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Camera, Rendiconto 2020 e Assestamento 2021: dal gioco -34,1%

  • Scritto da Redazione GiocoNews

Avviata l'analisi dei Ddl Rendiconto 2020 e Assestamento 2021: emerge subito il peso della pandemia dai 5 miliardi in meno derivanti dal gioco come dai conti del Mipaaf. 

Le entrate tributarie legate a lotto, lotterie e altre attività di gioco hanno perso il 34,1 percento nel corso del 2020 a causa del Covid. La Camera torna a parlare della riduzione delle entrate causate dalle restrizioni imposte dalla pandemia nel corso dell'esame congiunto dei Ddl C. 3258 sul Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2020 e C. 3259, sulle Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021. L'analisi spetta alla commissione finanze della Camera, che nella prima seduta ha visto anche l'intervento della sottosegretaria di Stato per l’economia e le finanze, Alessandra Sartore. La Commissione Agricoltura analizza la situazione del Mipaaf,  osservando che "gli stanziamenti iniziali del Ministero sono stati più volte incrementati, nel corso del 2020, a seguito della decretazione d’urgenza scaturita dalla crisi pandemica.

Nell'introdurre i lavori della Commissione Finanze, spiegando come dovranno essere presentati gli eventuali emendamenti, il presidente della commissione, Luigi Marattin, ha sottolineato innanzitutto come "il rendiconto e l’assestamento non siano generalmente esaminati dal Parlamento con l’attenzione che meriterebbero e ciò vale in particolare per il rendiconto. Evidenzia infatti che la legge di bilancio, sulla quale si focalizza tutta l’attenzione pubblica, costituisce soltanto una previsione delle entrate e delle spese che si realizzeranno durante l’anno, mentre il rendiconto reca l’indicazione precisa delle entrate effettivamente riscosse e delle spese effettivamente sostenute".

Nel prosieguo della presentazione dei lavori Marattin osserva come sia "evidente il peggioramento dei saldi di finanza pubblica tra il 2019 e il 2020, dovuto alle maggiori spese sostenute dallo Stato per far fronte alla pandemia, spese che ammontano a 205 miliardi di euro. Rispetto a una previsione, effettuata nel momento peggiore della crisi pandemica, di riduzione del saldo netto da finanziare di 337 miliardi di euro", ha continuato Marattin, "la riduzione effettiva a fine anno si è attestata a poco più di 270 miliardi di euro. In particolare ricorda che le entrate tributarie, per le quali si era giunti a prevedere una riduzione di 50 miliardi, si sono ridotte alla fine del 2020 di soli 33 miliardi di euro. Analoga considerazione va svolta per le spese correnti, che sono aumentate di 117 miliardi di euro, anziché di 150 miliardi come era stato previsto.

Quindi il focus sulle entrate tributarie, che si sono attestate a 480,8 miliardi, e sono risultate superiori rispetto alla previsione definitiva (+17,9 miliardi), ma in riduzione rispetto alla previsione iniziale (513,6 miliardi). Nel comparto tributario registrano una considerevole contrazione, rispetto al 2019, le entrate relative alle tasse e imposte sugli affari (circa – 20 miliardi, –10,7 per cento), quelle sulle imposte sulla produzione, sui consumi e dogane (-5,2 miliardi, –15 per cento) e quelle sul lotto, lotterie ed altre attività di gioco (quasi – 5 miliardi, –34,1 per cento).

Circoscritta al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali l'analisi della Commissione XIII. Osservando che gli stanziamenti iniziali del Ministero sono stati più volte incrementati, nel corso del 2020, a seguito della decretazione d’urgenza scaturita dalla crisi pandemica da Covid-19, il presidente della commissione, Filippo Gallinella, ha poi illustrato che "tale decretazione d’urgenza ha interessato, in modo particolare, gli stanziamenti destinati (in particolare) alla Missione 'Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca', per un importo complessivo di 895,45 milioni di euro e 385,25 milioni per il programma 'Politiche competitive della qualità agroalimentare, della pesca, dell’ippica e mezzi tecnici di produzione'. 

Esaminando le spese per i quattro centri di responsabilità emerge che il Dipartimento delle politiche competitive della qualità agroalimentare, della pesca e dell’ippica ha assorbito circa il 43 per cento dell’intero stanziamento definitivo. Con riferimento al programma 'Politiche competitive della qualità agroalimentare, della pesca, dell’ippica e mezzi tecnici di produzione', questo è relativo alle politiche nazionali e, in particolare, delle filiere di produzione, del settore della pesca e dell’ippica, e vede assegnate risorse definitive, per il 2020, pari a circa 886,9 milioni di euro (nel 2019, erano circa 488,2 milioni di euro), pari a circa il 42,8 per cento degli stanziamenti della missione.

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