Catania, vince 500mila euro per due volte in 10 mesi

Due gratta e vinci della serie 'Tutto X Tutto' con il massimo premio disponibile sono capitati, nel giro di meno di un anno, tra le mani dello stesso giocatore. 
Scritto da Redazione GiocoNews

Catania, vince 500mila euro per due volte in 10 mesi

Cinquecentomila euro a settembre 2020, cinquecentomila euro pochi giocni fa. Ha dell’incredibile quanto accaduto a un giocatore di Catania, che nel giro di pochi mesi si è ritrovato milionario grazie a due gratta e vinci che, altra incredibile coincidenza, appartengono entrambi alla serie “Tutto X Tutto”.

La massima vincita di questo tipo di gratta e vinci è prorio 500mila euro, e come riporta il quotidiano La Sicilia, già il 6 settembre dello scorso anno aveva portato a esultare il fortunato giocatore, che pare sia un 44enne originario di Aci Catena. Passano 10 mesi esatti e la storia si ripete, nella stessa ricevitoria ecco la stessa vincita, con la stessa persona che il 6 luglio scorso si riscopre milionaria. Robe da spingere Mogol a riscrivere la famosa canzone portata al successo da Piero Focaccia.

L’anonimo 44enne si è recato nella stessa ricevitoria “Caffè Murabito” di via S. Maria del Sangue, ad Aci Catena (Ct) e ha azzeccato il biglietto fortunato, per la seconda volta. Da quanto ha raccontato Vincenzo Murabito, il titolare della ricevitoria a LaSicilia pare che il vincitore sia un habitué del locale, e a consegnargli i biglietti vincenti è stato lo stesso Murabito. Per chi nutrisse qualche dubbio in merito alla regolarità della vincita il quotidiano riporta che la stessa Lottomatica prima dell’accreditamento della vincita del 6 luglio ha verificato il percorso del biglietto, non rilevando nulla di anomalo.

Prevedibili le reazioni ad Aci Catena, dove il titolare della ricevitoria racconta: “La prima volta, beh si è rimasti increduli, però ci può stare, ma la seconda volta, lo stesso cliente non credeva ai suoi occhi“. Nulla sfugge invece in merito all’identità di Gastone Paperone, con il titolare della ricevitoria che si trincera dietro un laconico “l’anonimato è sacro”.