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Orari slot Padova, Sapar: "No al proibizionismo, per le aziende impossibile lavorare"

  • Scritto da Redazione GiocoNews

"L’ordinanza del sindaco di Padova, che limita gli orari di apertura delle sale da gioco e il funzionamento degli apparecchi anche negli esercizi pubblici, è inaccettabile, danneggia gravemente il lavoro delle aziende del gioco legale e, soprattutto, non risolve il problema della ludopatia. La nostra associazione di categoria è pronta a tutelare le imprese del settore in tutte le sedi, come ha fatto di recente a Milano". Lo dichiara Paolo Dalla Pria, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (Sapar), che rappresenta oltre 1.500 gestori e produttori di macchine da gioco in Italia.

 

 

"Ancora una volta - aggiunge Dalla Pria - assistiamo all'entrata in vigore di provvedimenti decisi senza la minima considerazione delle proposte di chi rappresenta aziende radicate nel territorio, che creano occupazione e assicurano importanti risorse per lo Stato. Il sindaco sostiene che 'una slot su tre è truccata', ma questa affermazione non trova riscontro nei dati ufficiali Aams sui controlli eseguiti in Italia nel 2013: nel corso delle 18.445 verifiche negli esercizi con apparecchi installati, sono state accertate soltanto 201 violazioni penali, appena l’1,08 per cento".


RISCHIO ASSIST ALL'ILLEGALITA' - D’accordo Mauro Vettorello, presidente della Sapar Veneto: "Pensare di contrastare il gioco d'azzardo patologico con il proibizionismo è l'approccio più sbagliato al problema. Questo provvedimento, come è accaduto in altre città e regioni, rischia di diventare un involontario assist all’illegalità, che approfitta degli spazi sottratti al gioco lecito e già prolifera con sistemi come totem e Ctd. L'unico modo per tutelare i soggetti deboli è promuovere una maggiore educazione al consumo e il gioco responsabile. La Sapar è pronta a sostenere concretamente l’amministrazione del Comune di Padova in tutte le iniziative volte a favorire una maggiore prevenzione del Gap, e per questo chiedo al sindaco Bitonci di incontrarci e ascoltare le nostre proposte. Al tempo stesso però non possiamo accettare ordinanze come quella emanata perché mettono seriamente a rischio il futuro delle imprese".

 

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