Lo schema di Ponzi colpisce anche i Bitcoin, in Italia decine di milioni a rischio
Poker online, criptovalute, metaverso, tutti settori all’avanguardia del business. Lo schema per ordire una truffa efficace, però, è sempre quello di Ponzi. Ricordiamo lo scandalo Full Tilt scoperchiato dal Black Friday Usa del 2011. Adesso, una truffa dal bottino che oscilla tra i 40 e i 100 milioni di euro, è stata messa a segno in Italia. Siamo a Silea, in provincia di Treviso, dove una società nata lì ma con distaccamenti tra Londra e Dubai, la New Financial Technology, ha convinto un sacco di risparmiatori a investire in moneta digitale.
E come nei migliori schemi di Ponzi, un business multi livello ad un certo punto perde il vertice, che fugge coi soldi, e lascia collassare su se stessa tutta la “piramide” o i livelli su livelli che si sono appoggiati l’uno sull’altro per ambire a guadagni.
E in effetti, per il momento non vi sono tracce dei fondatori. Per questo la stima della truffa ha una forchetta così ampia.
Prima di sparire, come segnala il sito specializzato Wall Street Italia, i fondatori hanno lasciato un messaggio. “La società si è trovata ad affrontare problematiche interne non previste”, e quindi “ha deciso di effettuare un riassetto tutelando per primo il capitale depositato dai clienti, programmando una restituzione”. E ancora: “C’è tutta l’intenzione di rifondere ogni investitore per il flottante in lavorazione”. Un testo non del tutto chiaro. Ma chiara è l’intenzione al momento di bloccare tutti i prelievi.