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Gioco, Agisco contro lo stop: Tar dimezza i tempi di discussione

  • Scritto da Mr

Serie di ricorsi promossi da Agisco contro la prolungata chiusura di sale da gioco, scommesse e bingo, Tar del Lazio accorcia i tempi per decidere: nuova udienza il 10 febbraio.

Respinta la richiesta di sospendere l'efficacia dei provvedimenti che impongono la chiusura di sale giochi, scommesse e bingo su tutto il territorio nazionale, qualunque sia il colore assegnato dal ministero della Salute per fascia di rischio di contagio da Covid-19.

Sulla scorta dei precedenti provvedimenti in materia, il Tar del Lazio ha così deciso con decreti uguali per una quindicina di ricorsi, promossi dall'associazione Agisco, e presentati da altrettante imprese di settore, attraverso l'avvocato Niccolò Travia dello studio legale Francesconi di Roma. Quest'ultimo, alla luce di un'estensione della chiusura delle attività di gioco, rispetto a quanto contenuto nel Dpcm del 3 novembre 2020, aveva anche integrato i ricorsi con motivi aggiuntivi, ma rispetto alle istanze presentate al Tribunale amministrativo, ha ottenuto solo la cosiddetta dimidiazione dei termini. Il Tar cioè ha riconosciuto "motivi d’urgenza per disporre l’abbreviazione dei termini” per discutere nuovamente la questione in camera di consiglio: la nuova udienza, dopo quella di mercoledì 27 gennaio si terrà il 10 febbraio, i tempi per affrontare di nuovo la controversia davanti ai giudici sono così dimezzati.

Parzialmente soddisfatto il legale che accoglie con favore il dimezzamento dei tempi ma non esclude che "potrebbe in questo modo ottenersi solamente l'effetto di un respingimento delle richieste, con qualche giorno di anticipo". L'azione legale si concentra fra le altre cose anche sull'aspetto dei colori, tenuto conto che per i locali di intrattenimento non esiste ad oggi distinzione tra zone gialle e zone rosse o arancioni e la riapertura potrebbe avvenire solo nell'eccezionale caso in cui sussistano i presupposti per l'istituzione di una zona bianca, salvo che la riserva in capo al Governo non vada ad influire proprio sul comparto del gioco pubblico come sottolineato da As.Tro.

Nell’udienza del 10 febbraio, verrà nuovamente discussa, la richiesta di sospendere il Dpcm, a questo punto quello del 14 gennaio scorso che proroga lo stop del gioco fino al 5 marzo, di fronte all’intero Collegio della Prima Sezione del Tar del Lazio. Lunedì 8 febbraio scadono i termini per la deposizione di nuove memorie. I ricorsi sono da intendersi contro Presidenza del Consiglio dei ministri, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ministero della Salute, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato.

Gli operatori, tra le varie istanze, hanno indicato anche il risarcimento dei danni subiti a causa dello stop ed è soprattutto su questo che insisteranno. Come sottolinea il vicepresidente Agisco Maurizio Ughi "Era prevedibile che il Tar si esprimesse in questo modo. La prima udienza era programmata quando il Dpcm contestato era già superato. Con i motivi aggiuntivi abbiamo invece ottenuto la discussione della questione relativamente al decreto di gennaio e in tempi stretti. Del resto siamo ormai quasi del tutto rassegnati al fatto che non ci daranno mai una sospensiva in quanto viene concessa per motivi gravi e irreparabili, che non rientra nel nostro caso, ma a patto che le imprese danneggiate ricevano un ristoro adeguato".

Come già anticipato da Gioconews, la strategia di Agisco è tesa a dimostrare che "il Governo ha fatto un distinguo nell'ambito del settore dei giochi che gli addetti considerano assolutamente immotivato. Tutta politica - commenta Ughi - scelta di adottare due pesi e due misure". Il riferimento è alle attività di gioco in tabaccheria: "Una distinzione di prodotto della quale ancora attendiamo ragioni di natura scientifica".

 

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