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Premier Draghi: 'Green pass, sì ad obbligatorietà nei luoghi di lavoro'

  • Scritto da Redazione

Il premier Draghi ribadisce volontà di estendere l'obbligatorietà dell'uso del green pass ai luoghi di lavoro, tema 'caro' anche alle attività di gioco.

L'estensione dell'obbligatorietà del green pass ai luoghi di lavoro torna al centro dell'agenda politica, con le dichiarazioni fatte oggi, 2 settembre, dal premier Mario Draghi, nell'ambito della conferenza stampa tenutasi presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, per fare il punto sulle attività del Governo nelle prossime settimane.

 

Il centro di tutto non poteva non essere il contenimento dell'emergenza Covid, anche alla luce delle diverse “sensibilità” espresse dalla Lega nell'ambito della discussione in commissione Affari sociali della Camera sul decreto Green pass del 6 agosto, con la sottoscrizione di alcuni emendamenti di Fratelli d'Italia volti ad abolire l'obbligo della certificazione verde, poi respinti.  

"Il chiarimento politico lo fanno le forze politiche, è chiaro che è auspicabile una convergenza e una stagione di disciplina. Il Governo va avanti", commenta, lapidario, Draghi.
 
Per poi precisare, circa l'ipotesi di estendere l'obbligatorietà del green pass ai luoghi di lavoro – come ventilato anche per le sale gioco – che andrà deciso esattamente quali sono i settori interessati e quali passi compiere, convocando  “una cabina di regia come ha chiesto il senatore Salvini, ma la direzione è quella".
 
L'orizzonte è quindi quello di arrivare all'obbligo vaccinale, Ema e Aifa permettendo, e anche alla terza dose di vaccino, evidenzia il premier, rispondendo ad una domanda dei giornalisti intervenuti alla conferenza stampa.
 
Passando all'economia, quindi il presidente del Consiglio parla delle necessità di rilancio ma “la vera sfida sarà riuscire a mantenere il tasso di crescita considerevolmente più elevato di quanto fosse prima della pandemia, è lì che si vede la capacità dell'economia italiana di diventare strutturalmente più solida. Intanto vediamo buone notizie".
L'intenzione poi è quella di “affrontare il problema fondamentale delle politiche attive del lavoro. È prevedibile che molti settori dovranno ristrutturarsi".
Andando in questa direzione, sul piatto del Governo in primis ci saranno "le leggi delega di concorrenza e fisco, poi successivamente vedremo la parte delle politiche attive del lavoro e le altre riforme, quella degli ammortizzatori sociali. Poi pensioni e quota cento".
 
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