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Ddl Barbolini sotto la lente della 12esima commissione Senato per Bosone (Pd) servono norme sulle slot

  • Scritto da Anna Maria Rengo

barboliniLunga e articolata la discussione di ieri pomeriggio da parte della dodicesima commissione Sanità del ddl presentato dal senatore del Pd Giuliano Barbolini e altri recante ‘Disposizioni in materia di gioco d'azzardo, per la trasparenza e il controllo del mercato dei giochi, la prevenzione e il contrasto delle ludopatie’, sul quale la commissione deve esprimere il suo parere alla seconda e sesta commissione.

Ddl Barbolini sul gioco, la commissione Sanità del Senato rinvia il parere

La senatrice Granaiola (PD) ha osservato che il fenomeno del gioco d’azzardo sta ormai assumendo le caratteristiche di una vera e propria sciagura sociale in questa fase di grave crisi economica, ritenendo necessario adottare procedure volte a impedire l'abuso del gioco d'azzardo e la proliferazione dei giocatori compulsivi. Secondo l’Agenzia della sanità, ha reso noto, giocano il 66 per cento dei disoccupati ed il 47 per cento degli indigenti con una forte possibilità di dipendenza costituita dalla presenza di ritmi sensoriali acustico luminosi in grado di influenzare le persone.

“Per aiutare gli enti locali nel loro impegno è indispensabile che il Parlamento approvi un disegno organico di riforma che consenta di superare l’attuale confusa situazione normativa dovuta ai continui interventi parziali degli anni passati, riordinando il settore dei giochi, con una disciplina più rigorosa sui requisiti dei concessionari e rafforzando il potere dei sindaci in tale materia”.

Il senatore Bosone (Pd), pur manifestando il proprio apprezzamento per il disegno di legge in esame, ha rilevato che esso appare carente “in quanto non prevede una regolamentazione della collocazione delle slot machines” a tale riguardo, ha confermato che molte amministrazioni locali stanno tentando di stabilire una disciplina per la collocazione di tali macchine; tuttavia in assenza di una norma nazionale, le delibere che sono state adottate sono state poi bocciate dalla giustizia amministrativa. Pertanto, ha auspicato che nel parere possa essere inserita una precisa osservazione per una più puntuale indicazione delle distanze adeguate per il collocamento delle slot machines rispetto a scuole, oratori, centri sociali e centri di riposo per anziani.

Il senatore Gramazio (PdL) ha ricordato come il sindaco di Verbania abbia proibito la presenza di una sala giochi posta tra la chiesa e la scuola. Tuttavia, l'ordinanza è stata oggetto di un ricorso davanti al Tribunale amministrativo che si è concluso con una richiesta risarcitoria a carico del Comune per 1,5 miliardi di euro. L'episodio ricordato conferma lo stato di confusione che si registra di fronte al fenomeno del gioco d'azzardo: infatti, gli amministratori locali intervengono a tutela dei giovani, ma, in assenza di una norma di carattere generale, sono esposti al contenzioso e a richieste risarcitorie che, nel loro ammontare, dimostrano l'enorme consistenza dei volumi di guadagno che ruotano dietro le sale da gioco.

Secondo la senatrice Chiaromonte (PD) il disegno di legge in titolo riveste grande rilevanza alla luce del fatto che, soprattutto negli ultimi anni, il rapporto degli italiani nei confronti del gioco d'azzardo è divenuto preoccupante e patologico. Ciò dovrebbe indurre il legislatore a riflettere sulle motivazioni sociali di tale grave fenomeno che inevitabilmente ha anche riflessi sulla salute dei cittadini; in tal senso, si rammarica che la Commissione Igiene e sanità non sia stata pienamente coinvolta nella disamina delle altre iniziative legislative vertenti su analoga materia.

Il senatore De Lillo (PdL), nel condividere lo spirito del disegno di legge in esame, si sofferma sull'articolo 3 che contiene una serie di interventi di carattere sanitario. A tale riguardo, non concorda sulla prospettiva di associare un paziente particolare, qual è quello affetto dal gioco d'azzardo patologico, ai pazienti che sono trattati nei dipartimenti di salute mentale o nei servizi territoriali per le dipendenze. Riterrebbe infatti preferibile seguire modelli sperimentali presso centri convenzionati nelle Regioni, anche sul tipo delle comunità, affinché sia praticato un approccio multidisciplinare, che tenga conto altresì di tutti i molteplici aspetti necessari per contrastare il gioco d'azzardo.

Il senatore Rizzi (LNP) segnala la necessità che nel parere sia inserita una raccomandazione affinché parte dei proventi del gioco d'azzardo siano destinati alle ASL per il recupero e la prevenzione dei soggetti colpiti da tale dipendenza patologica. A suo giudizio, si tratterebbe di una misura che aiuterebbe a costruire una rete di protezione verso i soggetti più vulnerabili.

Il senatore Fosson(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), dopo aver evidenziato che il fenomeno del gioco d'azzardo non è certamente condivisibile, ritiene comunque che costituisca una realtà rispetto alla quale occorre confrontarsi, realtà che in qualche modo è stata creata in virtù di una legge varata nel dopoguerra che ha autorizzato in Italia l'istituzione di quattro casinò, tutti non a caso ubicati sul confine nazionale. In particolare, la eventuale chiusura della casa di gioco presso Saint Vincent rappresenterebbe un motivo di forte preoccupazione nei confronti di circa mille persone che sono lì occupate. Peraltro le recenti misure che limitano l'utilizzo del denaro contante, rischiano di penalizzare ulteriormente tale casa di gioco.

Al di là dei facili moralismi, richiama l'attenzione sul fatto che i casinò non solo garantiscono un posto di lavoro per molte persone, ma convogliano e controllano il vizio del gioco d'azzardo attraverso l'identificazione dei giocatori, le eventuali segnalazioni antiriciclaggio, oltre al possibile supporto dei servizi psicologici. A suo giudizio, il fenomeno del gioco d'azzardo, per la sua ampiezza, non può essere totalmente sradicato, ma sicuramente posto sotto controllo.

Ricorda infine di aver presentato una iniziativa legislativa (A.S. 1255) in materia di istituzione e regolamentazione delle case da gioco.

Il senatore Saccomanno (PdL) ha osservato che un approccio proibizionista verso il problema del gioco d'azzardo rischia di essere inefficace se non è associato ad un percorso culturale e sociale che, in primo luogo, chiama in causa l'educazione e la formazione delle persone: infatti, misure di carattere sanzionatorio, da sole, non comportano vantaggi consistenti nella lotta ad una dipendenza patologica, del tutto assimilabile alle dipendenze derivanti dalla tossicodipendenza e dall'alcool.

Alla luce di tali considerazioni, ritiene che il disegno di legge in esame sia carente sotto gli aspetti della prevenzione e della formazione. Si tratterebbe pertanto di inviare un segnale sia nei confronti dei giovani affinché comprendano la cultura del limite e della responsabilità sia verso il mondo degli anziani che spesso vedono nel gioco d'azzardo una occasione per riguadagnare la propria autonomia.

La senatrice Aderenti (LNP) si unisce alle considerazioni svolte dal senatore Saccomanno, ricordando che nella propria esperienza di insegnante, aveva svolto delle simulazioni con gli alunni attraverso i giochi, dimostrando che, se sicuramente si può ricavare un divertimento nella pratica delle lotterie e dei giochi d'azzardo, certamente si va ad incontro ad una sicura perdita economica. Pertanto, concorda sull'esigenza che attraverso la scuola si attivino percorsi didattici e formativi che coinvolgano non solo gli alunni, ma gli stessi insegnanti. Esprime l'auspicio, quindi, che i rilievi esposti possano essere contenuti nel parere che la Commissione sarà chiamata ad esprimere.

La senatrice Poretti (PD) osserva che sarebbe utile modificare la definizione di ludopatia e non affidare ai servizi psichiatrici il compito di curare i giocatori compulsivi.

Il presidente Tomassini (PdL), nel precisare che la Commissione non è stata affatto esautorata nell'esame del disegno di legge in titolo, sebbene auspicasse un maggiore coinvolgimento, si compiace del livello degli interventi che hanno posto l'accento anche sugli aspetti sociali del gioco d'azzardo patologico.

Reputa poi indispensabile partire dalla distinzione tra ciò che è lecito da ciò che è illecito, constatando che il gioco d'azzardo rientra nell'area lecita. Si tratta allora di capire qual è l'esatto confine tra l'evasione e il divertimento derivanti dal gioco d'azzardo rispetto alle forme di dipendenza. Per combattere quest'ultime, tuttavia, un meccanismo esclusivamente sanzionatorio rischia solo di produrre effetti distorsivi in quanto sarebbe molto più efficace un intervento volto a rendere concorrenziale e credibile l'offerta, sulla falsariga di quanto accade per altre forme di gioco e scommesse, ad esempio quelle del mondo ippico. Inoltre, occorre intensificare la guerra rispetto a tutto ciò che è abusivo e illegale, ponendo soprattutto attenzione ai giochi on line che sfuggono spesso a qualsiasi tipo di controllo. Con riferimento poi ai profili della prevenzione e della riabilitazione potrebbe essere utile evitare l'introduzione di nuovi giochi d'azzardo.

La relatrice, senatrice Baio (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), nel prendere atto dei suggerimenti e delle valutazioni scaturite nel corso del dibattito, ritiene preliminare sciogliere il dubbio sulle strutture maggiormente competenti per affrontare la cura dei soggetti coinvolti nel gioco d'azzardo patologico.

Il disegno di legge in titolo, rispetto a tale argomento, propone la soluzione di coinvolgere i dipartimenti di salute mentale ed i servizi territoriali per le dipendenze. A suo avviso, invece, dando seguito al federalismo nel campo sanitario, occorrerebbe lasciare alle Regioni la competenza di individuare le forme organizzative più idonee, anche di natura sperimentale, come suggerito dal senatore De Lillo, per la cura dei giocatori compulsivi. Questa indicazione da parte del legislatore si rivela tanto più necessaria alla luce del quadro disorganico e differenziato attualmente presente nelle Regioni italiane.

Condivide poi pienamente i richiami di molti senatori per una maggiore attenzione verso la prevenzione, la formazione e la cura di percorsi didattici che siano diretti al mondo dei giovani, nell'ottica non di un approccio proibizionista, ma di tipo regolatorio.

La relatrice, senatrice Rizzotti (PdL), nell'associarsi a quanto già esposto dalla senatrice Baio, fa presente al senatore Rizzi che le relatrici hanno già auspicato che parte dei proventi ricavati nel gioco d'azzardo siano destinati alla cura ed all'assistenza dei giocatori compulsivi. Concorda poi con il rilievo da ultimo segnalato dal senatore Cosentino circa le competenze che dovrebbero essere assegnate alle ASL, in ambito distrettuale.

Nella prossima seduta le relatrici presenteranno uno schema di parere che tenga conto delle osservazioni e dei rilievi emersi nella seduta odierna.

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