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Screpanti (Gdf): 'Antiriciclaggio, obblighi per gestori e concessionari'

  • Scritto da Ac

Al convegno sul gioco legale alla Camera dei Deputati il generale della Gdf, Stefano Screpanti, illustra la nuova disciplina antiriciclaggio.

 

Roma - "La nuova disciplina antiriciclaggio prevede - come noto - una serie di obblighi per gli operatori che offrono gioco, lo distribuiscono o gestiscono, che interessano i concessionari di gioco online, tutti gli esercenti e gestori del gioco fisico e le case da gioco. Tali obblighi - e, in particolare, quello dell'identificazione dei giocatori e la segnalazione delle operazioni ritenute sospette - scattano in casi di vincite pari o superiori a 2000 euro (dove consentite) Sulle Vlt, per importi pari o superiori a 500 euro, e sempre in caso di operazioni sospette e quindi a rischio riciclaggio o finanziamento al terrorismo".

Lo sottolinea il generale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti, nel corso del convegno "Gioco legale in Italia: dialogo tra imprese, parti sociali e regolatore" ospitato oggi, 15 novembre, dalla Camera dei Deputati.

 

"I dati acquisiti con l'identificazione del cliente vanno conservati per dieci anni. Per chi viola le disposizioni sono previste sanzioni da millle a diecimila euro, con l'aggravante che prevede il raddoppio della sanzione in caso di violazioni gravi, reiterate, ripetute, a carico di distributori di gioco ed esercenti. Per il concessionario si applicano le norme generali ai fini antiriciclaggio con sanzioni relative su casi di non adeguata verifica, conservazione e segnalazione di operazioni sospette", puntualizza il generale.
 
 
Le segnalazioni vanno effettuate "quando i soggetti obbligati hanno motivi ragionevoli o sospetti fondati che le operazioni effettuate da un determinato giocatore possano essere praticate con scopi di riciclaggio. Le segnalazioni vanno effettuate alla Uif della Banca d'Italia, la quale a sua volta effettua delle verifiche di analisi finanziaria e successivamente a questa analisi inoltra alle forse dell'ordine i casi ritenuti meritevoli di intervento. C'è quindi un'attività pre-investigativa che succede alla segnalazione dell'operatore e già nello scorso anno sono stati valutati oltre 2300 casi. Ultimamente si stanno accentuando le verifiche relative al finanziamento al terrorismo per via della crescente attenzione generale e i confronti del fenomeno. Sotto il profilo del possibile finanziamento al terrorismo a inizio 2017 sono stati ravvisati 117 casi sospetti", conclude Screpanti .
 
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