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Legge gioco Veneto, Lanzarin: 'Tavolo tecnico al lavoro, in arrivo orari omogenei'

  • Scritto da Redazione

L'assessore alla Sanità e al sociale del Veneto, Manuela Lanzarin, replica alle critiche dell'opposizione sulla legge sul gioco, in arrivo provvedimenti sugli orari.

“La Regione ha voluto finalizzare la normativa in materia di gioco d’azzardo a tutela della popolazione, oltre che di specifiche 'fasce più deboli e maggiormente vulnerabili' individuate da studi e valutazioni fornite dai dipartimenti regionali  per le dipendenze , non solo determinando specifiche distanze minime delle sale/punti gioco rispetto a luoghi sensibili, in particolare gli istituti scolastici e i centri di aggregazione, ma anche rinforzando le fasce orarie di riduzione del gioco nel territorio regionale, tenendo presente che gli anziani e le casalinghe tendono a giocare soprattutto il mattino, i giovani  prima dell’entrata e all’uscita da scuola e gli adulti prima dell’entrata al luogo di lavoro e all’uscita dallo stesso”.

 

Così l’assessore alla Sanità e al sociale del Veneto, Manuela Lanzarin, replica alle critiche mosse dai consiglieri di opposizione e da alcuni amministratori sull’efficacia delle misure di contrasto al gioco d’azzardo previste dalla legge regionale n° 38 approvata quasi due mesi fa, ricordando che la norma interviene con misure finalizzate alla prevenzione, al contrasto e alla riduzione dei rischi del gioco compulsivo e delle problematiche azzardo-correlate, nonché sul trattamento ed il recupero delle persone che ne sono dipendenti e nel dare supporto alle loro famiglie. 
 
Tutto l’impianto normativo, ricorda, è stato sostenuto dal lavoro tecnico scientifico di specifici gruppi tecnici costituiti da personale esperto dei dipartimenti regionali per le dipendenze, oltre che da rappresentanti del terzo settore, con esperienza di attività nel trattamento del gioco patologico.
 
L'assessore quindi conclude: “la Regione intende intervenire per omogeneizzare le fasce orarie di interruzione del gioco su tutto il territorio regionale, ad integrazione di quanto già disciplinato dai regolamenti ed ordinanze già adottate dai Comuni in materia di apertura/chiusura dei punti gioco, quale misura per combattere la migrazione dei giocatori tra territori contigui, e per rinforzare gli interventi anche a carattere di prevenzione, come di riduzione dei danni e delle problematiche azzardo-correlate”.
 
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