Nuove accuse per Jeffery Morris, il presunto omicida della poker player Susie Q
Si aggrava la situazione di Jeffery Morris, il 60enne che è accusato dell’omicidio della poker player Susie “Susie Q” Zhao. Una nuova accusa di omicidio è stata aggiunta al caso dell’uomo che attualmente è detenuto senza cauzione nella prigione della contea di Oakland e attende la prossima data in tribunale.
A rivelarlo è il The Oakland Press che ha segnalato come il caso è stato rinviato al tribunale distrettuale dal giudice Martha Anderson del tribunale del circuito della contea di Oakland in modo che i pubblici ministeri possano aggiungere la nuova accusa di omicidio.
Ci sarebbero pochi dubbi, quindi, che in quella tremenda notte del 13 luglio 2020, sia stato Morris a uccidere la 33enne player di origine asiatica. Il suo corpo è stato trovato bruciato e ferito gravemente nei pressi dell’hotel in cui i due erano stati insieme. L’autopsia, poi, rivelò che la Zhao era stata violentata. Nonostante il tentativo di occultare lo stupro i segni sul corpo pare fossero chiari.
La nuova accusa di omicidio criminale proposta dall’assistente capo del procuratore David Williams aumenta le accuse su Morris e aumenta le possibilità che Morris venga condannato per almeno uno di loro. Il Michigan non ha la pena di morte, il che significa che Morris affronta la possibilità di reclusione a vita senza possibilità di libertà condizionale.
Le prove, tra l’altro, sarebbero tante e schiaccianti. Morris ha affermato che dopo aver passato del tempo con Zhao allo Sherwood Motel, dove avevano consumato alcolici, la giocatrice se ne sarebbe andata verso mezzanotte “portando con sé tutte le sue cose, incluso il cellulare”. Tuttavia, i tabulati dei cellulari indicavano che Morris non ha lasciato la proprietà fino alle 5 del mattino circa. La prova che fa il paio e lo incastrerebbe è il filmato di sorveglianza che inquadra il presunto omicida che si reca al parco statale dove sono stati trovati i resti di Zhao.