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Emilia Romagna, Facci: 'Tutelare lavoratori e prorogare effetti legge'

  • Scritto da Fm

Michele Facci presenta emendamento alla legge di Bilancio dell'Emilia Romagna su sostegno economico a lavoratori del gioco, proroga effetti legge e modifiche a distanziometro.

Bologna - Un timido segnale di speranza per i lavoratori del gioco dell'Emilia Romagna che stanno manifestando sotto la sede del consiglio regionale durante la seduta di oggi, 3 dicembre, dedicata alla legge di Bilancio.

Arriva dal consigliere del Movimento sovranista Michele Facci che, come promesso, ha presentato un emendamento per tutelare i lavoratori del gioco penalizzati dalla legge regionale. E non solo.

"Tengo solo a precisare fin d’ora un emendamento, che ho depositato e che è già stato distribuito, che riguarda le modifiche alla legge n. 5 del 2013. È un emendamento che cerca di sensibilizzare un’amministrazione con tutta evidenza cieca e sorda a qualsiasi istanza del settore, che ha avuto su questo tema un approccio palesemente parziale e ideologico, che confonde il gioco legale con il gioco illegale e che, nella sacrosanta, lo ripeto, lotta alla ludopatia, non si accorge che occorre effettuare differenziazioni, che il primo soggetto che su queste tematiche incassa denari e non si pone alcuno scrupolo, è proprio lo Stato, a partire dal gioco del lotto e dei suoi derivati, dei gratta e vinci, e così via", rimarca nel suo intervento al Consiglio.
"L’emendamento vuole porre l’attenzione su un settore che a mio avviso è stato ingiustamente colpevolizzato nella sua interezza, senza operare, come ho detto, alcun tipo di differenziazione, e che stando alle ultime stime impiega in Regione circa 8.000 persone, che oggi rischiano di perdere il loro posto di lavoro per l’applicazione troppo severa della normativa, tra l’altro, in assenza di una legge-quadro nazionale che metta chiarezza e uniformità nel settore, per evitare sperequazioni anche a livello territoriale.
Mi riservo i pochi ulteriori interventi per dichiarazione di voto nei minuti successivi, però tenevo a precisare un emendamento che ritengo molto importante, e che dovrebbe a mio avviso ricevere una significativa, quantomeno un’apertura da parte della maggioranza, che dimostrerebbe prima di tutto sensibilità e attenzione, soprattutto rispetto al mondo del lavoro e all’occupazione che vi è dietro il settore del gioco lecito".
 
 
IL TESTO DELL'EMENDAMENTO - Secondo il testo che Gioconews.it ha potuto visionare, l'emendamento chiede l'inserimento dell'articolo 7 ter: "La Giunta regionale, con apposito atto, individua i procedimenti e le forme più idonee per impedire le gravi conseguenze occupazionali derivanti dall'applicazione della presente legge, con la quale la Regione Emilia Romagna ha disciplinato in via limitativa l'offerta di gioco pubblico nel territorio regionale.
Il provvedimento amministrativo, da adottarsi entro 120 giorni dall'approvazione della legge di modifica, potrà prevedere sia forme di sostegno economico per i lavoratori interessati, da armonizzarsi con il bilancio e con gli equilibri del medesimo, sia interventi correttivi nell'applicazione degli strumenti e dei criteri attualmente considerati, come il cosiddetto 'distanziometro', così come potrà prevedere un'eventuale proroga dell'entrata in vigore degli effetti esecutivi della normativa regionale, anche in correlazione con una nuova legge nazionale di riordino del settore".
 
 
LA POSIZIONE DEL PD - A commentare l'emendamento illustrato da Facci è Paolo Calvano, consigliere del Partito democratico. "Non lasceremo indietro nessuno. Eravamo disponibili a confrontarci, in presenza di un’azione unitaria, anche con tutte le altre forze. Perché ho detto in presenza di un’azione unitaria? Perché è ovvio che quando c’è una protesta c’è chi prova a cavalcarla, però questa norma, quella che modifica la legge sul gioco d’azzardo, e che introduce il distanziometro è stata votata da Forza Italia, da Fratelli d’Italia, dalla Lega, certamente dal Pd e dalla maggioranza e dal Movimento 5 StelleAllora, se c’è chi ci ha ripensato, perché, invece di agire senza confrontarsi, ha deciso di agire in modo autonomo, rendendo più complicata ogni decisione, rendendo più difficile ogni percorso? E mi dispiace, perché si è persa un’opportunità che noi mettevamo sul tavolo. Ma se si è persa questa opportunità per noi non significa fermarci, ma significa tenere aperto un confronto, perché in questi anni ho imparato che si possono cercare soluzioni per provare a tenere insieme tutto, la dignità e la necessità dei lavoratori, ma anche la necessità che abbiamo di agire su una piaga sociale che esiste, che c’è, che tocca migliaia e migliaia di famiglie e sulla quale non possiamo non prenderci e avere una responsabilità sociale da poter portare avanti".
 
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