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Sicilia senza legge sul gioco: Comuni avanti in ordine sparso

  • Scritto da Fm

Si fa sempre più urgente in Sicilia il sì alla legge sul gioco, mentre i Comuni continuano a varare limiti e il deputato Mario Caputo chiede alla Regione misure di sostegno sociale e sanitario.

In attesa dell'esame delle proposte di legge sul gioco l'Assemblea regionale della Sicilia torna a parlare del tema, grazie all'interrogazione parlamentare a risposta urgente in Aula presentata dal deputato regionale di Forza Italia Mario Caputo.

Il forzista porta all'attenzione del presidente della Regione Nello Musumeci e agli assessori alle Politiche sociali e alla Sanità, Antonio Scavone e Ruggero Razza, la diffusione del gioco nei comuni Bagheria e Monreale (Pa), dove gli ultimi dati parlano di una spesa complessiva di oltre 72 milioni di euro.

Per questo motivo, Caputo chiede agli assessori regionali di "predisporre progetti destinati ai comuni interessati per realizzare misure di sostegno sociale e sanitario per arginare un fenomeno allarmante ed in continua crescita" e si impegna a chiedere ai sindaci di Monreale e Bagheria di fare altrettanto "per rilanciare iniziative di carattere sociale, culturale e di vera e propria riabilitazione in sintonia con i servizi sociali e con le Asp territoriali".

L'interrogazione, senza dubbio, riporta d'attualità l'esigenza di approvare una normativa sulla materia in Sicilia, unica regione d'Italia a non averlo fatto finora. Sul tavolo il testo unificato sul Gap, frutto del'accorpamento di tre proposte, e, da qualche giorno, la Pdl di Alessandro Aricò (gruppo Diventerà bellissima) che definisce la distribuzione di sale gioco e scommesse, tutelando quelle esistenti ed obbligando i Comuni ad adeguare i regolamenti vigenti, che ha incontrato i favori degli operatori del settore
 
I Comuni, intanto, continuano a legiferare, forse nella speranza che la futura legge regionale faccia salve le regole approvate nel frattempo. Dopo Palermo e Canicattì (Ag) è la volta di Rosolini (Sr) dove il sindaco Giuseppe Incatasciato ha appena firmato un'ordinanza che vieta - fino all'entrata in vigore di apposite disposizioni regionali e/o comunali - "l'apertura di sale da gioco, sia tradizionali che Vlt e di spazi per il gioco o l'installazione di apparecchi di cui al comma 6, art.110,Tulps localizzati a meno di 500 metri misurati secondo il percorso pedonale più breve da istituti scolastici, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili, altre strutture culturali, centri ricreativi, centri sportivi frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale".
 
Tali disposizioni, chiarisce il sindaco, "si applicano alle nuove richieste di autorizzazione e ai procedimenti amministrativi la cui istruttoria sia in corso alla data della circolare del ministero dell’Interno del 21 maggio 2015 con la quale sono state emanate disposizioni applicative e procedurali riguardanti gli orari di funzionamento, le distanze minime delle sale gioco in argomento a seguito dell'Intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata del 7 settembre 2017".
 
L'ordinanza inoltre stabilisce i seguenti orari di esercizio dell'attività di sala gioco e di utilizzo degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincite in denaro collocati in altre tipologie di esercizi ex art.86 e 88 del Tulps. Le sale da gioco autorizzate (ad esclusione delle sale biliardo e bowling) possono stare aperte: da lunedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 23 nel periodo scolastico (dal 15 settembre al 15 giugno), dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 24 nel periodo non scolastico (dal 16 giugno al 14 settembre).
Gli apparecchi installati in bar, ristoranti, alberghi, tabacchi, ricevitorie, agenzie di scommesse, sale bingo e Vlt, invece potranno essere accesi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 24 nel periodo scolastico, e dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 24 nel periodo non scolastico.
 
Una babele di regole che, almeno nei primi tempi, potrebbe provocare non poche difficoltà applicative e anche nei controlli, e che rende ancora più manifesta la necessità di norme omogenee sul territorio.
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