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Crisi di governo e gioco, Conte: 'Ristori tra le sfide principali'

Uscire dalla pandemia e rilanciare l'economia, sostenendo le imprese con nuovi Ristori, Conte pronto a guidare un terzo Governo lasciando il Mipaaf: 'Renzi irresponsabile'.

Quella del decreto Ristori è stata indicata tra le sfide principali dal premier Giuseppe Conte che, nelle sue comunicazioni alla Camera, lunedì 18 gennaio, all'indomani dell'apertura della crisi da parte di Italia viva, ha chiesto la fiducia per un terzo governo che si è detto disposto a guidare, a patto che si basi sull'adesione a un progetto politico di stampo europeista, contro derive nazionaliste e sovraniste.

RISTORI - Questa, almeno a stretto giro, la misura più attesa dalle imprese del comparto del gioco schiacciate dalla pandemia, al netto delle chiusure delle attività disposte fino al 5 marzo prossimo. Come noto Il Consiglio dei Ministri, a questo proposito, ha approvato l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento per 32 miliardi di euro in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. Lo scostamento di bilancio, per quella stessa somma, dovrà passare per i due rami del Parlamento.

Ancora a proposito di Ristori, Conte nel suo intervento ha detto: "Tutta politica è stata la scelta di destinare più di 100 miliardi di euro a sostegno di lavoratori, imprese e famiglie. Abbiamo così eretto una cintura di protezione indispensabile e apprezzata anche da illustri economisti".

Tra le novità che, almeno indirettamente, hanno a fare con il gioco, c'è la volontà espressa dal presidente del consiglio dei ministri di mollare la delega Mipaaf assunta ad interim dopo le dimissioni del ministro Teresa Bellanova. Vale la pena ricordare comunque che l'ippica, gestita dallo stesso dicastero è in capo al sottosegretario Giuseppe L'Abbate. Da segnalare altresì che era invece proprio da Italia viva la proposta di una riforma dell'ippicoltura, quella della deputata Maria Chiara Gadda, per la quale erano state avviate anche numerose interlocuzioni con gli addetti ai lavori.

Lungo l'intervento del premier, a difesa dell'operato del Governo e non tenero con Italia viva, ha definito l'iniziativa di Renzi e suoi compagni di partito "irresponsabile per aver aperto una crisi incomprennsibile e priva di qualunque fondamento, che abbiamo cercato di evitare con tutte le energie possibili. Ora però la ferita è aperta e dobbiamo necessariamente voltare pagina".

Conte ha aperto a forze liberali ed europeiste elencando diverse sfide come prioritarie. Per il lavoro, per incentivare occupazione femminile e giovanile, per politiche attive; per il welfare, per neutralizzare il gap salariale di genere, per una redistribuzione di ricchezza, per una diversa gestione degli ammortizzatori sociali; per il terzo settore e l'industria per dare impulso ai settori strategici, al turismo e alla svolta green nonché alla modernizzazione del Paese.

Il tutto subordinato alla sfida delle sfide: uscire dalla pandemia. Come fatto già dal ministro della Salute Roberto Speranza, il premier ha detto che "l'Italia è prima per somministrazione dei vaccini ma c'è ancora molto da fare".

Dopo giorni di interlocuzioni, attese, indiscrezioni, sgambetti, dichiarazioni e tweet del caso, Conte si è detto pronto a guidare un terzo Governo, ma servono i numeri: i giochi sono aperti; martedì 19 previste le comunicazioni a Palazzo Madama. Intanto, di fatto, il premier si è scusato con i cittadini per la crisi di governo e per i sacrifici che ancora l'intero Paese è chiamato a fare e "responsabilmente fa, dimostrando fiducia nelle istiutuzioni".

 

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