect si sono espressi in ottimo progresso con la maggior esperienza e allungando la distanza, mentre Don Chicco e Flting Horse provano ad allungare con margini ancora tutti da scoprire.
QUINTA CORSA – GRAN PREMIO D’ITALIA – TATTERSALLS – L’ultima listed del giorno è il Gran Premio d’Italia, appuntamento dalla grande tradizione per i 3 anni sul miglio e mezzo di pista grande. Mai come quest’anno siamo alle prese con una vera consolazione del Derby, dal quale in ogni caso era stato FLAG’S UP quello che ne era uscito meglio, confermando tra l’altro il colpo del Filiberto, tanto a sorpresa, quanto meritato: sulla carta il più atteso rimane lui. Per quello che invece si era visto in precedenza, ci si può legittimamente aspettare qualcosa di più da Tomiz e Mooney Love, con lo stesso Glenearn in caccia di riscatto dopo una prestazione opaca. Il tutto senza dimenticare il fattore distanza, che di certo resta una condizione che può rimischiare ulteriormente le carte.
SESTA CORSA – PREMIO TERRAZZANO – L’ultimo infrasettimanale prima della pausa estiva all’Ippodromo Snai San Siro Galoppo di Milano si chiude con un handicap di discreto livello sul miglio allungato di pista media. I recenti vincitori Il Ginodellecacce, Papaghena e Global Myth puntano a buon diritto alla pronta replica nonostante la penalità al peso, e pure Angels Tread ritorna nella categoria dove aveva colpito, ma ancor più di loro convincono i compagni di allenamento SHE LOOKS LIKE FUN e Declarationoflove, finiti terza e quarto in una corsa tostissima, come del resto altre volte hanno fatto, e con la prima citata in leggera evidenza per lo steccato migliore e una facilità di impiego superiore. Lo stesso Sorry Too Late non è il massimo della consistenza, ma quando la prende dritta è capace di tutto, e lo stesso dicasi di Jeux Di Prestige, che ne alterna una buona e una meno. Occhio anche a Criminal Grey.