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Covid e coprifuoco: dialogo aperto fra Regioni e Governo in vista del nuovo Dpcm

  • Scritto da Fm e Mr

È atteso per il 15 ottobre il nuovo Dpcm per il contenimento del Covid col possibile coprifuoco per i locali pubblici, dialogo aperto fra Governo e Regioni.

Arriverà o meno il “coprifuoco” per i locali pubblici, attività di gioco comprese, alla luce dell'aumento dei casi di positività al Covid-19?

È la domanda che serpeggia fra gli esercenti di tutti i settori, compresi, appunto, quelli collegati al mondo dell'intrattenimento con e senza vincita in denaro, già provati dai tre mesi di lockdown e successivamente impegnati nel rispetto delle normative con l'adeguamento dei locali, fra riduzione della capienza, sanificazione e distanziamento degli apparecchi e misurazione della temperatura ai clienti all'ingresso.

Misure che sono state confermate  nel corso della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dell’8 ottobre con l'aggiornamento delle Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative.

 

BONACCINI: “NECESSARIA AZIONE CORALE GOVERNO-REGIONI” - “Le Regioni rivendicano il ruolo istituzionale importante svolto nella gestione della emergenza Covid-19 e hanno sempre anteposto a qualsiasi polemica politica la necessità di un’attiva collaborazione con il Governo e con le Autonomie locali”, ha dichiarato al termine della Conferenza il presidente Stefano Bonaccini. “Abbiamo assunto decisioni difficili nelle fasi più drammatiche dell’emergenza dovuta alla pandemia e lo abbiamo fatto con senso di responsabilità istituzionale, impedendo così una impennata della curva epidemiologica. Ed è anche grazie al senso di responsabilità istituzionale delle Regioni che è stato possibile gestire e governare con prudenza la fase delle riaperture e la ripresa di alcune attività economiche e produttive fondamentali”. Bonaccini quindi ha rimarcato la necessità di “un’azione corale e senza dannosi protagonismi. Abbiamo chiesto e ottenuto la riattivazione della 'cabina di regia' Governo-Regioni-Autonomie locali per la gestione dell’emergenza Covid-19. Siamo disponibili a riunirci, se necessario, anche ogni giorno, ma è fondamentale preservare quel senso di collaborazione istituzionale che fino adesso ha consentito al nostro Paese di poter affrontare, con risultati positivi, questa pandemia proprio grazie all’impegno dei cittadini e delle istituzioni territoriali”. Occorre dunque – ha concluso Bonaccini – evitare dichiarazioni inutilmente divisive – quali quelle che abbiamo letto nelle scorse ore da parte di chi, peraltro, non ha responsabilità istituzionali. Ma le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del ministro Roberto Speranza (che considerano “fondamentale il lavoro con le Regioni, con cui c'è massima collaborazione”, Ndr) hanno già fatto chiarezza su questo aspetto e di questo li ringrazio".
 
BOCCIA: “NUOVO DPCM IL 15, SU ORARI ANCORA NIENTE DI DECISO” - A tentare di fare chiarezza sul tema degli orari di chiusura dei locali pubblici, e sulla possibilità di coprifuoco e di un eventuale, nuovo lockdown, è Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali e Autonomie, in un'intervista al quotidiano La Repubblica, in vista del nuovo Dpcm atteso per il 15 ottobre. Secondo quanto dichiara, ad oggi non è stato ancora “affrontato il tema degli orari dei locali. Il nodo è rispettare le distanze, chi non lo fa commette una irregolarità”. La base per la stesura del testo del Dpcm sarà il dialogo con i territori. “Ci confronteremo con le Regioni e metteremo nel provvedimento tutte le misure che servono per proteggere la salute degli italiani, lasciando che la vita delle persone vada avanti. Continuo a rivendicare il modello del regionalismo italiano, la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Rispetto agli altri Paesi siamo un’eccezione”. Infine, in relazione al rischio di un nuovo lockdown, Boccia è lapidario: “Con tutti gli sforzi che abbiamo fatto io spero si possa andare avanti convivendo con il Covid. Persino nei Paesi più in difficoltà come Francia e Spagna stanno facendo lockdown drammatici e costosi, ma limitati. Il nodo è la tenuta del sistema sanitario”.
 
LE MISURE DELLE REGIONI – Nel frattempo, le Regioni tengono botta e si limitano, nella maggioranza dei casi, ad applicare quanto finora deciso dal Governo, attuando il recente decreto legge che proroga fino al 31 gennaio del prossimo anno lo stato di emergenza, prevedendo l'obbligo di avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione, dispositivi di protezione individuale, con la possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive. Dall'Abruzzo al Veneto la maggioranza delle Regioni al momento non hanno deciso restrizioni ulteriori rispetto a quanto previsto dal Governo, limitandosi a sancire la proroga delle ordinanze regionali in vigore, fino al nuovo Dpcm. Con qualche eccezione. Ad esempio il Lazio, dove il governatore Nicola Zingaretti ha varato un “mini-lockdown” per la provincia di Latina dopo l'aumento dei casi di positività al Covid-19 del 155 percento negli ultimi 5 giorni, imponendo la chiusura dei locali pubblici a mezzanotte. 
Giro di vite anche in Campania, con l'ordinanza di Vincenzo De Luca che ha disposto la chiusura dei bar alle 23, alle 24 il venerdì e sabato.
In Emilia Romagna Bonaccini ha annunciato la possibilità di misure più restrittive in caso di particolari criticità e non esclude del tutto una chiusura dei confini regionali, avvertendo che “se necessario, si aprirà la discussione con il Governo”.
In Lombardia, seppure non sono ufficializzate ordinanze restrittive da parte del presidente Attilio Fontana, è rivolta un'attenzione particolare al capoluogo, vista l'impennata dei contagi a Milano, dove il sindaco Beppe Sala ha disposto controlli serrati, soprattutto nei luoghi della movida.
 
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