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Provincia Trento: 'Legge gioco, concesso periodo congruo per adeguarsi'

  • Scritto da Redazione

L'assessore Failoni risponde all'interrogazione di Coppola (Futura) sull'attuazione della legge sul gioco della Provincia di Trento, rilevata bassa incidenza del Gap.

A quasi un anno dalla sua presentazione, il consiglio provinciale di Trento ha dato risposta all'interrogazione a risposta scritta presentata – il 27 settembre 2019 - da Lucia Coppola (Futura), in merito allo stato di attuazione della legge provinciale n. 13 del 2015 sul gioco, che dal 12 agosto ha sancito la rimozione da bar e tabacchi del territorio degli apparecchi che distano meno di 300 metri dai “luoghi sensibili”. 

A rispondere è l'assessore all’artigianato, commercio, promozione sport e turismo, Roberto Failoni, dopo un confronto con la “collega” Stefania Segnana, assessore alla Salute.

“La Provincia si è fatta carico in questi anni di supportare i Comuni rispetto alle varie problematiche relative all’applicazione dell’art. 5 della legge, intervenendo anche con alcune circolari pubblicate sul sito istituzionale.
Si è precisato poi che i Comuni non sono tenuti a seguire le indicazioni date dalla Provincia, in quanto altra amministrazione rispetto ad essa e sono responsabili della gestione della competenza sul loro territorio. Del resto, la LP n. 13/2015 non prevede l’obbligo per i Comuni di comunicare alla Provincia gli atti o i provvedimenti adottati, ai sensi dell’art. 5 o 10 della legge. 2. I Comuni, come sopra spiegato, non sono tenuti a trasmettere gli esiti dei monitoraggi alla Provincia e che non si hanno perciò a disposizione tali dati”, esordisce Failoni.
 
Quanto al tempo concesso agli operatori del gioco per adeguarsi alla legge, l'assessore provinciale quindi evidenzia: “L’ampio lasso temporale di cinque/sette anni decorrenti dall’entrata in vigore della legge (12 agosto 2015), previsto dal Legislatore provinciale per la rimozione degli apparecchi in questione dalle aree sensibili, ha proprio lo scopo di salvaguardare le attività economiche, agevolandone l’ammortamento e il recupero degli investimenti, nonché favorendo la riorganizzazione delle imprese commerciali e/o la loro eventuale ricollocazione in zone non sensibili. Si tratta di una prescrizione adottata quindi proprio con la finalità di mitigare le conseguenze economiche delle misure previste dalla legge”.
Una dichiarazione che sembra porre una "pietra tombale" sulle speranze degli operatori del settore di un dietrofront della Provincia, dopo quelle accese alla fine di luglio emendamento all'assestamento di bilancio della Provincia di Trento presentato da Giorgio Leonardi (Forza Italia), che aveva chiesto di   prorogare l'applicazione della legge sul gioco al 2022 (termine previsto per le sale dedicate) anche per bar e tabacchi.
 
Failoni poi si sofferma sull'incidenza del Gap nel territorio provinciale, ricordando che nel 2014 è stata condotta nel “un’indagine trasversale, nell’ambito del Progetto Pre.Gio – Monitoraggio e prevenzione del gioco d’azzardo patologico in Trentino finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, con l’obiettivo di stimare prevalenza del gioco e delle diverse tipologie di giocatore (sociale, a rischio, problematico/patologico), analizzare le caratteristiche dei giocatori, la frequenza di gioco, i giochi e luoghi preferiti, la conoscenza dei servizi, l’eventuale compresenza di altri rischi per la salute; nonché la valutazione la fattibilità e l’appropriatezza dell’inserimento di un modulo specifico sul gioco d’azzardo all’interno del questionario del sistema di sorveglianza nazionale Passi (Progressi per le aziende sanitarie per la salute in Italia) come strumento di monitoraggio del fenomeno”.
Il risultato? “L’indagine evidenzia una bassa prevalenza del gioco a rischio nella provincia autonoma di Trento, il poco tempo dedicato al gioco e la limitata conoscenza da parte della popolazione dei servizi messi a disposizione per le persone con problemi legati al gioco.
Trattandosi di dati autoriferiti, il bias della desiderabilità sociale e la conseguente sottostima del fenomeno rappresentano un limite dell’indagine. Tuttavia, indagini postali, meno influenzate dalla desiderabilità sociale, condotte su campioni di popolazione adulta, riportano prevalenze, sia a livello provinciale sia nazionale, sovrapponibili a quelle del presente studio.
Inoltre, dati preliminari di un’indagine condotta nella provincia autonoma di Trento nelle scuole secondarie di secondo grado sul consumo di alcol, sull’abuso di sostanze e sulla pratica del gioco evidenziano una bassa prevalenza di giocatori tra i ragazzi e al contempo alte prevalenze di comportamenti illeciti, come il consumo di alcol e di stupefacenti. La ridotta diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo nella popolazione consente, a livello di Asl, di stimare esclusivamente la prevalenza del gioco a rischio e non permette di sviluppare analisi statistiche e valutazioni epidemiologiche più dettagliate, volte a una migliore caratterizzazione dei giocatori”.
 
Infine, in riferimento alle iniziative di formazione e sensibilizzazione sul gioco patologico promosse a livello provinciale, l'assessore anticipa che per l’immediato futuro “è in previsione: la promozione di interventi di prevenzione con livelli di azione integrati (dipartimento di prevenzione, scuole, enti istituzionali, privato sociale accreditato, associazioni di volontariato), con particolare attenzione all'età evolutiva; l’implementazione di processi di qualità nell'ambito di diagnosi, cura e riabilitazione, con interventi multidisciplinari e di 'stepped care', rivolti a giocatori e loro familiari, con particolare attenzione a popolazioni specifiche come gli 'over 65' e le donne; il coordinamento di un gruppo di lavoro per la definizione di un Pdta (percorsi diagnostico terapeutico assistenziale) per il Gap; la valorizzazione di un modulo residenziale per giocatori, prospettando anche modelli innovativi risultati efficaci (es. percorso residenziale nel week end); la continuazione della collaborazione con l’associazione Ama di Trento”.
 
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