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Gdf: 'Concessionari gioco, ruolo chiave per intercettare riciclaggio'

  • Scritto da Redazione

In audizione in commissione sulle politiche Ue sull'antiriciclaggio il comandante Zafarana (Gdf) ribadisce ruolo dei concessionari di gioco per intercettare fenomeni illeciti.

"La pandemia ha favorito innovativi sistemi illegali nella fornitura di beni e servizi e nell'ottenimento delle agevolazioni a sostegno di famiglie e imprese. E ha esposto le stesse al rischio di pratiche usuraie, tutti fenomeni questi su cui la nostra attenzione è massima. In tale prospettiva sono state di grande ausilio anche le segnalazione di operazioni sospette veicolate dal sistema anti-riciclaggio che opportunamente classificate hanno consentito di cogliere significativi indici di anomalia".

Lo ha detto il comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, in audizione davanti alle commissioni riunite Giustizia e Finanze, in relazione a un piano d'azione per una politica integrata dell'Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

 

"Ho quindi disposto che venisse conferita assoluta priorità ai flussi segnaletici in argomento specie se collegati a tentativi di infiltrazione della criminalità nell'economia, di sviamento di sussidi pubblici e agli abusi di mercato. Sono quasi 2mila in pochi mesi i contesti su cui si sono già sviluppati o sono in corso mirati approfondimenti".
 
Il comandante generale della finanza ricorda alle commissioni che il “Piano d’azione per una politica integrata dell’unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo” presentato dalla Commissione europea ed adottato con la risoluzione del Parlamento europeo lo scorso mese di luglio, volto a potenziare ulteriormente il contrasto da parte degli Stati membri al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, pone un “obiettivo che assume ancor più importanza strategica alla luce dello stanziamento delle ingenti risorse pubbliche da parte dell’Unione europea per superare le difficoltà provocate dalla pandemia, in quanto l’elevato rischio d’infiltrazione della criminalità economica ad esso connesso - e da più parti segnalato - richiede una 'rafforzata' vigilanza sui movimenti di denaro, che se non monitorati adeguatamente potrebbero alimentare forme di arricchimento illecito, con la conseguente alterazione del corretto funzionamento dei mercati”.
 
La disciplina, rimarca ancora Zafarana, “pone poi a carico di determinati soggetti privati alcuni fondamentali obblighi (adeguata verifica della clientela, conservazione dei documenti e delle informazioni, segnalazione di operazioni sospette), modulati in funzione delle caratteristiche delle diverse categorie coinvolte, che tendono a promuovere una conoscenza effettiva della clientela e ad assicurare la tracciabilità delle operazioni, in un’ottica chiaramente strumentale all’individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo. La platea dei soggetti obbligati al rispetto di tali adempimenti si è andata progressivamente ampliando, fino a ricomprendere, oggi, oltre alla tradizionale categoria degli intermediari bancari e finanziari, una parte significativa di operatori non finanziari (concessionari di gioco, società di trasporto valori, prestatori di servizi relativi all'utilizzo di valuta virtuale, ecc.) E professionisti giuridico – contabili (notai, commercialisti e avvocati). Si tratta, in estrema sintesi, di soggetti che agiscono in posizioni chiave per intercettare possibili fenomeni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Principio cardine del sistema è l'approccio basato sul rischio, che deve orientare tanto il comportamento dei soggetti obbligati, quanto l'azione delle autorità”.
 
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