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Polillo: "Sul gioco deve restare il controllo del Parlamento, variazione Preu potrebbe portare a improvvisa caduta entrate"

  • Scritto da Sara

Gianfranco-Polillo-438x386Gianfranco Polillo, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, interviene in aula al Senato sul dl Vigili del fuoco e sugli emendamenti che chiedono un aumento del prelievo sul gioco. "Il Governo - afferma - dovrebbe essere favorevole a fronte di un ampliamento dei propri poteri in materia di giochi, tuttavia è eticamente preferibile che tale settore resti sotto il controllo parlamentare. Bisogna tener conto inoltre che gli introiti derivanti dalla tassazione sui giochi sono variabili, al contrario di quelli provenienti dalle accise sui carburanti, e che su una materia tanto complessa, su cui incide anche il tema del contrasto alla criminalità organizzata, sono sconsigliabili interventi occasionali, come quello proposto".

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Il senatore Raffaele Lauro (Pdl) sottolinea: "È difficile quantificare le entrate fiscali derivanti dalle imposte sui giochi effettivamente riscosse, di cui peraltro si registra una forte caduta. Bisognerà analizzare i motivi di tale fenomeno, tenendo presente che incombe il rischio dello scoppio di una bolla finanziaria che potrebbe coinvolgere le entrate tributarie, le concessionarie ed il sistema bancario".

Antonio Azzolini (Pdl) afferma in merito all'emendamento Baio respinto dalla commissione Bilancio: "Su tale questione, che abbiamo approfondito in Commissione, vi è una valutazione tecnica nettamente contraria per una serie di elementi che vengono puntualmente specificati. Il Governo in Commissione ha confermato integralmente la nota predisposta dagli uffici sia della Ragioneria generale dello Stato, sia dell'Amministrazione delle finanze. Al fine di riuscire, senatrice Baio, a rispettare un principio che l'Assemblea aveva all'unanimità quasi favorito, si è tentato di verificare se c'erano possibilità alternative rispetto a quella contenuta nell'emendamento. In particolare, si è chiesto al Governo di verificare se, agendo sulle vincite, cioè sulla percentuale destinata alle vincite, fosse possibile trovare la copertura su questo emendamento.

È naturale che in seguito a tale richiesta il Governo abbia chiesto - e potrà confermarlo - un tempo congruo per fare questo approfondimento. Come lei comprende, si passa da una maggiore entrata garantita dalle accise - valutare se giusto o non giusto non è nostro compito, purtroppo - ad una minore entrata, quale quella dei giochi.

Per pareggiare quella minore entrata si è chiesto al Governo di lavorare sull'ipotesi di una minore percentuale destinata alla vincita. Per fare ciò, esso ha bisogno dei tempi necessari. non essendo stato naturalmente in queste due ore in grado di approfondire la questione.

Pertanto, mi limito ad evidenziare qual è lo stato di approfondimento, qual è la volontà del Parlamento di andare avanti su tale questione e quali sono gli ostacoli che tecnicamente ci si pongono.

Chiedo quindi al Governo di confermare le mie parole e di dire quali sono i suoi approfondimenti; chiedo altresì a tutti di verificare nel tempo se quella strada è esperibile e con quali risultati.

Per il momento, però, sulla questione relativa alla copertura sui giochi è stato espresso un parere che è stato definito «nettamente contrario», quasi per sollecitare una riflessione al Parlamento, come è stato da noi fatto, i cui esiti ho cercato di illustrare".

Polillo aggiunge: "Il Governo non può che confermare quanto detto dal presidente Azzollini per quanto riguarda l'argomento specifico di cui stiamo discutendo. Vorrei però aggiungere alcuni elementi per chiarire la portata dell'emendamento 5.0.100, perché, in teoria, il Governo dovrebbe essere a favore di un emendamento che amplia le sue facoltà rispetto alle potestà del Parlamento. Noi invece riteniamo che sul terreno dei giochi il controllo del Parlamento debba essere continuo e costante. È questo un motivo di fondo, di natura etica, in base al quale cerchiamo di evitare di attribuire al Governo una delega in bianco che possa modificare le regole che presiedono alla dinamica dei giochi, sottraendo al Parlamento questa importante funzione di controllo.

Nello specifico tecnico del provvedimento devo aggiungere due elementi. Mentre, per quanto riguarda l'eventualità di un aumento delle accise, noi ci troviamo di fronte ad una domanda che è inelastica, e che quindi consente di intervenire con aumenti (entro limiti modesti, naturalmente, visto che stiamo avendo anche delle difficoltà nell'aumento delle accise, perché al loro aumento degli ultimi tempi è corrisposto un forte calo dei consumi, e quindi quella che era una domanda inelastica sta diventando una domanda elastica), nel campo dei giochi abbiamo di fronte, a maggior ragione, una domanda molto elastica, per cui basta una piccola variazione del prelievo erariale unico (PREU) oppure delle condizioni che presiedono al rapporto tra la giocata e la vincita per determinare un'improvvisa caduta delle entrate. Quindi, è una domanda difficilmente gestibile al di fuori di una visione sistemica di tutti gli andamenti dei giochi. Per questo riteniamo impropria una copertura di tale natura su provvedimenti che possono capitare all'improvviso e possono avere una determinazione dell'ammontare incerta nella previsione.

In più devo aggiungere che se accettassimo il principio di introdurre una serie di coperture a valere sull'aumento del prelievo sui giochi, lo stesso gioco diventerebbe una sorta di bancomat che potrebbe dar luogo a tutta una serie di coperture future per quanto riguarda ulteriori provvedimenti di spesa.

Per questo la Ragioneria e il Governo ci tengono molto a presidiare questa posta, non perché non si possa variare l'eventuale tassazione, ma perché ciò deve avvenire nell'ambito di un ragionamento complessivo che riguarda tutto il sistema dei giochi. Quando discutiamo di questi argomenti abbiamo un convitato di pietra, rappresentato da quella parte di giochi gestiti dalla criminalità organizzata e con i quali dobbiamo fare i conti, non soltanto con un'azione di contrasto, come stiamo facendo, ma anche prevedendo un sistema di premiazioni che sia in qualche modo competitivo rispetto alla concorrenza posta in essere dai giochi illegali.

Pertanto, mentre confermo che di questo argomento ne discuteremo in modo particolare quando esamineremo il prossimo provvedimento, che, come sapete, riguarda l'accorpamento delle agenzie e quindi anche questo problema di governance dei giochi e che è all'esame del Senato, sarebbe improprio un intervento spot, come in questo caso, che prescinda completamente da una dinamica più articolata.

Sono queste le ragioni che hanno spinto il Governo a proporre un parere contrario alla Commissione bilancio e che la stessa ha accettato.

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