A Terni nasce il Museo del flipper: il successo dell’intrattenimento che fa cultura

Sabato 18 febbraio ha inaugurato a Terni il Museo deli flipper e del modernariato “Dino Merluzzi”: con il patrocinio del Ministero delle Cultura e della Regione Umbria e il supporto del Comune di Terni e Pro Loco di Marmore.
Scritto da Vincenzo Giacometti

“Divertimento, cultura, collezionismo e passione: tutto questo e molto altro ancora è il Museo del flipper e del modernariato ‘Dino Merluzzi’ inaugurato negli spazi dell’ex scuola elementare di Marmore e intitolato allo scomparso collezionista ternano”. Così il Sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha celebrato il debutto della nuova struttura – coronato anche dal patrocinio del Ministero delle Cultura e della Regione Umbria – esaltandone il valore culturale, ma anche turistico, sociale e ricreativo. “Un ringraziamento – ha aggiunto il primo cittadino – all’associazione Ifpa Italia, che in collaborazione con il Comune di Terni, Pro Loco e Arci e il contributo della Fondazione Carit, hanno reso realtà il sogno di tanti appassionati”. Sì, perché il Museo è il frutto di un lungo (lunghissimo) lavoro iniziato tanti anni fa e il risultato di una triangolazione tra pubblico, privato e Terzo settore, oltre all’impegno di tante persone che si sono spese e dedicate alla sua realizzazione. 
“Il museo del flipper e del Modernariato a Marmore è un’attrazione che ha già trovato rilievo sui mezzi di comunicazione nazionale. Finalmente la giusta valorizzazione per l’attività di collezionista di Dino Merluzzi – ha spiegato l’Assessore al patrimonio del Comune di Terni, Orlando Masselli, esaltando il lavoro di squadra – il lavoro dell'ufficio patrimonio,  di lfpa  Italia, della Fondazione Carit, della proloco di Marmore, dell'Arci Terni hanno dato un grande frutto. Tutti insieme per il nostro territorio”. 

A valorizzare invece gli aspetti culturali e turistici è l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Maurizio Cecconelli: “Anche se a prima vista sentir parlare di un museo del flipper e del modernariato si possa immaginare soltanto un valore ludico o ricreativo di questa iniziativa, in realtà attraverso l’esposizione di queste macchine da gioco si ottiene un patrimonio anche dal punto di vista culturale, non solo perché vengono proposti questi portentosi giochi alle nuove generazioni che non li avevano mai visti prima, ma anche perché, nel percorso storico e cronologico che è stato assegnato al museo, oltre a poter valutare i progressi tecnologici che sono stati fatti in questi ultimi settant’anni, si possono vedere anche i cambiamenti di usi e costumi delle società, che vengono rivissuti attraverso le ambientazioni dei singoli giochi, dei dischi presenti nei juke box, e così via. Per questo – aggiunge – si tratta di un’operazione straordinaria che certo poterà beneficio al territorio dotandolo di ulteriore attrattiva anche dal punto di vista turistico”.