Game Matters: a Milano e Bari il videogioco diventa cultura, ricerca e innovazione

Dal 7 novembre a Milano con la Game Jam fino al convegno del 12 dicembre a Bari, 'Game Matters' esplora il videogioco come linguaggio culturale, terreno di ricerca e spazio di innovazione tra arte, tecnologia e società.
Scritto da Dd

Il videogioco come linguaggio culturale, come strumento di ricerca e come terreno di sperimentazione artistica. È questa la visione che anima “Game Matters”, il progetto promosso da Sae Institute Milano in collaborazione con Igda Italy, presentato nell’ambito di P+Arts, il programma coordinato da Naba e finanziato dal Pnrr attraverso Next Generation EU. L’iniziativa, che unisce accademia, industria e creatività, si propone di esplorare il ruolo del game come pilastro della cultura digitale contemporanea, intrecciando arte, tecnologia e sostenibilità.

Il progetto si articola in due momenti distinti ma complementari. Il primo è la Game Jam, in programma dal 7 al 9 novembre presso il campus milanese di Sar Institute. Per 48 ore, studenti, sviluppatori e appassionati lavoreranno insieme per ideare e realizzare un prototipo videoludico originale. L’evento sarà preceduto da panel formativi con esperti del settore, pensati per stimolare la creatività dei partecipanti e offrire strumenti utili ad affrontare la sfida. Come ha sottolineato Ivana Murianni, co-founder di Igda Milan e board member di Igda Italy, la collaborazione con Sae Institute rappresenta un’occasione per rafforzare la rete professionale del settore e aprire nuove prospettive, non solo a Milano ma anche in Puglia, dove l’associazione porterà presto le sue attività.

Il secondo appuntamento sarà invece il convegno “Game Matters: Innovation Game Studies and Research”, previsto per il 12 dicembre a Bari, presso l’Officina degli Esordi, in collaborazione con il Politecnico di Bari e il Conservatorio di Matera. Qui il focus si sposterà sull’analisi critica e accademica del videogioco, osservato come fenomeno artistico, culturale e tecnologico. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale, della realtà aumentata e delle nuove forme di interattività narrativa sarà al centro del dibattito, con l’obiettivo di comprendere come queste trasformazioni stiano ridefinendo il valore estetico e sociale del medium.

"Il convegno" spiega Alessandra Micalizzi, docente Sae Institute e responsabile dell’Unità Operativa del progetto P+Arts "rappresenta il momento conclusivo perfetto di un percorso che ha visto la nostra accademia impegnata sul fronte dei Game Studies. Vogliamo creare uno spazio di riflessione comune in cui studiosi e rappresentanti dell’industria possano confrontarsi sul futuro del videogioco, come tecnologia, come espressione artistica e come prodotto culturale".

La giornata sarà scandita da tre panel tematici dedicati al rapporto tra videogiochi e arti, all’innovazione del game design e al ruolo del gioco come artefatto culturale e sociale. A chiudere i lavori, una tavola rotonda con due keynote speaker di rilievo internazionale, Ilaria Mariani e Michele Scioscia, che offriranno una riflessione complessiva sul presente e sulle prospettive dei game studies.