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Piemonte: Ddl gioco in arrivo, Lega 'Tutelare lavoro e bloccare illegalità'

Non si ferma il pressing della Lega per eliminare la retroattività della legge sul gioco del 2016, lavoratori in presidio e Giunta al lavoro sul Ddl, atteso entro questa settimana.


"Correggere la legge sul gioco d'azzardo legale per tutelare il lavoro e intensificare la lotta alle illegalità e alle forme di patologia cronica sono gli obiettivi che vogliamo portare avanti contro ogni qualunquismo e perbenismo politico delle Sinistre in consiglio regionale".

Ne è convinto il consigliere piemontese Andrea Cane, da tempo in prima linea con i colleghi della Lega per portare avanti il progetto di modifica della normativa vigente sul gioco che, se non modificata, dal 21 maggio vedrà l'applicazione retroattiva del distanziometro varato nel 2016 anche per farà diventare fuorilegge anche le sale da gioco e scommesse con autorizzazioni rilasciate dal 1° gennaio 2014 e sale scommesse con autorizzazioni risalenti al periodo tra il 1° gennaio 2015 e il 27 ottobre 2016.


L'obiettivo, dopo la sospensione della Pdl n° 99 del leghista Claudio Leone, a fronte dei 65mila emendamenti al testo presentati dalle minoranze consiliari, resta immutato ed ora si attende di conoscere il testo del disegno di legge a firma della Giunta, che, salvo intoppi, dovrebbe arrivare entro questo venerdì.

Come anticipato qualche giorno fa dall'assessore regionale piemontese alla Sicurezza Fabrizio Ricca, anche lui della Lega, "l'iter in Giunta è stato avviato" e dopo l'approvazione degli assessori il Ddl passerà in commissione e quindi in Aula, con l'intenzione di fare "il più presto possibile” in modo da "permettere a imprenditori e lavoratori di continuare con la loro attività".

Sotto la lente, oltre alla "rimozione della retroattività della legge del 2016", anche le situazioni di bar, tabacchi e sale slot.
Nel frattempo, continua anche la mobilitazione dei lavoratori piemontesi del gioco, che nella giornata di ieri, 27 aprile, nonostante la pioggia scrosciante hanno continuato il loro presidio davanti alla sede del consiglio regionale e faranno lo stesso anche la prossima settimana.
 
E che, al momento, restano in attesa di conoscere il proprio destino, nella speranza che quel "faremo più presto possibile" diventi realtà, e con esso la salvezza del proprio posto.
 
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