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Legge gioco Provincia Trento, Cal: 'No alla modifica'

No unanime del Consiglio delle autonomie locali al Ddl del consigliere Leonardi (FI) per la modifica della legge sul gioco della Provincia di Trento, ecco il testo integrale del parere.

Il provvedimento sugli apparecchi da gioco, se approvato, vanificherebbe le attuali misure di prevenzione del gioco patologico.
Così, in poche parole, il Consiglio delle autonomie locali, ha motivato il proprio "no" al disegno di legge del consigliere Giorgio Leonardi (FI) per la modifica della legge vigente in materia di gioco nella provincia di Trento, attualmente all'esame delle commissioni consiliari dopo le audizioni con le associazioni.


Da segnalare come il Consiglio delle autonomie locali (Cal) che, pur invitato, ha comunicato che non avrebbe partecipato all’audizione sul disegno di legge e trasmesso una nota scritta all’organismo (vedi documento allegato) per manifestare l’unanime contrarietà al provvedimento.


Il presidente del Cal Paride Gianmoena avverte infatti che il Ddl, a giudizio del Cal, se approvato vanificherebbe le valide misure fin qui introdotte dalla normativa provinciale per la prevenzione del Gao del 2015, a partire dal “distanziometro” che ha portato nell’agosto del 2020 alla rimozione degli apparecchi da gioco.
 
Il via libera al Ddl allenterebbe, in sostanza, le maglie del divieto di collocare le “macchinette” a meno di 300 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili” (scuole di ogni ordine e grado, case di riposo e altri centri di aggregazione dedicati a giovani e anziani).
Per il Cal “gli attuali limiti alla possibilità di libera collocazione fisica di apparecchi da gioco con vincita in denaro, anche in zone frequentate da soggetti fragili, hanno una valenza fortemente preventiva che evita ulteriori casi di gioco patologico.
È evidente – conclude Gianmoena a nome del Cal – come un’illimitata e incontrollata possibilità di accesso al gioco accresca il rischio, di per sé già elevato, di diffusione di fenomeni di dipendenza, con conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, sia a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali, chiamati a contrastare patologie e situazioni di disagio connesse alle ludopatie”.

Concluse così le consultazioni sul provvedimento di Leonardi, il 2 marzo la IV Commissione procederà alla discussione finale e al voto.
 
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