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Baretta: 'Giochi, in decreto definizione di limiti sul territorio'

Il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, fa il punto sui tempi e i contenuti del decreto che darà attuazione all'intesa sul gioco raggiunta in Conferenza unificata.

Roma - "Il decreto è in ritardo ma ci stiamo lavorando da giorni per metterlo a punto, quindi contiamo di farlo uscire a breve, già nei prossimi giorni. Il decreto riprenderà in larga parte - ma non tutta, probabilmente - la disciplina prevista dall'accordo della Conferenza unificata, traducendo così in legge i principi contenuti in quel documento, concentrandosi in particolare sulla definizione dei limiti qualitativi e quantitativi sul territorio".

 

Lo afferma il sottosegretario all'Economia con delega al gioco, Pier Paolo Baretta, nel suo intervento al convegno in corso, oggi 15 novembre, alla Camera dei Deputati, dal titolo "Gioco legale in Italia: dialogo tra imprese, parti sociali e regolatore" e che si può seguire anche in diretta streaming.

"Non nascondo che ci saranno problemi generali nel 'regolare il traffico' in questa fase, ma è una cosa di cui ci stiamo preoccupando". Secondo Baretta, "riportare il settore in una situazione di normalità è uno degli obiettivi del riordino, ben conoscendo le problematiche di tipo imprenditoriale e occupazione che riguardano l'industria del gioco. Ma questo non significa che in virtù di questi aspetti non si possa o non si debba intervenire con un piano di riordino. Nella ricerca - come ho sempre detto - di un equilibrio che eviti quindi le derive e gli eccessi che possono essere, da un lato, quelli dell'offerta e dall'altro quelli delle norme di fatto proibizioniste che si ravvisano in alcuni territori".
 
Il sottosegretario sottolinea, ancora: "L'idea di normalità che stiamo cercando di portare nel settore ci permetterà anche di affrontare la materia successivamente in maniera più seria, più chiara e anche definitiva. Preoccupandoci anche di tutto il resto, come per esempio il gioco online, e non preoccupandoci soltanto del gioco fisico. L'intesa presenta delle criticità che sono emerse più volte in queste settimane, ma anche degli aspetti molto chiari e precisi, anche perché altrimenti non avrebbe avuto senso siglarla. In primis bisogna tenere conto che abbiamo fissato dei limiti massimi di distribuzione dei giochi, ma anche dei limiti minimi, perché è evidente che in quei territori ci si è impegnati a mantenere determinati livelli. Altro aspetto cruciale è quello della distribuzione omogenea sul territorio e su questo alcuni enti locali sembrano non aver compreso che è un tema centrale. Sono convinto da sempre che il tema delle distanze rappresenti una soluzione sbagliata perché non fa altro che spostare il gioco in altre posizioni mentre la nostra scelta, cioè quella di ridurre l'offerta in generale, è più coraggiosa e più efficace".
 
Secondo il sottosegretario "il punto di conflitto è sulla possibilità o meno per Regioni e Comuni di intervenire sulla posizione dei giochi senza doverla subire dal governo. Questo può accadere, in virtù dell'accordo, ma la scelta operata non può violare i punti sopra descritti".
 
In riferimento ai territori - come Piemonte o Napoli - che sembrano agire in violazione dell'accordo, Baretta spiega che "chi deve decidere in queste ore deve tenere conto che a breve sarà approvata e diventerà legge la manovra che prevede che entro il prossimo settembre le regioni dovranno adeguare le proprie leggi. Quello che stiamo facendo, dunque, è offrire a quelle regioni un'opportunità positiva per adeguarsi alle leggi statali. Bisogna anche tenere conto che in certi territori si potrebbe configurare un rischio erariale, attivabile dalla Corte dei Conti, qualora si riducesse drasticamente la raccolta e di questo qualcuno ne dovrà rispondere. Naturalmente non auspico che questo si possa verificare, ma è uno scenario da valutare e non di poco conto".
 
 
IL NODO CASINO' - "Fermo restando che il futuro dipenderà molto dal risultato delle prossime elezioni, quello che posso dire è che ci sono molti aspetti che devono rientrare in un percorso di riordino. A partire dalla revisione sulla tassazione, con il passaggio al margine, che personalmente continuo a vederlo un passaggio utile e necessario, ma come sta emergendo in queste ore in cui se ne parla, non tutti sono d'accordo. Altro punto da inserire è quello del riordino dei casinò nel nostro Paese: nonostante siano una realtà a parte rispetto al mondo del gioco pubblico, ma si tratta di una realtà di cui tenere conto. È evidente che si tratta di luoghi in cui si gioca l'azzardo seppure in contesti più sicuri e controllati. C'è però una situazione critica nella gestione delle case da gioco attuali e per questo, a livello personale, sono stato sempre orientato a una soluzione di gestione centrale del settore, attraverso un organismo da mettere in capo ai casinò esistenti, perché anche questo rientra nelle esigenze di tutela dei consumatori e delle imprese".
 
 
IL CONTINGENTAMENTO DEGLI APPARECCHI - Tornando al gioco "pubblico", Baretta sottolinea: "Credo che ci sarà un intervento sul contingentamento degli apparecchi e questo avverrà probabilmente in un percorso misto, tra le disposizioni inserite nel decreto ministeriale attuativo della Conferenza a uno specifico decreto, ma è evidente che la disciplina si dovrà inserire e conciliare nella discussione con gli enti locali per la ripartizione del gioco.
In questo momento si sta anche modificando l'idea di base che aveva spinto il riordino relativa alla scelta delle tipologie di locali ma riguardo ai limiti, per quanto riguarda le slot, ci dovranno essere, perché 7 in un bar sono troppe, forse anche 5...".
 

LE AWP DA REMOTO - Per quanto riguarda le Awp da remoto, "direi che avremmo bisogno di una proroga visto che siamo in ritardo netto con la procedura di riordino e le Awpr che me dovevano rappresentare una prosecuzione, risentono inevitabilmente di questo ritardo. Se nel tavolo con le regioni si discuteva anche della modifica dei parametri di gioco o di altri aspetti tecnici, non potevamo certo uscire prima con delle regole tecniche sulle future slot. Ora invece saremo in grado di definire queste regole, sappiamo che i produttori indicano in un anno il periodo di tempo necessario per produrre una macchina di nuova generazione a partire dall'uscita della norma, e quindi può aver senso uno slittamento di un anno. Ma è chiaro che quell'anno di tempo dovrà servire per avviare e chiudere l'iter e far uscire quindi le prima macchine, non un anno prima di avviare la discussione".

 

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