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Passamonti (Sgi): "Concessionari disponibili a valutare ipotesi transattive, ma non nei termini del decreto Imu”

  • Scritto da Sm

“In occasione dell’audizione tenutasi oggi presso le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera abbiamo consegnato un sintetico memorandum (allegato a questo comunicato) che ricostruisce in maniera completa la vicenda legata al contenzioso avviato dalla Corte dei Conti che dal 2007 investe i dieci concessionari slot”, dichiara Massimo Passamonti Presidente di Confindustria-Sistema Gioco Italia.

“In questa sede abbiamo rimarcato che non si è mai parlato di evasione fiscale e che il Tar prima ed il Consiglio di Stato poi hanno annullato tutte le penali convenzionali irrogate dai Monopoli nella vicenda in esame. Il giudice amministrativo ha accertato, infatti, l’assenza di qualunque responsabilità e la buona fede dei concessionari riguardo ai presunti ritardi nell'avviamento dell'attività e nella connessione degli apparecchi da gioco alla rete e l'insussistenza di inadempimenti imputabili ai concessionari. E ciò anche con riguardo alla cd "quarta penale" (quantificata complessivamente in circa 70 milioni di euro) riguardante i livelli di servizio che dovevano essere rispettati per la connessione degli apparecchi: lo stesso Tar in data 20 febbraio 2013 ha annullato - per le medesime ragioni - anche quest'ultima sanzione. Resta ancora aperto il contenzioso con la Corte dei Conti che ha condannato in prima istanza i 10 concessionari a pagare circa 2,5 miliardi di euro. Siamo in attesa della fissazione dell'appello, ma siamo assolutamente convinti, come dimostrato in vari gradi di giudizio, che non vi sia colpa alcuna dei concessionari che, anzi, hanno contribuito a realizzare la più grande rete di connessione degli apparecchi esistente al mondo, fatto che oggi garantisce controllo del territorio e rilevantissimi introiti erariali. Durante l'audizione abbiamo altresì confermato, con riferimento alle previsioni contenute nel decreto Imu, che benché la nostra opinione sia che in appello potremmo vedere riconosciute le nostre ragioni, per chiudere questo contenzioso che da 6 anni crea enormi tensioni al settore, i concessionari sono disponibili a valutare ipotesi transattive, ma non certamente nei termini quantitativi e temporali oggi inseriti all’interno del Decreto. Le previsioni formulate sono infatti assolutamente insostenibili per i profili finanziari delle aziende potenzialmente interessate”, conclude Passamonti.

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