Poker truccato e insider betting: gli aggiornamenti sul caso che ha scosso l’Nba

Facciamo il punto sull’inchiesta federale che ha travolto la lega professionistica americana di basket e che ha svelato un sistema di partite di poker truccate, insider betting e presunti legami con la mafia.
Scritto da Redazione

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La vicenda che ha portato Chauncey Billups — Hall of Famer ed ex coach dei Portland Trail Blazers — a dichiararsi "non colpevole" davanti al tribunale federale di Brooklyn non è solo l’ennesimo capitolo di uno scandalo sportivo. È la punta dell’iceberg di una delle inchieste più vaste mai condotte dall’Fbi nel mondo dello sport professionistico americano, destinata a lasciare un segno profondo nella storia dell’Nba e, probabilmente, nei rapporti tra lega, atleti e sistema delle scommesse.

Billups, accusato di cospirazione per frode telematica e riciclaggio in un sistema di poker clandestino “pilotato” da figure vicine alla mafia, è solo uno dei 34 imputati coinvolti in due distinti filoni d’indagine: partite di poker ad altissima posta, manipolate attraverso schemi di cheating; un circuito di scommesse illegali su gare Nba, basato su informazioni riservate.

L’ex giocatore si è presentato in aula ed è stato poi rilasciato dietro il pagamento di una cauzione da 5 milioni di dollari ed è stato costretto a consegnare il passaporto. Il valore simbolico della sua presenza tra i banchi degli accusati è enorme: un Hall of Famer implicato in un caso che intreccia sport, crimine organizzato e scommesse.

POKER TRUCCATO, UN SISTEMA MILIONARIO – Secondo i procuratori federali, il circuito di poker clandestino avrebbe prodotto oltre 7 milioni di dollari (equivalenti a circa 6 milioni di euro) attraverso almeno 25 partite truccate. Gli organizzatori — tra cui presunti membri delle famiglie Genovese e Bonanno — avrebbero manipolato i giochi garantendo vittorie “guidate” ai propri giocatori, sottraendo ingenti somme a ignari avversari.

A differenza di molti imputati, alcuni sospettati con presunti legami diretti con la criminalità organizzata non hanno ottenuto la libertà su cauzione. Il giudice Ramon Reyes ha definito la mole di prove e il numero di imputati tali da rendere il caso “complesso”, imponendo una gestione processuale lunga e articolata.

IL FRONTE DELLE SCOMMESSE – Il secondo filone dell’indagine è forse ancora più delicato per la Nba. L’ex giocatore Damon Jones è coinvolto in entrambi i casi e si è dichiarato "non colpevole". Ma la figura più problematica è quella di Terry Rozier, guardia dei Miami Heat, accusato di aver fornito informazioni riservate sugli infortuni in cambio di denaro e, in un caso specifico, di aver promesso di simulare un infortunio per lasciare una partita in anticipo.

È proprio questo dettaglio a scuotere la Lega: l’ipotesi che un giocatore abbia deliberatamente compromesso la propria prestazione per un accordo economico illecito. Una violazione che mette in discussione la stessa integrità competitiva dell’Nba.

UN PROBLEMA SISTEMICO – Negli ultimi anni la lega ha avuto un rapporto sempre più stretto con il mondo delle scommesse legali, in seguito alla liberalizzazione del betting sportivo in molti stati. Il risultato è un ecosistema dove:le informazioni sugli infortuni hanno un valore economico immediato, giocatori e staff sono esposti a pressioni esterne, il confine tra legalità e illegalità diventa sottilissimo.

La combinazione con circuiti clandestini gestiti dalla criminalità organizzata — come emerso dall’inchiesta — apre uno scenario completamente nuovo, e molto più pericoloso.

Non è un caso che, fonti vicine alla lega, abbiano già parlato di potenziali revisioni dei protocolli sugli injury report, dei rapporti con i partner del betting e delle politiche interne sulle attività dei giocatori nella sfera del gambling.

CHE COSA STA PER SUCCEDERE? – Le prossime tappe giudiziarie sono già state fissate, con la conferenza procedurale programmata per il 4 marzo. Nel frattempo, i procuratori sono al lavoro sulla consegna di oltre un terabyte di materiale probatorio, mentre parallelamente si svolgono discussioni preliminari su possibili accordi di patteggiamento. La difesa, dal canto suo, contesta la decisione di dividere gli imputati in gruppi separati, definendo questa scelta una strategia di “divide et impera” volta a indebolire la coesione delle difese.

Secondo gli analisti legali statunitensi, si tratta di un processo che potrebbe protrarsi per anni, con il rischio di condanne particolarmente severe per alcuni imputati, in particolare quelli sospettati di avere legami con organizzazioni mafiose.

IN CONCLUSIONE – Lo scandalo scommesse–poker è molto più di un procedimento giudiziario. È un test di credibilità per una lega che negli ultimi dieci anni ha puntato forte su immagine internazionale, espansione commerciale e rapporto privilegiato con il mondo delle scommese legali

La presenza di personaggi di alto profilo — Billups, Rozier, Jones — tra gli imputati non può essere liquidata come un incidente isolato. Il caso rivela fragilità strutturali in un sistema sempre più connesso a interessi economici esterni e a un ecosistema di betting sempre più complesso.

L’Nba dovrà affrontare il problema non solo sul piano disciplinare ma anche culturale e regolamentare. Perché, come sostengono molti osservatori, non basta punire i colpevoli: bisogna capire come sia stato possibile arrivare fino a questo punto.