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Covid-19: stop a sale giochi, bingo e scommesse in Lombardia e in 14 province

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il presidente Conte dispone la sospensione dell'attività di sale giochi, scommesse e bingo nella regione Lombardia e in 14 province.

Nuove stringenti misure per contenere il contagio da coronavirus, e che chiamano in causa direttamente anche il gioco. Lo prevede il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e relative alle regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Marche, insieme a 14 province. Diventano zona rossa infatti: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola.

In queste regione e province, tra l'altro, "sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonchè gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d'esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività".

Queste misure saranno in vigore da oggi, domenica 8 marzo, fino al 3 aprile.

LE ALTRE MISURE - Il Dpcm firmato nella notte prevede anche numerose altre misure di carattere sanitario, tra queste la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici e privati. Vhiusi anche gli impianti nei comprensori sciistici, i musei, gli altri istituti e luoghi della cultura, sospese le procedure concorsuali pubbliche e provate, tranne quelle in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari o telematica e i concorso per il personale sanitario. Ancora, sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centro benessere e termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi. Nella giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centro commerciali e dei mercati.
 
LE SANZIONI - “Salvo che il fatto costituisca più  grave reato - si legge nel provvedimento - il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente decreto e' punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale, come previsto dall'art. 3, comma 4, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”. Per i locali di gioco che dovessero vietare le restrizioni verrebbero revocate le licenze di pubblicar sicurezza (Tulps).
 
LE PRIME REAZIONI - Tra le prme reazioni degli operatori di gioco, quella di Pasquale Chiacchio, presidente dell'Associazioni gestori scommesse Ialia: "Chediamo lo stato di crisi del settore. Si tratta d un0emergenza che rispettiamo e condividiamo, ma il nostro è un settore imprenditoriale come tutti gli altri. Il Governo deve prevedere della manovre a sostegno delle imprese, dei provvedimenti d'urgenza, altrimenti il settore crolla e non regge più".
 
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