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Agcom: 'Linee guida pubblicità gioco, prima bozza a metà marzo'

  • Scritto da Fm

L'Agcom fa il punto sulle linee guida per l'attuazione del divieto di pubblicità al gioco, la prima bozza dovrebbe essere sottoposta ai commissari a metà marzo.

 

“Le linee guida dovranno essere approvate dal Consiglio di Agcom in una delle prossime riunioni, è possibile che una prima bozza venga sottoposta alla valutazione dei commissari a metà marzo. Una volta approvate dovranno prevedere un periodo per consentire alle imprese di adeguarsi e allineare la comunicazione a quanto ivi previsto”.

È la direzione dell'Agcom - Autorità Garante delle comunicazioni, a svelare a Gioconews.it il cronoprogramma per il varo delle attese linee guida per l'attuazione del divieto di pubblicità al gioco previsto dal decreto Dignità, dopo la serie di audizioni degli operatori del settore e della comunicazione tenutesi nelle scorse settimane.

 

“Le audizioni sono andate bene, sono state 29 a fronte di 43 contributi ricevuti (alcuni non hanno chiesto audizioni)”, fanno sapere ancora dagli uffici dell'Autorità.
 
Oggetto del contendere principale il “confine” tra il diritto di informazione e la pubblicità vera e propria, che ha portato notevoli dubbi riguardo alla liceità dell'esposizione della cartellonistica sui prodotti di gioco e sulle vincite nei locali con offerta di gioco, delle insegne pubblicitarie come pure della comunicazione a mezzo stampa e web, anche quella b2b, pensata specificatamente per il business.
 
Proprio nel corso delle audizioni, a questo riguardo, tanto la Federazione italiana tabaccai quanto Sistema gioco Italia hanno chiesto di escludere dal divieto la pubblicità informativa, la pubblicità indiretta come product placement, le sponsorizzazioni verso le organizzazioni non profit, nonché la stampa specializzata del settore.
Tutto dovrebbe essere chiarito nel giro di poche settimane, quindi.
 
“Agcom, in quanto investita del potere sanzionatorio, dovrà accertare che la fattispecie segnalata sia in violazione del dettato legislativo: quindi ha il potere di qualificare la fattispecie (è richiamata la legge 689/81)”, dicono ancora dalla direzione. Quanto allo spazio regolamentare che può avere l'Autorità, gli uffici ricordano che “la norma, poi, è generale e dunque va declinata”.

 

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