Uruguay: per il poker e il gioco online i soliti, anacronistici, timori
Il dibattito sulla regolamentazione del gioco d’azzardo online in Uruguay rimane tra i principali punti all’ordine del giorno per il governo locale, ma sono tanti, ancora, i suoi detrattori. Per questo il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha difeso l’importanza di legiferare su un verticale “essenziale per lo sviluppo dei casinò”.
“Oggi si parla di gaming online e sembra che i tre milioni di uruguaiani saranno connessi tutto il giorno. Non è così”, ha interrogato Gustavo Anselmi, capo della Direzione generale dei Casinò, dipendente dal MEF, citato da El Observador.
Il suo commento fa riferimento all’argomento principale avanzato contro l’industria: il gioco d’azzardo patologico.
“Sebbene il gioco d’azzardo sia un tema che preoccupa sempre, non può essere un ostacolo all’implementazione di uno strumento come la modalità online, fondamentale per lo sviluppo dei casinò”, ha sottolineato Anselmi come riporta Sbc News.
“Il gioco è una malattia e va curato dalla sanità pubblica e, appunto, lì si cura”, ha aggiunto, ricordando che la Legge stabilisce un sistema di autoesclusione. In tal senso, ha sottolineato che si tratta di uno strumento “molto buono”, che consente ai clienti di conoscere la propria origine e da dove provengono i fondi con cui scommettono. Ragionamenti un po’ antiqui per chi è abituato a ragionare con mercati maturi come l’Italia o altri modelli europei.
Per questo Anselmi ha sottolineato che in Uruguay si può accedere al gioco d’azzardo online solo pagando con carta di credito e con conto in una delle società abilitate.
Anche Alejandro Irastorza, sottosegretario all’Economia e alle finanze, ha difeso il regolamento, ricordando che il gioco online in Uruguay è cresciuto “in modo esponenziale” durante la pandemia, sebbene nella sua versione non regolamentata. “Per quanto i siti siano stati cancellati, dopo un po’ ne sono stati aperti altri”, ha ricordato elencando i fattori che hanno spinto lo sviluppo di un progetto per legiferare in materia.
“L’idea non è quella di aumentare il gioco, perché sappiamo che la metodologia online comprenderà solo una percentuale (di giocatori) e che non sarà maggiore di quella esistente”, ha aggiunto.