Deal or not deal? L’accordo a 11 in un torneo di poker in Iowa riapre il dibattito
I colleghi della stampa Usa hanno titolato: “Avete mai visto un deal a 11?”. A noi è venuto da rispondere, certo che sì! Anzi, ci sono state anche alcune proposte a 16 e più players nel late stage di un final day. Prima di venire alla riflessione che ispira queste poche righe: se lo fanno negli Stati Uniti e nella culla del poker è figo, ci si può fare anche la foto belli sorridenti? Voi che ne pensate? Per noi la verità sta sempre nel mezzo ma ne parliamo tra poco.
Siamo in Iowa, all’Horseshoe Council Bluffs dove si sta giocando il Main Event da $575 del RunGood Poker Series (RGPS) All Stars Horseshoe Council Bluffs che ha attirato un field record di 851 partecipanti per generare un montepremi di $434,010. Insomma un torneino medium buy in e davvero niente male come risultato.
Il torneo, come detto, è finito con un deal a 11 ma poi i players si sono comunque giocati il trofeo con Kauffman Freeman che risulterà negli annali come winner delle Rgps e passerà alla storia anche come vincitore esordiente nel primo evento giocato in un casinò. A tutti e 11 i players sono andati 26.058 dollari. Non si conoscono le ragioni del chop deal ma i giocatori hanno concluso davvero l’evento per giocarsi l’ambito All Stars Ring e un posto Pro-Am all’All-Stars Event presentato da PokerGO a Las Vegas nel corso dell’anno.
Da quello che racconta Pokernews pare che Kauffman abbia ammazzato il torneo specie dopo aver eliminato un player 10-10 vs QQ. Il suo stack è sempre salito fino a quando ha ricevuto un’offerta di deal. Ha sparato tre bullet e forse l’inesperienza in tornei ufficiali ha pesato con gli altri che si sono assicurati un ottimo premio. Non conosciamo la struttura e forse era crollata ma è possibile che l’influenza dei players più esperti hanno spinto Kauffman a prendere questa decisione.
Non è che noi non siamo d’accordo con i deal, anzi. Ci sono delle condizioni come il collasso della struttura e gli scalini dei premi squilibrati e troppo verticali con distanze ingiocabili per qualcuno (ma in questo caso non sappiamo la struttura originale del payout). Non è così scontato che il deal non vada fatto ed è difficile giudicare la tasca e la carriera di un giocatore. Tuttavia un deal a 11 rimane inguardabile mentre dai 4 left in su può essere tollerabile e in certi casi anche giustificabile. E non fatevi ingannare neanche dal divieto di “choppare” come alle Wsop, ci vuole pochissimo per accordarsi in privato e a certi livelli ci si può anche fidare senza la certificazione del casinò. Detto questo la speranza è sempre quella di andarsi a giocare il torneo fino “alla morte” per salvaguardare l’aspetto sportivo. Ma dobbiamo ricordarci che il poker è anche uno sport. I soldi, però, contano tantissimo e c’è anche chi ci lavora col gioco e deve farsi i suoi conti senza assumersi rischi da gambler. Certo non vedrete mai Federer e Nadal fare deal in heads up a Wimbledon ma due grandi player potrebbero anche. E quando si scende nei meandri del low medium buy in dove qualche decina di migliaia di euro paradossalmente può spostare di più rispetto a cifre che cambiano radicalmente la vita, ecco che siamo arrivati al dunque.
Ecco l’ordine d’arrivo in cui tutti i giocatori hanno ricevuto $26.058)
1 Freeman Kauffman
2 Brantley Grace
3 Steve Vang (MN)
4 Ryan Fetherkile
5 Bhaskar Setti
6 Kyle Hinnerichs
7 Ron Koenemann
8 Timothy Sciscoe
9 Matt Morfitt
10 Paul Strohm
11 Jon Stanfield
*Il vincitore ha anche ricevuto un RGPS All Stars Ring e un posto Pro-Am per l’All-Stars Event presentato da PokerGO.