Ferro (FdI): ‘Mafie e gioco online, il Reddito di Cittadinanza è un fallimento’

Wanda Ferro, parlamentare di Fratelli d'Italia, chiede spiegazioni al presidente del Consiglio e al Ministro del Lavoro sul Reddito di Cittadinanza.
Scritto da Ca

“Chiedo al Governo se intende chiarire cosa non ha funzionato nel sistema dei controlli preventivi e quanti siano i casi accertati di indebita percezione del reddito di cittadinanza. E, inoltre, quali iniziative di competenza il Governo intende adottare per introdurre idonei correttivi e quali sono i dati aggiornati in merito al sussidio, con particolare riferimento al numero delle offerte di lavoro e di quelle andate a buon fine”. Dopo gli ennesimi casi riferiti anche alla percezione Reddito di Cittadinanza da parte di chi non era affatto “indigente” ma giocava anche online in Calabria centrando vincite di 508mila euro, la deputata di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, ha presentato un’interrogazione con risposta scritta al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Secondo la parlamentare il reddito di cittadinanza, “oltre ad essersi rivelato, ad avviso dell’interrogante, un clamoroso insuccesso per la percentuale irrisoria di beneficiari che ha trovato un nuovo lavoro, di fatto si è tradotto spesso in un beneficio per criminali, mafiosi, spacciatori, terroristi, delinquenti abituali, truffatori ed evasori fiscali; i casi, scoperti dalla Guardia di finanza, si contano ormai a centinaia: l’ultimo a Catanzaro, dove la Guardia di finanza ha scovato 15 persone che percepivano il sussidio pubblico, pur essendo state condannate o sottoposte a misure cautelari per associazione mafiosa”.

Ed eccole le notizie che fanno riflettere: “Secondo quanto si apprende da fonti di stampa – spiega la Ferro – sarebbero in totale 86 le posizioni irregolari individuate, per circa 700 mila euro di somme indebitamente erogate; gli investigatori hanno accertato la posizione di 129 famiglie, selezionate sulla base di molteplici indici di rischio, rilevando altri 6 soggetti che avrebbero omesso di comunicare vincite al gioco per complessivi 508.000 euro, 35 che non hanno informato l’ente erogatore di variazioni patrimoniali e reddituali e 3 risultati residenti all’estero; tra maggio e giugno 2020, sempre in Calabria, erano stati scoperti quasi 150 tra boss e gregari delle maggiori cosche di ‘ndrangheta, tutti beneficiari del reddito di cittadinanza”.
Nelle cronache degli ultimi mesi, tra i casi di beneficiari di reddito di cittadinanza senza averne diritto, si annoverano persone arrestate per detenzione di esplosivi, narcotrafficanti, evasori totali, parcheggiatori abusivi, svaligiatori di appartamenti, zingari dediti ai furti, rapinatori: “Tutti percepivano il bonifico mensile dell’Inps in quanto  “indigenti” considerata la gravità dei fatti esposti in premessa”, conclude la Ferro.