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Legge gioco Emilia Romagna, Morigi: 'Serve confronto tra enti locali'

  • Scritto da Fm

Dibattito al consiglio comunale di Ravenna sulla delibera dell'Emilia Romagna su delocalizzazione attività di gioco, l'assessore Morigi chiede confronto tra gli enti locali.

“Come influiranno le nuove precisazioni presenti nella delibera regionale nell’applicazione della delibera approvata dal nostro Consiglio Comunale, quante sale ricadenti all’interno dei limiti in cui vige il divieto hanno scelto la chiusura e quante invece hanno scelto di delocalizzare in aree più distanti dai luoghi sensibili nel nostro Comune? Sono emerse le particolari esigenze nel nostro comune per le quali ad alcune è stata o sarà concessa una proroga di ulteriori sei mesi e cosa è emerso dalle verifiche dei luoghi in cui sono stati installati apparecchi da gioco? È possibile già avere un’idea dell’impatto delle suddette delibere sul nostro territorio in termini di numero di sale presenti e di apparecchi installati?”.

 

Sono le domande poste dal consigliere Massimo Manzoli, capogruppo di Ravenna in Comune, al consiglio comunale tenutosi ieri, 5 febbraio, nell'interrogazione presentata in merito all'attuazione della delibera approvata dalla giunta regionale dell'Emilia Romagna che precisa i tempi per la delocalizzazione delle attività di gioco. 
Accusata da operatori del settore e associazioni di “creare confusione”.
 
A rispondere all'interrogazione di Manzoli è l'assessore ai Servizi sociali e alla partecipazione Valentina Morigi: 'Ho chiesto chiesto al Suap, che si è occupato sia della mappatura che dell'inoltro delle comunicazioni alle sale dedicate di predisporre una sorta di relazione.
Le sale dedicate (Vlt, slot, agenzie di scommesse, negozi di gioco e sale bingo) presenti a Ravenna sono 31. Di questi, 26 sono gli esercizi distanti meno di 500 metri da un luogo sensibile. Di queste 26, due risultavano già cessate al momento dell’inizio dell’invio dei procedimenti da parte della nostra Amministrazione.
Quindi di fatto gli avvii di procedimento sono stati in totale 24: gli avvii sono stati notificati dal 9 di agosto al 20 settembre 2018.
Gli avviati procedimenti di chiusura hanno generato diverse tipologie di attività di partecipazione diversificate relativamente a 16 attività. In buona sostanza, le reazioni delle sale dedicate alle nostre notifiche sono state diverse.
Sono pervenute richieste di nuove misurazioni, questo è previsto dalla normativa e le nuove misurazioni devono essere realizzare in contraddittorio. Siamo stati raggiunti da atti di costituzione in mora con contestuale diffida e significazione. Ci sono state recapitate memorie di partecipazione al procedimento e richieste di sospensione del procedimento in attesa della definizione di giudizi già promossi al Tar dell’Emilia Romagna.
È stato presentato anche un ricorso formale relativo a tre punti esclusivi di gioco contro il Comune di Ravenna con una contestuale richiesta di risarcimento del danno.
Con un'ulteriore comunicazione il 4 dicembre uno dei titolari raggiunti – uno dei 24 - ha deciso semplicemente di cessare l’attività.
La recente delibera della giunta regionale prevede che ci siano sei mesi per l’adozione del provvedimento di chiusura da parte dei Comuni, che questi sei mesi decorrano dalla data di ricevimento della comunicazione di avvio del procedimento. Il che significa che i termini dei sei mesi scadranno dal 9 di febbraio al 20 marzo, avendo il Suap inviato gli atti di notifica dal 9 agosto al 20 di settembre.
Quindi, cosa accadrà allo scadere dei termini lo scopriremo solo vivendo.
Sempre nell'ambito della delibera della giunta regionale, al fine di procedere con la delocalizzazione delle sale da gioco e delle sale scommesse agli esercenti che intendono proseguire la propria attività in zone non soggette a divieto è concessa un’ulteriore proroga sino ad un massimo di ulteriori sei mesi.
Ovviamente, noi ancora in questa situazione ancora non ci siamo.
Ovviamente, stante la precisione con cui la delibera di giunta regionale indica la necessità che le richieste di ulteriore proroga vengano sostanziate e significate in maniera precisa e puntuale, a questo riguardo si cercherà di affrontare, di richiedere tutti gli atti che dovranno essere prodotti.
Ma c'è un altro tema: affrontare questa partita a livello regionale. Cosa è rilevante e cosa non lo è? Quand'è che una richiesta che arriva per la concessione di un'ulteriore proroga dei sei mesi può diventare rilevante agli occhi di un ente locale, a Ravenna, e magari non lo è a Rimini e a Forlì?
Se il provvedimento è regionale noi come ente locale intendiamo coinvolgere nel dibattito almeno anche gli enti locali della Regione così per avere ai fini di un'eventuale esposizione al Tar un atteggiamento omologo in tutto il territorio”.
 
Nella replica, il consigliere Manzoli ha aggiunto: “Il chiarimento della Regione in realtà non è un chiarimento rilevante per i Comuni, va a creare un'ulteriore confusione per tutto quello che è la possibilità di applicare il procedimento. Quindi tutte le critiche che erano emerse nei confronti di questa nuova delibera regionale tutto sommato erano condivisibili e vediamo nei prossimi mesi come si potrà risolvere la questione”.
 
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