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Dal Piemonte alla Sicilia, gioco sotto la lente delle Regioni

  • Scritto da Fm

Questa settimana il gioco torna all'esame di consigli e commissioni in molte Regioni: Piemonte (dove le proposte sono scese a due), Lombardia, Abruzzo e Sicilia.

Entra nel vivo l'attività delle assemblee e delle commissioni consiliari delle regioni italiani – ad esclusione, ovviamente, di quelle coinvolte nella tornata elettorale ancora in corso – e si ricomincia a parlare di gioco e dipendenze patologiche, oggetto di alcune proposte di legge tese alla modifica delle normative vigenti, o, come nel caso della Sicilia, ad approntarne una in materia per la prima volta.

 

PIEMONTE A QUOTA DUE, TRONZANO "NO ALLA RETROATTIVITÀ" - Si inizia già oggi, lunedì 21 settembre, in Piemonte, dove nella seduta congiunta delle commissioni III, IV e Legalità sono state trattate le proposte di legge n° 56 (Lega), che intende salvaguardare i diritti acquisiti dei gestori, stabilendo che la normativa sulle distanze non si applica a chi operava prima del maggio 2016; la n° 53 (M5S) che opera in senso più restrittivo contro il gioco, e la n° 99 (sempre della Lega), che comunque non prevede la retroattività del rispetto delle distanze per chi aveva già installato gli apparecchi prima della promulgazione, confermando peraltro il "Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico".
Alla fine la prima proposta - a firma del leghista Claudio Leone come la terza, mentre la seconda ha la paternità del pentastellato Giorgio Bertola – è stata ritirata.
A fare chiarezza sul tema è l'assessore alle attività produttive Andrea Tronzano, che evidenzia a Gioconews.it: “L'indirizzo della maggioranza di centrodestra è chiaro e trasparente sin dalla campagna elettorale: cambieremo la legge e toglieremo la retroattività. Ci abbiamo sempre messo la faccia, subendo attacchi assolutamente fuori misura e offensivi. Andiamo comunque avanti.
Ne approfitto per informare i lavoratori del settore che giustamente sono preoccupati per il loro posto di lavoro che la politica e la democrazia hanno i loro tempi; non esiste solo chi la pensa come noi e quindi occorre rispettare il pensiero altrui. Questo dialogo però ha un tempo oltre il quale diventa insensato insistere e pertanto, siccome la nostra volontà politica è cambiare la legge, arriverà il tempo della decisione finale. Spero e credo entro la fine dell'anno.
L'unica certezza è che toglieremo la retroattività. Sul resto si agirà con buon senso e pragmatismo per tutelare la salute ma garantire gli investimenti fatti nella legalità”.
Dalla minoranza quindi arriva la voce di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte:“I nuovi dati dei Monopoli di Stato sui volumi del gioco d'azzardo in Italia confermano la bontà della nostra legge regionale piemontese di contrasto al gioco d’azzardo patologico, approvata nel 2016, entrata in vigore due anni più tardi, eppure oggi ancora sotto attacco dalla destra in Regione.
‘Lega Slot’ e ‘Fratelli di Gioco’ vogliono tornare al ‘Casinò Piemonte’ delle macchinette ad ogni angolo della strada ma, prima di cancellare la nostra legge, dovrebbero confrontarsi con gli operatori dei Serd, così scoprirebbero gli effetti positivi che ha avuto sul contrasto del gioco d’azzardo patologico – commenta Grimaldi – e, da questo punto di vista, la verità è incontrovertibile: in Piemonte ci sono meno macchinette per il gioco legale che in tutto il resto d’Italia. Grazie al ‘distanziometro’ nella nostra Regione c’è un locale con slot ogni 3033 abitanti mentre la media nazionale registra un 1 locale ogni 980 residenti, ovvero una proporzione 3 volte più grande, e tra il 2015 e il 2019 le slot sono diminuite sensibilmente: da 30.000 a 12.274. Con l’entrata in vigore della seconda parte della Legge nel maggio 2019 – prosegue Grimaldi – la riduzione delle occasioni di gioco è stata molto simile anche per quanto riguarda le Vlt, che hanno registrato un crollo significativo tra il primo e il secondo semestre.
Diminuire le occasioni del gioco è il presupposto fondamentale per combattere la ludopatia, perché la prossimità dell’offerta rappresenta il più importante fattore di rischio per l’insorgenza di problemi legati al gioco patologico. Meno slot, meno povertà e meno ammalati, la legge piemontese di contrasto alla ludopatia funziona – conclude il consigliere di Luv– nella nostra Regione si gioca meno che nel resto d’Italia (- 22 percento), e questo sia nei luoghi fisici sia nell’online. I piemontesi che giocano d’azzardo sono ancora troppi (il 32,7 percento) ma in numero nettamente inferiore al resto d’Italia (41,9 percento). Purtroppo con il 'riparti Slot' si saldano le promesse elettorali giocando d’azzardo sulla pelle dei più deboli”.
Durante il dibattito in commissione Luv e M5S hanno sottolineato la necessità, prima di audire le associazioni interessate sulla proposta di legge 99 (dal momento che la proposta 53 è già stata oggetto di audizioni), che siano ascoltati funzionari dell’assessorato alla Sanità, operatori delle Asl e rappresentanti dell’Ires sulla diffusione del gioco patologico e sulle ricadute dell’attuale legge sull’occupazione. E che il Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche aggiorni le commissioni sulle clausole valutative dell’attuale legge per disporre di una “fotografia” quanto più possibile aggiornata della realtà.
Per quanto riguarda la designazione dei relatori dei due provvedimenti, per la proposta di legge 53 saranno correlatori – con il primo firmatario del M5S – esponenti di Luv, Pd e Moderati e controrelatore il primo firmatario della proposta di legge 99 (Lega). Per la proposta di legge 99, invece, sarà relatore di maggioranza il primo firmatario del provvedimento (Lega) e relatori di minoranza il primo firmatario della proposta di legge 53 (M5S) ed esponenti di Luv, Pd e Moderati.
Ad esprimere un commento a riguardo è anche Giorgio Bertola (M5S). "La Lega ci riprova! Dopo aver tentato di modificare la legge piemontese sul contrasto del gioco d'azzardo patologico, inserendo emendamenti nell'Omnibus approvato questa estate (un emendamento poi ritirato, Ndr), ora la Lega porta in Commissione una nuova legge che di fatto andrà a abrogare quella attuale. Eppure sia i dati Ires che le relazioni di chi opera nei centri per le dipendenze ci dicono che l'attuale legge sta portando grandi risultati: il volume del gioco è diminuito sensibilmente rispetto alle altre regioni d'Italia dove non esistono restrizioni a tutela della salute. Significa che meno soldi vengono persi nelle macchinette e meno famiglie corrono il rischio di vivere il dramma della dipendenza patologica. È vergognoso in un momento di grave crisi economica come questo lasciare sole le famiglie e non mettere al primo posto il bene più prezioso: la salute delle persone. Difenderemo questa norma con tutte le nostre forze".
 
LOMBARDIA, GAP E DIPENDENZE IN COMMISSIONE - Spostandoci nella vicina Lombardia, il 23 settembre la commissione Sanità torna ad esaminare le Pdl n° 127 "Interventi di contrasto alle dipendenze patologiche", di Barbara Mazzali (FdI) , e n° 133 "Nuovo sistema di intervento sulle dipendenze patologiche", di Emanuele Monti (Lega), in cui si parla anche di cura e prevenzione del Gap
Mazzali chiede di “accrescere efficacia ed efficienza dell’intervento della Regione in questo ambito cruciale per lo sviluppo della Lombardia tutta e di ciascuno dei suoi territori. Il sistema si avvale di organi regionali – previsti all’art. 2 – nella forma della Consulta e dell’Osservatorio, per potenziare la governance del sistema, per funzioni di monitoraggio e consultazione, per funzioni di promozione”
Monti auspica un'azione di sistema: al centro dell'azione di cura e prevenzione delle dipendenze c'è Regione Lombardia, che promuove, disciplina e coordina le attività dei soggetti pubblici e privati accreditati operanti nel settore.
Nella sua relazione di accompagnamento alla Pdl il consigliere leghista sottolinea un dato molto significativo per comprendere la portata delle diverse dipendenze patologiche sul territorio regionale, ricordando che nel 2019 i giocatori patologici in cura in Lombardia si fermano a quota 2.613 (447 femmine e 2.166 maschi) su un totale di 49.597 soggetti fra tossicodipendenti (28.775), alcolisti (10.383) e soggetti con altre forme di dipendenza.
 
ABRUZZO, TESTO UNIFICATO PER SOSTITUIRE LEGGE VIGENTE - Nella stessa giornata, in Abruzzo la commissione Salute esaminerà il testo unificato frutto delle proposte di legge n. 73 “Interventi per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze patologiche”, a firma dei consiglieri Testa e Quaglieri (FdI), e n° 82 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”, presentata dai consiglieri Paolucci, Legnini, Pepe (centrosinistra).
Una normativa particolarmente attesa ed urgente, dopo la legge approvata nel 2013 e modificata nel 2018 ha spostato la scadenza delle autorizzazioni in essere alla fine dell'agosto di quest'anno. 
Per la formulazione del testo unificato da parte degli uffici consiliari, secondo quanto si legge nella nota informativa a corredo della Pdl, “è stato scelto come testo base quello del progetto di legge n.82/2019 (quello di Paolucci, Legnini, Pepe, Ndr) poiché, come si evince anche dal titolo 'Interventi per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze patologiche' ha una portata più ampia e generale rispetto all’altro che invece disciplina una sola tipologia di dipendenza patologica e cioè quella relativa al gioco d’azzardo collocata nel secondo dei cinque Titoli in cui si articola il p. di l. n.82/2020”.
 Nello specifico, secondo tale proposta unificata “l’autorizzazione all’esercizio di sale da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito presso esercizi commerciali o pubblici non è rilasciata nel caso di ubicazione dei locali a distanza inferiore a 300 metri, misurati in base al percorso pedonale più breve, dai luoghi sensibili”. I comuni possono individuare altri luoghi sensibili e disporre limitazioni temporali all’esercizio del gioco lecito per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica, nonché di circolazione stradale.
 
L'ORA DELLA SICILIA- Il 22 invece tocca alla Sicilia, dove l'assemblea regionale vedrà il seguito della discussione del Ddl “Norme per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo”, risultato dall'accorpamento di tre proposte -  “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico” a firma di Giancarlo Cancelleri (MS5),  “Disposizioni di legge contro il gioco d'azzardo per la protezione dei minori e le dipendenze patologiche” di Margherita La Rocca Ruvolo (Udc) e "Norme per la prevenzione e il contrasto delle dipendenze patologiche da gioco d'azzardo, abuso di alcol e droghe" di Antonio Catalfamo (FdI)  - tutte risalenti al 2019.
Il Ddl prevede il divieto d’apertura di centri di scommesse e spazi per il gioco con vincita in denaro, nonché la nuova installazione di apparecchi, ad una distanza minima dai “luoghi sensibili” - come scuole, parrocchie, caserme, strutture sanitarie, centri di aggregazione per giovani e anziani - fissata in 300 metri per i comuni con meno di 50mila abitanti e in 500 metri per i comuni con più di 50mila abitanti. Prevista anche l’istituzione dell’Osservatorio regionale sul Disturbo da gioco d’azzardo al fine di conoscere e monitorare il fenomeno e di valutare l’efficacia delle politiche messe in atto per contrastarlo. L’Osservatorio collaborerà con i competenti organi dello Stato e con le forze di polizia nella lotta al gioco illegale.
La Regione rilascerà, a cura dei Comuni, agli esercenti di pubblici esercizi, ai gestori di circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento che sceglieranno di non installare apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito il marchio regionale “Slot? No grazie!”; i Comuni possono prevedere forme premianti per chi aderisce al progetto. Spetterà ai Comuni la competenza dei controlli, tramite la Polizia locale sui locali, al fine di evitare la diffusione del fenomeno del disturbo da gioco d’azzardo e di garantire il monitoraggio.
 
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