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Covid-19, Governo al lavoro su ulteriore credito e liquidità alle imprese

Il settore del gioco attende le nuove misure che l'Esecutivo sta studiando per sostenere credito e liquidità con il 'decreto aprile'.


Per il settore del gioco un sospiro di sollievo, in questo momento di drammatica emergenza, con le misure previste dal Dl Cura Italia al momento all'esame del Senato. Ma non bastano.

Cresce dunque l'attenzione e l'attesa per gli ulteriori interventi che il Governo sta studiando per sostenere imprese e lavoratori, tra cui, appunto, figurano a pieno titolo anche quelli del gioco.

Conferme in questo senso sono arrivate dal premier Conte.

"Siamo lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità e al credito che già, con il decreto 'Cura Italia' già adottato, è in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro. Con il nuovo intervento normativo, a cui stiamo già lavorando, confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo altrettanto significativo rispetto a quanto sin qui operato. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto". Ha detto nell'informativa al Senato di oggi, 26 marzo, tracciando gli scenari che si profilano per il cosiddetto "Decreto aprile", che dovrebbe rafforzare gli interventi del Governo a sostegno delle famiglie e delle imprese varati a marzo con il "Cura Italia", ed essere pronto più o meno entro la Pasqua, per essere operativo prima della scadenza fiscale del 16 del mese.
 
 
GLI INTERVENTI PREVISTI - Il testo, che nelle intenzioni del presidente del Consiglio dovrebbe essere il frutto di "una collaborazione ancora più stretta tra maggioranza e opposizione", dovrebbe innanzitutto garantire più liquidità alle piccole e medie imprese, a rischio collasso. Per tutelarle - aziende del gioco comprese - servono altri 15 miliardi nei prossimi tre mesi.
La strada tracciata è quella di un doppio intervento, attraverso il Fondo di garanzia e le banche.
Una preziosa boccata d'ossigeno, chiesta a gran voce anche dal comparto del gaming, che al momento - con il decreto in vigore dal 17 marzo - ha beneficiato della prroroga al 29 maggio dei termini per il versamento del Prelievo erariale su Vlt e Awp e del canone concessorio in scadenza il prossimo 30 aprile, dell'abbuono dei canoni concessori per il gioco del Bingo fino alla ripresa dell’attività, del rinvio di sei mesi dei termini per l’indizione delle gare relative all’affidamento delle concessioni, di quello previsto per l’attivazione delle nuove slot e dell’entrata in vigore del Registro unico.
Un passo importante, soprattutto alla luce della possibilità che le chiusure delle attività - sale gioco, bingo e scommesse comprese - possano protrarsi ben oltre il fatidico 3 aprile, dopo il nuovo decreto sulle misure di contenimento del Covid-19 che ha confermato le misure sul gioco e previsto che "possano essere adottate, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, una o più tra le misure previste dal decreto stesso". 
Con il nuovo decreto di aprile dovrebbe arrivare anche un maggiore sostegno per autonomi e partite Iva, dopo l'intenzione manifestata già dal ministro all'Economia Roberto Gualtieri di "affinare e potenziare” l’indennità stanziata a marzo relativamente al mese di aprile. Sul piatto anche la velocizzazione dei tempi di pagamento della cassa integrazione guadagni con causale Covid – 19 e la “disapplicazione delle sanzioni” per i ritardi dei versamenti fiscali in scadenza il 20 marzo.
 
LE RASSICURAZIONI DI CONTE - In un post sulla sua pagina Facebook poi il premier ha riassunto gli scenari attuali.
"Ho dato chiara indicazione a tutti gli uffici pubblici affinché si superino gli ordinari passaggi burocratici, si abbrevino al massimo i tempi normali. Il decreto 'Cura Italia' è stato solo un primo, pur importante, passo: oltre 11 miliardi di euro sono destinati agli ammortizzatori sociali, agli indennizzi e ai bonus in favore di autonomi e professionisti. Una prima risposta per 11 milioni di cittadini. Abbiamo esteso la Cig in deroga all’intero territorio nazionale, a tutti i settori produttivi. Da lunedì 30 marzo i datori di lavoro possono fare domanda e il bonifico arriverà direttamente sull’Iban del lavoratore. Ho chiesto al ministero del Lavoro e all’Inps di mettere in campo uno sforzo straordinario affinché i pagamenti siano attivati entro il 15 aprile e, se possibile, anche prima: voglio che siano dimezzati rispetto alla scadenza fissata. Per la Cassa integrazione ordinaria da ieri è già possibile, in tempi record, far pervenire le richieste. Le domande per i bonus e gli indennizzi saranno disponibili sul sito dell’Inps dal 31 marzo. Ai tanti autonomi, alle tante partite Iva dico con chiarezza e trasparenza: questo è solo l’inizio, stanno arrivando altre misure".
 
 
M5S CONTRO GLI "AIUTI" AL GIOCO - Mentre il Governo è al lavoro, però, c'è chi continua ad approfittare dell'emergenza per cavalcare i "vecchi temi" e puntare il dito contro il gioco. Per esempio in commissione Finanze in Senato, dove si sta esaminando in sede consultiva il disegno di conversione in legge del Dl Cura Italia, e dove la senatrice Tiziana Carmela Drago (M5S), ha espresso "forti perplessità sul contenuto dell’articolo 69 che, prorogando una serie di termini e agevolando tutti gli operatori del settore dei giochi, intervengono in una materia del tutto secondaria e marginale nel contesto della grave crisi che affronta il Paese". Più in generale - secondo Drago, sarebbe stato preferibile "indirizzare tutte le risorse disponibili verso il settore sanitario in modo da costituire un argine alla propagazione dell’epidemia".
 
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