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Fi, Fdi e Iv: 'A Gioco fermo corre l'illegalità', pressing per riaperture

  • Scritto da Mr

I due rami del Parlamento si muovono a tutela del gioco legale e dei 150mila lavoratori del settore, spinta bipartisan sul Mef per riaperture e costrasto a Gap e illeciti.

'Il telefono verde nazionale per le problematiche legate al gioco patologico, dell’Istituto superiore di sanità, non smette di suonare, dimostrando come ci sia una rivitalizzazione dell’offerta di gioco illegale e, conseguentemente, del fenomeno della ludopatia, resa più evidente durante il periodo di lockdown'.

La denuncia arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni del direttore generale di Adm marcello Minenna in diretta tv, da ben tre parlamentari di altrettanti partiti politici che chiedono tutele per il settore, repressione delle iniziative malavitose nella raccolta del gioco e iniziative per contrastare il Gap che minaccia la salute pubblica.

Sul tavolo del ministro dell'Economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, calato un tris di interrogazioni: due provenienti dalla Camera e in particolare firmate dai deputati Massimo Ungaro (Iv) e Marco Osnato (Fdi); dall'altro ramo del Parlamento ad alzare uno scudo protettivo sul settore del gioco è il senatore Marco Perosino (Fi).

Gli esponenti delle forze di Centrodestra in questione, senza indugio, chiedono la riapertura delle sale da gioco "posto - scrivono - che è dimostrato che il virus non si diffonde in tali luoghi".

In tutti e tre gli atti parlamentari sono riportati i dati dell'azione messa in campo da Copregi (Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale) in più di 50 capoluoghi di provincia, controllando 250 sale illegali e comminando sanzioni per oltre 1 milione di euro; numeri utilizzati per dimostrare quanti e quali siano gli effetti di una così duratura chiusura delle sale scommesse, slot, bingo e le postazioni videolottery in bar, ristoranti e tabaccherie.

Effetti sociali ed economici: "La situazione del settore - si legge nell'interrogazione dell'onorevole Ungaro (Iv) è critica e a rischio ci sono 150.000 posti di lavoro, tra dipendenti dei concessionari e lavoratori dell’indotto, appena terminerà il blocco dei licenziamenti, mentre il rischio occupazionale potrà interessare più di 30.000 addetti impiegati nella distribuzione fisica del gioco".

"Stando ad un articolo del quotidiano La Stampa del 5 gennaio 2021 - riportano il deputato Osnato (Fdi) e il senatore Perosino (Fi) nelle proprie interrogazioni - è stato registrato un drammatico calo dei ricavi per gli operatori del gioco fisico (-43 per cento complessivo e -60 per cento per il settore retail). Tale situazione ha determinato un'enorme diminuzione delle entrate erariali: considerando la chiusura dei punti gioco per quasi 6 mesi, nel corso del 2020, la stima dei ricavi fiscali per lo Stato (complessivo per i due canali fisico ed online) sarà inferiore a 7 miliardi di euro (circa 4,5 miliardi di euro in meno rispetto al 2019).

Tale calo di circa l’80 per cento è imputabile alla perdita di gettito registrata dal canale retail (sale gioco, agenzie di scommesse e Bingo); ad avviso dell’interrogante, il Governo non ha per nulla tutelato gli oltre 150 mila posti di lavoro, tra dipendenti dei concessionari e lavoratori dell’indotto, che gravitano attorno al settore del gioco pubblico. Il rischio di veder scomparire tutti questi posti di lavoro, dopo la fine del blocco dei licenziamenti e l’inizio delle chiusure di sale scommesse, sale giochi, bar e tabaccheria è enorme".

Ungaro in particolare chiede al ministro Gualtieri "quali iniziative intenda adottare per mettere al sicuro un settore già in precedenza vessato enormemente e soggetto ad una serrata che dura da 190 giorni, coinvolge 150 mila lavoratori e tremila aziende, specializzate, che contribuiscono in maniera determinante al bilancio dello Stato; quali iniziative si intendano adottare, per quanto di competenza, per arginare il fenomeno del gioco illegale che danneggia ulteriormente gli operatori del gioco pubblico e minaccia la salute pubblica".

Osnato e Perosino, come anticipato, "quali iniziative il Governo intenda adottare per tutelare i lavoratori del settore gioco pubblico e garantire, quanto prima, la riapertura dei luoghi adibiti al gioco legale, posto che è dimostrato che il virus non si diffonde in tali luoghi, assicurando tutte le misure necessarie di protezione per la salute".

LE RECENTI MISURE DISPOSTE - L’articolo 69 del decreto-legge «Cura Italia» ha sancito la proroga del versamento del prelievo erariale unico e del canone accessorio sugli apparecchi cosiddetti Amusement with prizes (Awp o new slot) e Video lottery terminal (Vlt), del canone per la concessione della raccolta del bingo, nonché la proroga dei termini per l’indizione, da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, di una gara per una serie di concessioni in materia di apparecchi da divertimento e intrattenimento e gioco a distanza, la proroga dei termini per l’indizione di gare per le scommesse e il bingo, del termine per la sostituzione degli apparecchi da gioco e per l’entrata in vigore del Registro unico degli operatori del gioco pubblico; recentemente, l’articolo 13-novies del decreto Ristori ha previsto che il versamento del saldo del prelievo erariale unico (Preu) sugli apparecchi da intrattenimento e del canone concessorio relativo al quinto bimestre 2020, con scadenza al 18 dicembre 2020, sia versato nella misura del 20 per cento; la legge di bilancio 2021 ha introdotto infine ulteriori modifiche alla disciplina del gioco legale in Italia.

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