Il poker online è ancora ‘live’ e in Italia viaggia a un tasso del 3%
Qual è il trend generale registrato dal poker online negli ultimi anni, nel nostro paese? Analizzando il settore dal punto di vista del Cagr (Compound annual growth rate), ovvero, il tasso di crescita annuale composto, che rappresenta uno degli indicatori più utilizzati da investitori, analisti finanziari e società di ricerca per valutare in maniera sintetica i risultati che sono stati raggiunti da un’azienda o le performance di rendimento che un investimento ha fatto registrare in un certo periodo di tempo, emerge che il poker a distanza è cresciuto a un tasso del 3 percento negli ultimi cinque anni. Come rivelano le stime di Gioco News (pubblicate per intero nel prossimo numero della rivista cartacea di settembre, di cui riportiamo qui un estratto), il Cagr del poker, calcolato tra il 2016 e il 2021, risulta piccolo rispetto a quello globale del mercato italiano, pari al 24 percento, e quasi nulla rispetto a quello di betting (+27 percento) e casino games (26 percento), e comunque si tratta del più piccolo tra tutti i segmenti del gioco pubblico: ma è comunque una crescita.
Il dato deriva dall’analisi della spesa “lorda” (o GGR – Gross Gaming Revenue), cioè la spesa dei player al netto delle vincite, che è l’indicatore del mercato del gioco per eccellenza e misura la spesa reale dei giocatori, calcolata come la differenza tra la raccolta e le vincite, attraverso la metrica del Cagr che
consente di conoscere il ritmo medio al quale tale valore è cresciuto nel tempo, assumendo che il valore sia stato “composto” in quel dato periodo di tempo. Nel calcolo del Cagr si tiene infatti conto del cosiddetto “effetto compounding”: al valore iniziale si va ad aggiungere l’incremento di valore conseguito alla fine dell’anno, il risultato così “composto” costituisce il valore di partenza dell’anno successivo, e così per ogni anno del periodo considerato.
Certo, di contro, va rilevato che il dato è inferiore a quello di altri paesi, come ad esempio la Spagna, dove il Cagr del poker online risulta del 7 percento, superiore anche a quello del betting: merito senz’altro dell’approdo nella liquidità condivisa, che ha portato tutti i benefici di cui abbiamo più volte parlato. Per un’autentica beffa, tenendo conto che quel tavolo di lavoro internazionale che aveva portato alla liquidità tra Spagna, Portogallo e Francia era stato promosso e sollecitato proprio dal nostro paese, in una trattativa a quattro, che è stata poi conclusa soltanto dagli altri tre.
Tuttavia, il confronto con la Spagna, evidenzia comunque che l’indice di crescita dipende anche molto dall’affermazione di un determinato gioco sul mercato di riferimento. E il poker di certo non può godere di alcun fattore “novità”. Almeno in Italia, appunto.
Ma noi continuiamo a guardare il bicchiere dal lato mezzo pieno e diciamo che quella crescita, anche se piccola, rappresenta comunque l’evidenza di un settore indelebile e di una nicchia ancora cospicua, che merita attenzione e adeguati sviluppi. Magari anche normativi.