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Genova, nuovo regolamento giochi: contraria la Fit, Ascom chiede rimozione di tutte le slot

  • Scritto da Fm

C'è ancora molto da fare. Dopo la stesura dell'ennesima bozza del regolamento sulle sale gioco e i giochi leciti, e in attesa della prossima, preannunciata da Giampaolo Malatesta, presidente della Commissione Affari Generali del Comune Genova, a parlare sono gli esercenti, intervistati da Gioconews.it in merito alle nuove norme che approderanno martedì prossimo al Consiglio comunale di Genova.

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"Con queste regole – afferma Giorgio Pastorino, presidente della Federazione Italiana Tabaccai di Genova e vice presidente nazionale del Sindacato Totoricevitori Sportivi - sfido chiunque a poter aprire un punto vendita di gioco lecito in tutta la città. Siamo molto preoccupati per l'avanzata della ludopatia ma con questa intransigenza si rischia di mandare in fumo 10 anni di lotta all'illegalità e, di certo, se chiuderanno tutte le sale non credo che diminuiranno i giocatori". Poi prosegue. "Noi siamo concessionari diretti dello Stato, e non è corretto intervenire su di noi. Come Federazione Tabaccai, vorremmo che le rivendite non fossero considerate nel regolamento comunale e che il Comune non intervenisse sulle licenze già rilasciate (il semplice cambio degli apparecchi o la richiesta di trasferimento del locale in caso di sfratto vengono considerate 'nuove autorizzazioni', ndr). Proveremo ancora a spiegare le nostre ragioni, e di sicuro lo faremo dopo l'entrata in vigore del regolamento, che porterà a una pioggia di ricorsi. Ben venga una normativa locale, ma serve una supervisione nazionale, un intervento del governo".


"È ancora tutto da vedere – esordisce Silvio Seghi, Presidente Vicario dell’Associazione Bar Ascom Confcommercio Genova -, ma noi siamo concordi con le nuove regole promosse dal Comune per limitare le installazioni di slot negli esercizi pubblici. Capiamo chi le ha messe per compensare i minori introiti avuti a causa della crisi che ci ha colpiti tutti, ma noi dobbiamo essere prima di tutto gestori, baristi".
In particolare, Seghi chiede al Comune di "dare incentivi, premi, magari una riduzione delle tasse sulle insegne e l'occupazione di suolo pubblico a chi toglie gli apparecchi da gioco dai propri locali; per i tabaccai, andrebbe limitato il numero degli apparecchi che è possibile installare, in base alla metratura delle rivendite".
Con l'occasione, prosegue Seghi "dovrebbero esserci anche maggiori controlli nelle sale Vlt, che danno da mangiare e bere ai giocatori senza emettere scontrini fiscali. Andrebbero perseguite per concorrenza sleale, evasione fiscale e d'iva, oltre che per riciclaggio di denaro, Inoltre, andrebbe messo l'obbligo di registrazione all'ingresso, per evitare vi entrino anche i minori".

Intanto, per venerdì 19, è in programma un incontro fra Bar Ascom Confcommercio e la Federazione Tabaccai, proprio per elaborare una linea comune da sottoporre al Comune. "Il nostro unico fine – conclude Sechi - è solo arginare il dilagare del gioco, senza dimenticare che il primo sponsor di tutto questo è lo Stato".

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