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Pdl gioco Piemonte: secondo giorno di 'confronto' e stesse polemiche

  • Scritto da Fm

Al Consiglio del Piemonte proseguono la discussione sulla Pdl sul gioco che si propone di eliminare la retroattività della normativa vigente, la melina dell'opposizione e le polemiche.

Secondo giorno di consiglio regionale del Piemonte dedicato alla discussione sulla proposta di legge per la modifica della normativa sul gioco del 2016 e in particolare alle richieste di sospensiva, ben diciotto tra quelle di legittimità costituzionale e quelle di merito, tutte infine respinte e con l'aggiornamento dei lavori, per l'esame delle questioni preliminari, a una prossima seduta.

Dopo il lungo confronto-scontro di ieri, 14 aprile, con la minoranza tesa a bloccare l'esame del testo - ripresentato dalla maggioranza poco prima dell'inizio della seduta con molti emendamenti - con una serie di richieste di sospensiva che si sono succedute fino alle 20.

Toccando i temi più disparati: dall'assenza di alcuni assessori (e del presidente Alberto Cirio) al mancato passaggio del testo all'esame del Consiglio per le autonomie locali ed una valutazione sui numeri degli effetti della legge, dalla necessità di audire Sert ed Asl a quella di un confronto sulla campagna vaccinale (alla luce della presenza a Torino del commissario per l'emergenza Covid Francesco Figliuolo) e sui progetti in campo per il Recovery, passando per la richiesta di occuparsi del disagio giovanile aggravato dalla pandemia e di trattare la proposta di legge sulla valorizzazione della canapa.

Tema, quest'ultimo, che ha scatenato delle parallele polemiche sui social, in merito alle prese di posizione del consigliere Diego Sarno (Pd) in favore della coltivazione di questo tipo di pianta - "che può offrire opportunità nuove per i piemontesi, per gli agricoltori e non solo" (ha detto nel corso del dibattito). Una pratica senza dubbio nobile, visti i molteplici usi e le positive ricadute occupazionali che potrebbe avere, ma che va di pari passo -  come da post sponsorizzati su Facebook - della "promozione" della cannabis legale. Di pari passo con il proibizionismo chiesto nei confronti del gioco legale. Adottando due pesi e due misure, come si suol dire.
 
A far discutere anche le diverse "rappresentazioni" date, sui social e non solo, del sit-in organizzato dai sindaci di alcune città del territorio e dai rappresentanti di Cgil ed associazioni come Libera al Movimento dei focolari e Acli nella torinese piazza Castello, in concomitanza con la seduta del Consiglio. Con la pubblicazione di immagini prese da prospettive diverse che hanno generato impressioni differenti sulla reale affluenza dei manifestanti. Su tutte, quella diffusa dal deputato leghista Alessandro Benvenuto, già presidente della VIII commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici ed ex consigliere regionale del Piemonte, secondo il quale "la foto della manifestazione dimostra il totale scollamento tra l’alleanza giallorossa e la realtà". Commento che non ha mancato di scatenare critiche anche in Consiglio.
 
Polemiche che sono proseguite fin dalle prime battute della seduta odierna. Come ieri, anche oggi l'opposizione non ha mancato di criticare l'assenza del governatore Alberto Cirio e di un terzo della Giunta. Chiedendo "rispetto verso il Consiglio e le forme della democrazia, ed un confronto nei luoghi istituzionali". Ed evidenziando "la mancanza di una linea condivisa della maggioranza" sulla legge sul gioco, con il richiamo alle differenti sensibilità sul tema mostrate da Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. Oltre a criticare "la sanatoria" che passerebbe per le sale scommesse, discriminando le attività che, nel rispetto della legge, si sono già delocalizzate, sfruttando i 5 anni di tempo messi a disposizione dalla normativa.
 
Fuori tema, anche per il presidente del consiglio regionale Stefano Allasia (che l'ha ritenuta "inaccettabile" e ha invitato ad entrare nel merito della legge), la pregiudiziale avanzata dall'ex governatore Sergio Chiamparino, che ha chiesto di non discutere la Pdl n° 99, ma di preferire che la Giunta venga in Aula per chiarire lo stato dei lavori della Tav, riferendo sulle tempistiche, i ritardi dei lavori, in quanto "si tratta di un'opera strategica per il futuro del Piemonte", al contrario delle attività di gioco.
Allasia quindi ha sottolineato la "pratica ostruzionistica" messa in atto dall'opposizione con la presentazione di migliaia di emendamenti - ben 60mila, cifra che comporterebbe circa 130-150 sedute d’Aula per essere votata, bloccando i lavori per oltre 6 mesi, riunendosi tutti i giorni  - ed il ricorso pretestuoso allo strumento delle "pregiudiziali", in violazione del regolamento, invitando tutti ad entrare "nello specifico della legge" e rimarcando che "non si può richiedere una sospensione per discutere di altro".
 
Nonostante questo, le pregiudiziali non sono finite. A presentarne un'altra il consigliere Sean Sacco (MS5) per il quale l'approvazione della Pdl n° 99 sarebbe in contrasto con l'articolo 32 della Costituzione ("La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività", Ndr), con importanti effetti sulla salute delle persone in un momento di grande vulnerabilità come quello della crisi generata dalla pandemia di Covid. In suo sostegno sono intervenuti Giorgio Bertola (M5S) e Marco Grimaldi (Luv), evidenziando che "una parte della legge che si vuole cancellare non è stata ancora applicata del tutto" e "non è stato neppure esercitato il previsto controllo sanitario", mentre la maggioranza "vuole fare una sanatoria".
 
Un'altra pregiudiziale, a firma di Bertola, verte sulla retroattività della legge, in quanto la normativa del 2016 ha dato dei tempi di adeguamento, scaglionati nel tempo. Secondo il consigliere ad introdurre una retroattività invece sarà proprio la Pdl n° 99, con norme valido "a posteriori" per le attività di gioco. A tal proposito, per Canalis "così come proposta, tale legge sarebbe esposta ad un'impugnativa certa", fatto che rende ancora più necessario un confronto in commissione sul testo. Per Disabato, poi la proposta della Lega "è stata pubblicizzata male dalla maggioranza", "non si basa su motivazioni reali" ed "è stato dato già molto tempo agli esercizi per adeguarsi alle norme". Per Frediani "è il caso di analizzare lucidamente il testo per correggere quella che potrebbe essere una direzione sbagliata".
Grimaldi quindi ha chiesto "la sospensione della discussione per 24 ore o fino a martedì prossimo", rimarcando che "la vera retroattività potrebbe essere cambiare le carte in tavola per chi ha già chiuso" e che è necessario un ulteriore confronto, con altri pareri tecnici.
 
Con un'altra pregiudiziale Disabato ha sottolineato la necessità di riflettere dell'impatto della Pdl n° 99, se approvata, sui territori, e di dare ascolto alle istanze dei Comuni, rappresentati dai sindaci scesi in piazza ieri a Torino ed autori di tante mail inviate ai consiglieri. "Non potete ignorare gli appelli che ci stanno inviando. Direi che è una buona ragione per interrompere l'iter di questa proposta di legge". Bertola invece ricorda che la "legge del 2016 è stata chiesta proprio dai sindaci in difficoltà, che avevano avanzato in materia una propria proposta normativa. È imperdonabile che la Pdl li escluda".
 
Diego Valle pone un'altra pregiudiziale, richiamando il contrasto della Pdl con l'articolo 3, comma 2 della Costituzione ("È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese", Ndr). "Si dà allo Stato possibilità di fare regole diverse per fattispecie simili, e venendo alla legge, concedendo l'installazione di apparecchi da gioco andiamo a produrre sui diversi strati della popolazione effetti differenti, a seconda del grado di istruzione, possibilità economiche, sociali, di censo. Chi ha meno risorse a disposizione si pone a un rischio di perdita maggiore. Il legislatore cinque anni fa ha fatto bene e limitarne il numero, e a dare tempo alle imprese per adeguarsi, ma devono essere tutelate le persone fragili che non hanno strumenti per farlo". Molti i consiglieri che si sono accodati postulando "la violazione del principio di uguaglianza", sia nei confronti delle imprese che si sono già adeguate alla legge sia verso i cittadini che hanno meno strumenti per difendersi dal Gap.
 
Alla ripresa dei lavori, dopo pranzo, Domenico Ravetti (Pd) ha proposto la sua pregiudiziale citando il "danno che causerebbe la legge agli operatori che si sono adeguati al distanziometro", con una Pdl, la n° 99 Leone, appunto che violerebbe "il principio di concorrenza".
 
La pregiudiziale della consigliera Monica Canalis (Pd), una di quelle che hanno attirato il maggior numero di commenti (positivi) da parte dei colleghi di minoranza, parte da ciò che è prescritto dalla Costituzione italiana all’art. 41 “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. È proprio nella seconda parte dell’articolo che Canalis trova gli elementi per la sua pregiudiziale, laddove la Costituzione sostiene che l’iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con la sicurezza, la libertà e la dignità umana. Secondo la consigliera proprio questa parte dell’art. 41 indica quanto importante sia la legge attualmente in vigore per la tutela sia dell’impresa privata, che viene non ostacolata ma “regolamentata”, e nel contempo tutela dignità, libertà e sicurezza della cittadinanza.
 
La pregiudiziale Frediani richiama invece l’attenzione proprio all’emendamento proposto, che all’art. 7 comma 5 manca di un passaggio “doveroso”, a dire di Frediani, con le aziende sanitarie locali. La legge 2016 era a tutela della salute, ma ora “si andrebbe a travolgere la finalità della legge se si togliesse la relazione con la Asl. Si parla di corsi da realizzare entri 6 mesi dall’entrata in vigore della nuova norma, ma ci chiediamo se non sia necessario un incontro con le Asl che dovrebbero organizzare questi corsi. Eppure questo passaggio con le Asl non c’è stato, per questo pongo la mia pregiudiziale”.
 
Molto articolata la pregiudiziale di Mauro Salizzoni, che cita le patologie croniche che il gioco d’azzardo patologico provoca: “si va dalla fase euforica della vincita fino alla fase di disperazione quando le vincinte non si presentano più. Mano a mano si presentano pensieri suicidi e poi tentativi veri e propri di suicidio. Si registra un aumento della tensione psicofisica creata dal gioco d’azzardo. I neurotrasmettitori pregiudicano memoria e apprendimento, alterano la risposta allo stress e causano aggressività. Siamo sotto tutti gli effetti come quei pazienti trattati con alte dosi di cortisone, che porta ad aumento di frequenza cardiaca, aumento della pressione sanguigna e alternazione importanti al sistema sanitario. Anche la Pet vede in questi soggetti delle alterazioni cerebrali. Direi che bastano questi elementi negativi per passare da un’idea di danni creati a quella di veri e propri danni fisici.
 
Domenico Rossi propone la sua pregiudiziale ritenendo che la Pdl n° 99, e in particolare l’emendamento 5144, è in contrasto con una norma nazionale, quindi va a creare un conflitto tra Stato e Regioni. Si tratta della norma 288 del 2005, attuata solo con Decreto ministeriale del 25 luglio 2017, che ha imposto un limite al numero di Avp autorizzati e autorizzabili al 30 aprile 2018. La Pdl Leone ci farebbe tornare al far west. Dopo il Decreto ministeriale le Avp sono diminuite in tutto il territorio nazionale, come in Piemonte (anche se in Piemonte c’è stata una diminuzione del 20% in più).
 
Fa riferimento all’art. 11 dello Statuto della Regione Piemonte la pregiudiziale presentata da Alberto Avetta. il consigliere si riferisce ai diritti sociali, con la Regione che, per Statuto, promuove appunto in particolare quelli dei soggetti più deboli. "Andando a rivedere il difficile equilibrio che riguarda le persone che incappano nella ludopatia, rischiamo di fare esattamente il contrato di quel che l’art. 11 ci imporrebbe, ossia tutelare le fasce più deboli della popolazione. Non si tratta di un tema che non è normato: c’è una legge che sta funzionando, che ha buoni risultati in tema di ludopatia, se facciamo queste considerazioni, vediamo che le proposte di legge della Lega invece chiede di approvare una legge che va in contrasto con lo Statuto della Regione".
 
Allo Statuto piemontese si riferisce anche Ivano Martinetti, che propone la sua pregiudiziale riferendosi "all'art. 5 del nostro Statuto, che parla della tutela dei consumatori. Andare avanti nel discutere questa norma pone delle problematiche legate al comma 2 dell’articolo 5. Non credo che in questa maniera si vada a tutelare il consumatore. Nella stragrande maggioranza dei casi il consumatore si deve rivolgere ai servizi sociali. Abbiamo pletore di persone che si rivolgono ai servizi sociali a causa di queste macchinette che, se si ha la sfortuna di cadere in queste trappole, si rischia di creare problemi non solo a se stessi ma a intere famiglie. Sono percorsi complicati, dai quali non sempre si riesce a uscire. La situazione anzi spesso si aggrava, in molti casi a una dipendenza se ne aggiungono altre, fino ad arrivare alle estreme conseguenze".
 
La successiva pregiudiziale presentata è quella del consigliere Raffaele Gallo (Pd), e ancora riguarda lo Statuto piemontese, con riferimento all’articolo 2 comma 2, che salvaguardia i diritti democratici dei cittadini. ”Questo principio generale viene applicato anche attraverso audizioni e incontri, per permettere ai soggetti interessati, di portare il loro punto di vista, fermo restando che poi spetta all’Amministrazione l’emanazione delle leggi. Non c’è stato tuttavia modo di sentire tutti gli interessati a questo processo normativo. Per questo sono intervenuto ora, perché questa è una pregiudiziale fondamentale. Quanto fatto finora potrebbe costituire un precedente. Sarebbe utile a tutti noi ascoltare i soggetti interessati, per chiarire con associazioni e persone che questa materia trattano e hanno qualcosa da dire in merito”.
 
La proposta di pregiudiziale presentata da Mario Giaccone parte dalla necessità di ascoltare le categorie sanitarie, in particolare ordine dei medici e ordine degli psicologi per illustrare quali sono i rischi. "La trattazione tecnica e puntuale degli aspetti farmacologici e medici del tema ci ha portato a una trattazione scientifica dei termini del problema. Visto che ascoltiamo i medici sul tema della salute, ritengo che le sollecitazioni che questi ci inviano siano da seguire. La legge attuale è divenuta un punto di riferimento, la ripresa economica è importante, ma non può prescindere dalla tutela della salute. C’è stata una diminuzione del 20% dell’accesso al gioco, la distanza dai luoghi sensibili ha dato effettivi risultati, sui quali io pure all'epoca dell'approvazione dell'attuale legge, ero dubbioso. I colleghi sanitari medici e psicologi sostengono che in un momento sanitario così delicato, dove già la pandemia ha provocato debolezza, mettere il cittadino fragile in condizioni di maggior esposizione senz’altro lo porta più facilmente a rischio di contrarre questa patologia. Ritengo giusto che si ascoltino i medici".
 
Marco Grimaldi (Liberi e Uguali) cita l'articolo 2 comma 1 dello Statuto regionale, ponendo sul rispetto di questo le basi della sua proposta di pregiudiziale. "La Regione opera nell’ambito dei poteri riconosciuti dalla Costituzione e esercita la propria autonomia. È proprio con questa autonomia che noi ci siamo presi questa responsabilità. La cosa più scorretta della Pdl Leone è che noi ci togliamo questa autonomia, cancellando quanto di buono abbiamo fatto, dicendo che solo lo Stato può legiferare in ambito di distanze e di concessioni. È come se questa proposta di legge mettesse in discussione lo stesso comma 2. Ci sono sentenze molto chiare che ci ricordano che non si può giustificare una deroga permanente a una normativa successiva volta a tutelare la salute pubblica, come confermato da due sentenze del Tar. Credo che sarebbe molto importante, per il rispetto dell’art. 2 comma 1 che questa proposta di legge venga fermata".
 
Il consigliere Diego Sarno (Pd)  fa riferimento all’art. 3 della proposta di legge Leone. “Questa pregiudiziale comporta una cancellazione della copertura legislativa ed entra in contrasto con una competenza specifica dei comuni, in termini di tutela dell’ordine pubblico. Ciò comporta anche una non copertura legale sul fatto che i comuni debbano (e possano) regolamentare lo spegnimento delle macchinette di almeno 3 ore. Non essendo questa prevista dal Pdl Leone, stiamo andando a togliere una possibilità ai comuni laddove la Legge attualmente in vigore conferiva questa competenza ai comuni. Questo elemento è fortemente pregiudiziali proprio perché la Regione, con questa Pdl, toglie forza agli interventi dei comuni. Da qui la mia pregiudiziale per ritirare questa proposta e riportarla in commissione a sentire i comuni”.
Il dibattito si avvia alla conclusione: le pregiudiziali sono in tutto diciotto, dieci di legittimità costituzionale e otto di merito e vengono poste in votazione. Quelle di legittimità costituzionali vengono respinte, e lo stesso avviene per quelle di merito.
All'unanimità, prima volta in queste due giornate, maggioranza e opposizioni concordano di sospendere la seduta prima di passare all'esame delle questioni preliminari, anche se la seduta era stata convocata sino alle 20 e sono invece le 19,18. La seduta viene dunque sospesa. Domani mattina sarà convocata la riunione dei capigruppo e successivamente sarà convocata la nuova seduta del consiglio regionale.
 
 
IL COMMENTO DI PREIONI - Se la volontà, peraltro dichiarata, della minoranza, è di fare ostruzionismo (basti pensare che gli emendamenti sono arrivati a quota 60mila ed occorrerebbero almeno 130 sedute per esaminarli tutti), un commento arriva, con un video, dal consigliere della Lega Alberto Preioni. Il consigliere sottolinea: "Ci spiace per 5000 lavoratori che stanno rischiando il posto di lavoro (a seguito della entrata in vigore della legge regionale del 2016 che dal 20 maggio prossimo impone la disinstallazione degli apparecchi a vincita che non rispettano le distanze minime dai luoghi sensibili). Il gioco è una attività assolutamente naturale e riteniamo vada gestita dallo Stato. Noi vogliamo il legale e difendiamo i lavoratori onesti.

Lavoratori invece considerati di serie B che rischiano di entare così nella grande platea della disoccupazione. Qual è l’alternativa? C’è l’illegalità, i totem gestiti da Malta. Ci sono le bische calandestine, l’usura, le estorsioni. Questo noi lo vogliamo combattere. Per questo respingiamo le falsità e le mistificazioni contro gli operatori onesti. Questo è il messaggio forte e chiaro che deve arrivare dalla Lega. Vogliamo anche che siano tutelati e curati i giocatori patologici e chiederemo all’assessore Tronzano di incrementare gli investimenti per interventi in questo senso".

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