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Crisi di governo: la conferenza dei Capigruppo parlamentari

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Oggi la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari convocata dal Presidente del Senato, Elisabetta Casellati sulla crisi di governo: in diretta su GiocoNews.it

Oggi è il giorno della verità per il governo gialloverde dopo la crisi aperta dal vice premier Matteo Salvini e la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte il quale, come noto, ha chiesto l'intervento del Parlamento senza pensare alle proprie dimissioni. Da qui la convocazione della Conferenza dei Capigruppo da parte della presidentessa del Senato, Elisabetta Casellati, per questo pomeriggio.

COME FUNZIONA E COSA PUO' ACCADERE - La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, presieduta dal Presidente del Senato, si riunisce con la presenza dei Vice Presidenti e con l'intervento del Governo e ad essa compete la programmazione dei lavori. A tal fine, il Presidente del Senato sottopone alla Conferenza il programma e il calendario dei lavori dell'Assemblea. Quest'ultimo reca il numero e la data delle singole sedute, con l'indicazione degli argomenti da trattare. Il programma e il calendario sono redatti tenendo conto delle priorità indicate dal Governo e dalle proposte avanzate dai Gruppi parlamentari e dai singoli senatori. Appositi spazi sono riservati agli argomenti sollecitati dai Gruppi di opposizione e al sindacato ispettivo: question time; interpellanze con procedimento abbreviato; mozioni con procedimento abbreviato; interpellanze, interrogazioni e mozioni.
Il calendario, se adottato all'unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo, assume carattere definitivo. In caso contrario, sulle proposte di modifica decide l'Assemblea.
In questo caso, la Capigruppo è stata convocata per decidere rispetto alla caduta del governo e all'ipotesi di nuove elezioni. Ma a quanto pare nessuno vuol decidere e per tale ragione è probabile il ricorso al voto finale dell'Aula.
Per l'organizzazione della discussione degli argomenti iscritti nel calendario, la Conferenza può determinare il tempo complessivo da riservare a ciascun Gruppo e stabilire la data per la votazione finale.
 
I FATTI - Questa mattina, intanto, si sono riuniti i gruppi parlamentari al Senato. E la conferenza dei capigruppo deve ora decidere quando mettere ai voti la mozione di sfiducia a Conte presentata dalla Lega. Salvini, in teoria, rappresenta la minoranza e le opposizioni temono che in mancanza dell'unanimità il presidente del Senato Casellati possa convocare l'aula già domani sera, per rimettere ai senatori la scelta sul timing della crisi. Una mossa che la seconda carica dello Stato ritiene legittimata dal Regolamento del Senato ("Non è una forzatura", dice) ma che secondo i 5 Stelle, una parte del Pd e altri, favorirebbe la parte numericamente minoritaria, quella che guarda a Salvini. E ora ci si prepara alla conta. Se i senatori di centrodestra saranno meno degli altri, le opposizioni potranno fissare la discussione su Conte attorno al 20 agosto. Altrimenti, come suggerisce Pietro Grasso di Leu, potrebbero non entrare in aula e far mancare il numero legale.
 
ULTIM'ORA (h 16.15) - È iniziata la conferenza dei capigruppo del Senato convocata per discutere della mozione di sfiducia presentata dalla Lega nei confronti del premier Giuseppe Conte. Sul tavolo anche questioni legate all'interpretazione del regolamento di fronte a divergenze sul calendario dei lavori.
"La convocazione dell’Assemblea, nell'ipotesi in cui il calendario dei lavori non venga approvato in capigruppo all’unanimità, non costituisce forzatura alcuna, ma esclusivamente l'applicazione del regolamento", aveva dichiarato stamattina la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, aggiungendo che "l’art. 55, comma 3, prevede infatti che sulle proposte di modifica del calendario decida esclusivamente l’assemblea, che è sovrana. Non il Presidente, dunque". "In un momento così delicato per il Paese, l’unico metro possibile da adottare a garanzia di tutti i cittadini è il rispetto delle regole" conclude.
ORE 16:45 - Se si votasse domani in Aula sul calendario del Senato, potrebbero essere presenti 102 i senatori del Movimento 5 Stelle su 107, 45 Dem su 51 e 12 senatori del Gruppo Misto: in totale 159 parlamentari, contro i 136 voti potenziali di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Sono questi, a quanto si apprende, i numeri aggiornati secondo i calcoli del Pd. Teoricamente, pertanto, il nuovo asse di M5s, Dem, Leu più altri del Misto, potrebbe approvare il suo calendario e programmare l'informativa di Conte non prima della prossima settimana.
 
ORE 16:57 - Mentre al Senato si svolge la conferenza dei capigruppo il vicepremier Luigi Di Maio interviene sui social: "Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi. Leggo di aperture, chiusure: il M5S vuole che si apra al taglio dei 345 parlamentari, inoltreremo la richiesta alla Camera. Non ci sono giochi di palazzo da fare, votiamo il taglio". La Lega ha "deciso di mettere a rischio l'Italia e le famiglie, un nuovo governo non potrà evitare l'Iva", sottolinea il capo politico del M5S ribadendo la sua "piena fiducia nel presidente Mattarella e nelle sue prerogative".
 
ORE 17:30 - La Conferenza dei Capigruppo ha deciso: domani, martedì 13 agosto, alle 18, si terrà la seduta per il calendario. Mentre il premier Giuseppe Conte riferirà in aula il martedì successivo, 20 agosto. 

Intanto piovono accuse e si fanno i conti. Di Maio attacca: "Salvini ha tradito gli italiani, faccia dimettere i suoi", mentre nel M5s prevale la linea anti-voto. Il Pd precetta i senatori per domani, con rientri forzati dalle ferie. Mentre impazza la polemica sulla procedura ipotizzata dalla presidenza del Senato.

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