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Commissione gioco Senato incontra Minenna: focus su online e legalità

  • Scritto da Redazione GiocoNews

Tante e articolate le domande dei senatori dopo l'audizione di Minenna di fronte alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul gioco illegale, settimana prossima ci sarà una nuova audizione (per le risposte). 

Una serie di domande su tutti i temi principali per il settore, dal riordino alla legalità, dalla salute all'occupazione alle nuove questioni poste dall'online. Su tutto questo è chiamato a rispondere il direttore generale dell'Agenzia delle accise, dogane e monopoli, Marcello Minenna, in seguito alla sua audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, istituita in Senato.

Dopo l'intervento di Minenna i senatori presenti hanno rivolto una lunga e articolata serie di domande che ha costretto il presidente della commissione, Mauro Maria Marino, a chiedere a Minenna di ritornare, in un giorno della prossima settimana che al momento rimane da definire, per dare a ogni quesito puntuale risposta.

Si parte dalla domanda del vicepresidente della commissione Andrea Cangini (Fi), che riprendendo una interrogazione parlamentare di Paola Binetti (Udc), ricorda che "c'è un decreto dello scorso maggio che ha introdotto una sconsiderata equiparazione tra i giochi di puro intrattenimento nei locali pubblici e i giochi dell’azzardo vero e proprio. Questo oltre a generare confusione di fatto rappresenta un limite incongruo. Lei è a conoscenza di questa realtà e ritiene opportuno un intervento per non creare confusione?".
 
Andrea De Bertoldi (FdI) sottolinea invece che "il gioco è come lo shoppping, non è di per sé negativo, ma può diventarlo, degenerando. Compito dello Stato deve essere controllare, regolamentare. Oggi, però stiamo vivendo una fase di confusione e di danni, e penso ad esempio al caso dell’Emilia Romagna, dove l’ottanta percento delle sale sono state chiuse da norme locali, causando una perdita di migliaia di posti di lavori con un percorso irrazionale. Su questi temi lei ritiene che sia urgente intervenire con urgenza andando a bloccare nome che sono pure retroattive?".
 
Il vice presidente Giovanni Endrizzi (M5s) chiede innanzitutto, "dei 250 locali individuati quanti di questi erano offerta legale gestita durante le chiusure o altro". E sulla questione distanziometro aggiunge che "non può essere affrontata in questo modo. C’è un problema di offerta eccessiva: sul gioco siamo il primo mercato in Europa, mentre il paese è al dodicesimo posto per redditi. Il 50 percento dell’offerta è sostenuta da persone che hanno problematicità. Il distanziometro si affronta anche tenendo conto del problema di definire il volume dell’offerta che lo stato intende proporre. Ricordo che Regioni e Comuni sono intervenuti in assenza di misure nazionali (dopo il deceto Balduzzi non si è fatto altro), queste misure si sono rivelate efficaci, in Piemonte i volumi di giochi si sono ridotti e si sono ridotti anche i malati afferenti ai servizi di cura". E ancora, sulla compartecipazione degli enti pubblici, Endrizzi ammette di aver "molte remore sulla compartecipazione di altri Enti pubblici, c’è il rischio che negli enti locali più poveri si arrivi ad abdicare rispetto ai compiti che spettano loro sulla tutela del cittadino".
 
Gianni Pittella (Pd) chiede invece a Minenna se "l’Agenzia ritiene di ristabilire un equilibrio finanziario per le concessioni più colpite dalla misure emergenziali", e poi, sul gioco minorile, se "l’Agenzia ritiene utile affrontare il problema a monte, non solo limitando l'accesso al controllo con la tessera sanitaria, ma anche con il documento di identità".
 
Stefano Candiani (Lega) sottolinea come possa essere utile vedere "a livello Europeo, quali legislazioni o quali regolamentazioni possono essere prese in considerazione come esempi utili, quali esperienze già fatte potremmo guardare", individuando quindi delle best practise già utilizzate da altri, e chiude esprimendo preoccupazione "sull’online, che come sempre si verifica molto difficile da gestire".
 
Roberta Toffanin (FI) domanda a Minenna se "pensa sia utile proporre lo scontrino in formato digitale per le giocate svolte anche in presenza per una maggior sicurezza e un'operazione molto più veloce e andare incontro al Pnrr sulla digitalizzazione".
 
Albert Lanièce (UV) chiede "un piccolo focus sulle case da gioco. In una visione di riforma ritengo siano luoghi importanti, non solo per motivi occupazionali, ma anche per la loro funzione di controllo e di contrasto alla ludopatia."
 
E infine Fabrizio Ortis (M5S), che spiega di essere stato "colpito dal dato sul rendimento delle videolottery, che è del 60 percento. Penso che nessun giocatore consapevole si siederebbe mai davanti a una videolottery conoscendo le reali possibilità di vincita. Abbiamo un’offerta smisurata di giochi in Italia, tra tutti credo che le videolottery siano uno dei giochi più iniqui che esistono. Vorrei chiedere al direttore Minenna se è possibile portare la percentuale di rendimento delle videolottery almeno all'80 percento, che comunque non consentirebbe a nessuno di 'vincere' contro la macchinetta".
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