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Vaccini, riaperture e Recovery plan: il fine mese di fuoco del governo

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

I temi in agenda nei prossimi 19 giorni sono altamente complessi e strategici: in ballo, oltre alla salute, c'è il futuro delle imprese e dell'economia: il gioco attende maggio.

 

Saranno giorni di fuoco, per il governo Draghi, quelli della seconda metà di aprile, che si conferma assolutamente strategico per il futuro del paese, che passa per la gestione dell'emergenza sanitaria e dei fondi provenienti dall'Europa. Dal piano di vaccinazione, allo scostamento di bilancio - ennesimo decreto Sostegni alla chiusura del Recovery plan, fino alle riaperture: sono questi gli appuntamenti in agenda nei prossimi 19 giorni che si rivelano tutt'altro che semplici per l'intero esecutivo. E saranno quindi un primo, vero banco di prova per la tenuta della maggioranza.

IL NODO VACCINI - Dopo aver chiarito in un’ordinanza che ora la campagna vaccinale contro i contagi coronavirus, ora ci si concentra su persone anziane e fragili, con il commissario all'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo che dopo aver annunciato un piano da 500mila dosi entro la fine del mese, ha dovuto rivedere il tiro comunicando, con una nota emessa nelle scorse ore, che “per la settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2200 punti vaccinali attivi in tutta Italia”. Ridimensionando così l'obiettivo del mezzo milione di vaccinazioni al giorno promesso per fine aprile, poiché irraggiungibile.
Anche se le Regioni si dicono pronte allo sprint necessario, allo stesso tempo mettono in evidenza che per quanti hub possano predisporre, se non arrivano i vaccini si può fare poco. Il nuovo piano vaccinale punta comunque a concludere la vaccinazione degli over 80 entro il mese corrente. A poco più di tre mesi dall'inizio della campagna, l'Italia ha vaccinato con entrambe le dosi il 38,79 percento degli over 80, mentre la prima dose è stata somministrata al 68,20 percento. Immunizzati solo 150mila su 6 milioni di 70-79enni.

IL DOSSIER RIAPERTURE  - Lo sprint sui vaccini, come noto, rappresenta una condizione indispensabile anche per le possibili riaperture, con l'ipotesi che continua a circolare di un allentamento già da aprile. In base al decreto attualmente in vigore, il Consiglio dei ministri può deliberare entro il 30 aprile un allentamento delle misure anti-contagio, ma se e solo se lo consentiranno l’andamento dell’epidemia e l’attuazione del piano vaccini. Le prossime settimane saranno quelle in cui il governo dovrà stabilire se e per quanto prolungare lo stato d'emergenza in scadenza e mettere a punto un calendario delle riaperture. Con la possibilità che in settimana si tenga anche la cabina di regia (guidata dal premier, con i ministri Speranza e Gelmini, oltre ai rappresentanti dei partiti di maggioranza) per valutare un eventuale allentamento delle restrizioni prima della fine di aprile, in caso di miglioramento dei dati. “Vogliamo riaprire il Paese in sicurezza - ha chiarito la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini - in questo mese abbiamo riaperto le scuole, fatto ripartire i concorsi, maggio deve essere il mese della riapertura delle attività economiche e ci auguriamo, ovviamente sulla base dell'andamento dei contagi e delle vaccinazioni, che si possa aprire qualcosa già dal 20 aprile”.
La scelta della cabina di regia si baserà sui dati emersi dal prossimo monitoraggio settimanale dell’Iss (Istituto superiore di sanità), atteso per venerdì 16 aprile. Se non fossero state vietate le zone gialle dall’ultimo decreto, cinque regioni (Alto Adige, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise) avrebbero potuto riaprire bar e ristoranti a pranzo già da oggi. Mentre il gioco pubblico, come noto, non ha mai ottenuto il via libera neppure in zona gialla – come continuano a chiedere le categorie – e, addirittura, neppure in zona bianca, come accaduto in Sardegna. Ma si tratta di uno dei temi da ridiscutere e che potrebbe cambiare già a partire da maggio. Anche se continua a ritenersi probabile una riapertura globale dei giochi a giugno. Tutto dipenderà tuttavia dai dati del contagio dei prossimi giorni, per valutare una ripartenza del settore a metà maggio: con un ruolo significativo che potrebbe essere giocato dai dati relativi alle festività pasquali, che potrebbero compromettere la strategia.

LE MISURE PER LA RIPRESA – Intanto domani, mercoledì 14 aprile, il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il Documento di economia e finanza (Def) e il nuovo scostamento di bilancio con la richiesta alle Camere di autorizzazione a finanziare il nuovo decreto Sostegni, atteso prima della fine del mese (allo stato attuale la previsione è per il 24 aprile), ricorrendo ad altre risorse in deficit. Il nuovo provvedimento, che ha l'obiettivo di dare fiato alle attività ancora a terra per la crisi e imprimere una spinta alla ripartenza, dovrebbe contare su una dote di 40 miliardi di euro. Con i tecnici che lavorano da tempo alle misure da inserire nel decreto, mentre i partiti premono per ottenere più risorse possibili (la Lega ha chiesto esplicitamente almeno 50 miliardi).
Lo scopo dichiarato è quello di dare fiato alle aziende in difficoltà a causa delle restrizioni imposte dalla curva dei contagi anche ad aprile, senza “creare false illusioni ma intervenendo con tempestività per garantire l'erogazione dei rimborsi e insieme porre le basi per quella ripresa che potrà prendere slancio solo quando la campagna vaccinale avrà messo in sicurezza il Paese”, spiegano dal governo. Tuttavia il puzzle che il ministro dell’Economia Daniele Franco è chiamato a comporre non è semplice, perché le nuove stime di Pil, debito e deficit da inserire nel Def vanno calcolate alla luce del nuovo indebitamento “extra” necessario per attenuare con un nuovo decreto per le imprese i danni economici della pandemia.

RECOVERY PLAN ENTRO FINE MESE – Ma il tema centrale continua ad essere il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) da circa 200 miliardi, che rappresenta l'altro grande dossier che Draghi ha sul tavolo in questi giorni: l'obiettivo è inviare il piano a Bruxelles non oltre il 30 aprile, dopo averlo illustrato alle Camere (le comunicazioni di Draghi alla Camera saranno il 26 e 27 di aprile), ma la definizione dei progetti è ancora in corso, sia per la difficoltà a far quadrare i conti rispetto alle richieste dei ministeri, sia perché su alcuni punti si è scelta una “forte discontinuità” rispetto alle bozze del governo Conte.

 

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