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Decreto fiscale, relatori Baldassarri e Azzolini chiedono differimento tassa della fortuna

  • Scritto da Gt

senato2Il presidente della quinta commissione Bilancio Antonio Azzolini e quello della sesta Mario Baldassarri hanno presentato, in qualità di relatori del decreto fiscale, degli emendamenti all'articolo 10 del testo, quello che si riferisce al gioco, e la novità più importante che vorrebbero introdurre è lo spostamento dell'entrata in vigore della tassa sulla fortuna per ciò che riguarda le vlt. La misura, già prevista dalla manovra estiva e da un decreto dei Monopoli di Stato, è attualmente sospesa (nella parte che riguarda il gettito delle videolotteries) da un'ordinanza del Tar Lazio.

Ecco gli emendamenti presentati:

 

Art. 10.

Apportare le seguenti modifiche:

a) al comma 9, aggiungere, in fine, il seguente periodo «Conseguentemente, nel predetto decreto direttoriale:

a) all'articolo 2, commi 1, 2 e 3, le parole ''31 dicembre'' sono sostituite dalle seguenti: ''1º settembre'';

b) all'articolo 3, commi 1 e 2, le parole ''31 dicembre'' sono sostituite dalle seguenti: ''1 º luglio'';

c) all'articolo 5, comma 3, dopo le parole ''I prelievi sulle vincite di cui al comma 1'' sono aggiunte le seguenti: '', a decorrere dal 1º settembre 2012,'';

b) dopo il comma 9 aggiungere i seguenti commi:

«9-bis. Al fine di rendere la legislazione nazionale pienamente coerente con quella degli altri paesi che concorrono in ambito europeo alla realizzazione della nuova formula di gioco, all'articolo 24, comma 40, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, la lettera a) è sostituita dalla seguente: ''a) un nuovo concorso numerico da svolgersi, tramite il relativo concessionario, in ambito europeo, con giocata minima fissata a 2 euro, con destinazione del 38 per cento della raccolta nazionale ad imposta e con destinazione a montepremi del 50 per cento della raccolta nonché delle vincite, pari o superiori a 10 milioni di euro, non riscosse nei termini di decadenza previsti dal regolamento di gioco''.

9-ter. Nell'articolo 135, comma 1, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, è aggiunta la seguente lettera: ''q-bis) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in materia di giochi pubblici con vincita in denaro e quelli emessi dall'Autorità di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi pubblici con vincita in denaro''.

9-quater. La disposizione di cui all'articolo 2, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, si interpreta nel senso che la stessa trova applicazione nei riguardi delle concessioni pubbliche statali i cui bandi di gara siano stati pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore della predetta legge n. 73 del 2010».

GLI EMENDAMENTI ACCANTONATI E RITIRATI - Come noto, nella seduta di ieri sono stati tre gli emendamenti all'articolo 10 approvvati. Tra quelli ritirati in vista della predisposizione di appositi ordini del giorno il 10.2, 10.10, 10.11, 10.12, 10.13, 10.14 e 10.38 presentati dai senatori di diversi schieramenti: le proposte riguardavano la normativa in materia di controlli antimafia, la tracciabilità dei trasferimenti di denaro da parte dei concessionari, le sanzioni per chi evade l'imposta unica sulle scommesse o il Preu, la regolamentazione della pubblicità sui giochi d'azzardo e la cura dei soggetti affetti da gioco d'azzardo patologico con il finanziamento proveniente dall'1% delle entrate erariali.

Le Commissioni hanno accantonato - per consentirne una riformulazione - l'emendamento 10.1 presentato dal senatore Adiano Musi (Pd), che chiedeva di escludere il personale dei Monopoli di Stato dalle operazioni di controllo nelle sale da gioco. Inoltre, il senatore Stefano De Lillo (Pdl) ha ritirato gli emendamenti 10.3 e 10.35: il primo chiedeva la soppressione dei controlli antimafia anche ai parenti fino al terzo grado dei soggetti titolari di concessioni, mentre il secondo proponeva di abrogare le norme istitutive del Bet Exchange.

 

 

 

 

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