Brasile, il gioco online vede il suo futuro del destino del betting
Quella del Brasile sembra una vera e propria telenovela riguardo al lancio della nuova regolamentazione del gioco online. I progressi che sembrava fossero stati fatti sono stati rovinati dal presidente Jair Bolsonaro che, alla fine, si è rifiutato di firmare il decreto normativo del mandato approvato. Parliamo di quello delle scommesse sportive, il che non lascia presagire nulla di buono per quel che riguarda il gaming in generale.
Quando venne mandato alla firma per la prima volta, le parti interessate del mercato speravano che il governo del Partito Liberale firmasse il decreto entro la fine di maggio, consentendo al Ministero dell’Economia di avviare una finestra di licenza, prima dell’apertura del mercato regolamentato brasiliano in concomitanza con la Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022 a novembre.
L’avevamo paventato e pare sia vero: i media brasiliani riferiscono che a Bolsonaro è stato consigliato di ritardare le scommesse sportive e le procedure di gioco d’azzardo federali, poiché il Partito Liberale sta cercando di assicurarsi il voto dei gruppi evangelici al Congresso.
Il 2 ottobre incombono le elezioni generali in Brasile, in cui Bolsonaro e il Partito Liberale si contenderanno una dura campagna di rielezione contro il Partito dei Lavoratori dell’ex presidente Luiz Inácio “Lula” da Silva.
Allo stato attuale, il Partito dei Lavoratori guida i sondaggi di opinione, che prevedono che Lula da Silva sfiderà Bolsonaro nel ballottaggio presidenziale brasiliano, che si terrà a fine ottobre.
Nonostante le pressioni delle squadre di calcio brasiliane per garantire una certezza normativa sulle scommesse sportive, il Partito Liberale rimane fermo sul fatto che i decreti federali sul gioco saranno autorizzati una volta che le elezioni saranno stabilite.
Bloccando l’approvazione del decreto, sembra impossibile che il regime delle scommesse sportive brasiliane venga lanciato in tempo per la Coppa del Mondo 2022, e possiamo immaginare bene la frustrazione degli operatori storici del mercato.
Sebbene cerchi di placare i gruppi evangelici, si dice che il Partito Liberale sia diviso su come il Brasile dovrebbe attuare il suo regime di scommesse sportive. I pari del partito hanno precedentemente promesso alle parti interessate nazionali di non intervenire nei procedimenti, una volta approvato dal SECAP, il Segretariato brasiliano per la valutazione, la pianificazione, l’energia e la lotteria.
Nonostante l’impegno, il presidente Bolsonaro ha precedentemente posto il veto a tutte le proposte di gioco presentate al Congresso.
In più esiste la naturale problematica che, però, per il resto del mondo non sembra essere tale, c’è la conditio sine qua non che le società straniere dovranno rispettare e ossia lo stabilimento di un ufficio domiciliato in Brasile per garantire un reddito fiscale più elevato pagando tutte le tasse sulle imprese nazionali tra cui ISS (servizi municipali), PIS/PASEP (datore di lavoro), Cofins (assistenza sociale federale ), IRPJ (imposta sul reddito fisso) e CSLL (fondo sociale/civico).