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Commissione d'inchiesta sulle mafie: focus sul gioco online

Ci sono anche il Dg di Adm Minenna e alcuni operatori del settore nelle lista delle audizioni programmate dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie.

"Abbiamo parlato molto dell’online, un ginepraio di natura tecnica, giuridica, terminologica". Il coordinatore dei lavori, Giovanni Endrizzi (M5s) conferma che si è trattato solo di un incontro di programmazione, ma sono emersi anche elementi importanti nell'ultima seduta del IV Comitato della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Il Comitato, in particolare, si trova a vagliare i temi dell'Influenza e controllo criminali sulle attività connesse al gioco nelle sue varie forme, portando avanti una serie di lavori che coinvolgono anche consulenti esterni e persone esperte del settore del gioco.

"Abbiamo fatto un riepilogo dei lavori svolti", spiega Endrizzi, "e posto alcuni orizzonti temporali chiedendo anche ad ogni consulente quali siano i tempi per chiudere le varie relazioni. Ma soprattutto abbiamo stabilito quali dovranno essere le audizioni da condurre, alcune erano già programmate, altre sono state aggiunte". Tra quelle programmate c'era ad esempio quella con il direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, di alcuni esperti e di soggetti competenti in materia di controllo e strumenti tecnologici, ma anche incontri con portatori d'interesse, associazioni di categoria del mondo del gioco e singoli player.

"Dobbiamo valutare quali sono i miglioramenti, soprattutto tecnologici, che si possono adottare per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni criminali", spiega Endrizzi, "e per questo serve conoscere il settore, parlare con esperti e parlare con chi lo conosce bene. Era già previsto dar spazio ai portatori di interesse, con l'idea di responsabilizzare i player nell'ottica di una programmazione dei lavori per la tutela del bene pubblico, perché solo inteso così ha senso la gestione del bene concessorio. Ci sono dei problemi che vanno arginati, ad esempio abbiamo parlato molto dell’online: è un ginepraio di natura tecnica, giuridica, terminologica, che vanno conosciuti bene prima di decidere qualsiasi cosa".

Tra gli altri argomenti si è tornati a parlare anche di protezione dei minori, perché "serve capire, in base ai servizi esistenti, le proposte che si possono fare in senso migliorativo", aggiunge Endrizzi, "lavorando sempre nell'ottica della tutela dei consumatori e delle fasce deboli, e in quest'ottica prevediamo delle audizioni anche con associazioni dei consumatori, anche se su questi temi lavorerà più approfonditamente un’altra commissione in Senato, dove si parlerà di altro, focalizzando l'attenzione più sull'aspetto sociale e sanitario su cui influisce il settore, esulando dall’aspetto industriale". 

"L’idea", conclude Endrizzi, "è quella di poter contribuire alla riforma del settore, che è stata annunciata, però con la consapevolezza che si può regolamentare non solo nell’ambito della riforma ma anche con alcune norme e alcune pratiche già esistenti, e mi riferisco alla Dcpr come anche all'introduzione di sistemi di monitoraggio, e a disposizioni date alle forze dell’ordine oltre che su codici di autoregolamentazione".

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